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Nicolas Sarkozy all'e-G8 in Francia

e-G8: Dalla Francia parte una eco su banda larga e Internet per tutti

Un inedito Mark Zuckerberg (Facebook) in cravatta, Eric Schmidt (Google) e altri rappresentanti dei colossi del Web hanno fatto il punto su Internet nel G8 ”dei grandi della terra”. Chiusa la due giorni di tavole rotonde al Summit e-G8, nella cornice di Deauville nei pressi di Parigi le aziende Internet hanno chiesto “Più Internet per tutti, gratis e in ogni angolo del pianeta”.

Il di Channel Insider 0

  • Dì la tua in Blog Café: e-G8: Internet, una rivoluzione senza bandiera
  • Lo studio Fattore Internet, stilato da Boston Consulting Group e commissionato da Google, valuta il Web italiano a quota 31,6 miliardi di euro, circa il 2% del prodotto interno lordo nazionale (Pil). Poco meno dell’agricoltura, poco più del settore della ristorazione. Ma, secondo le previsioni, entro il 2015 il Web italiano varrà 59 miliardi di euro ovvero il 4,3% del Pil.

    Oggi apre a Parigi e-G8, il Summit su Internet, che anticipa il G8 francese. A volere la due giorni su Internet è stato il presidente francese Nicolas Sarkozy, il cui governo è stato attivista sul Web con una legge severa contro la pirateria digitale (Legge Hadopi), ma capace anche di varare il primo Consiglio Nazionale del Digitale per capire meglio il “Fattore Internet”.

    Al tavolo di Parigi, dove si riuniranno i player del settore (Google, Facebook, Microsoft) accanto a imprenditori e politici, a “quantificare” il fenomeno Internet è il Rapporto McKinsey che afferma che a livello globale la Rete vale 1672 miliardi di dollari, il 2.7% del Pil mondiale, e Internet crea 5 nuovi posti di lavoro ogni cinque cancellati dai business online. Nei paesi del G8, a cui vanno aggiunti Bric, Svezia e Corea del Sud (un blocco di paesi che vale il 70% dell’economia mondiale), Internet ha prodotto nel 2009 il 3.4% del Pil dei 13 paesi.

    L’1.7% dell’Italia è lontano dal 6.3% di Pil digitale della Svezia (un paese che, pur non ospitando i colossi della Silicon Valley, è campione di banda ultra larga). L’Italia, come purtroppo denunciamo da anni, è ferma al palo, e in questo gruppo di paesi solo la Russia fa peggio di noi.

    Ma l’Italia potrebbe imparare dalla Svezia: anche senza Apple o Google, si può spingere Internet nelle scuole, insegnare economia digitale nelle Pmi, scommettere nella banda ultra larga da 100 Mbit e giocare la carta di un vero e-government. Senza avere più paura del Web e del suo “effetto disruption”: anche distrugge posti di lavoro, Internet ne crea di più (vincendo cinque a due).

    Tornando all’Italia, “Fattore Internet” ha dimostrato che le Pmi che hanno arricchito il proprio sito Internet con l’e-commerce e scommesso sul web marketing hanno messo a segno fatturati medi superiori all’1,2%, mentre le Pmi soltanto con “siti vetrina” (senza servizi) registravano un declino del 2,4%; e le Pmi che hanno voltato le spalle all’online, hanno subìto una flessione del 4,5%. Nel segmento e-content, il gaming batte le news: con 3 miliardi di euro vince il poker online.

    Dunque, voltare pagina conviene, adottando quell’Agenda Digitale che ha l’obiettivo di accelerare per cogliere le opportunità delle nuove tecnologia come leva per la crescita del paese.

    A Parigi la tavola rotonda con i rappresentanti del mercato IT vede riunirsi Eric Schmidt (Google), Jimmy Wales (Wikipedia), Jack Ma (Alibaba), Bill Gates, Jeff Bezos (Amazon), Mark Zuckerberg (Facebook), ma
    non mancheranno i francesi Xavier Niel (Iliad Free), Jacques-Antoine Granjon (Vente-privée), Marc Simoncini (Meetic). Gli italiani presenti sono: Franco Bernabè, presidente di Telecom Italia e Gsma; Luca Ascani, a capo di Populis; e Carlo De Benedetti, numero uno del Gruppo editoriale L’Espresso; Gianluigi Benedetti, consigliere del ministro dell’Innovazione Renato Brunetta; e forse Vincenzo Vita, del Partito Democratico.

    I temi scottanti del Forum Internazionale del Web, una due giorni parigina (24 e 25 maggio) sono: il copyright (com’è noto la Francia ha adottato la Legge Hadopi, che ora sta facendo scuola in Nuova Zelanda), la tutela della privacy nell’era dei social network, il cloud computing, la sicurezza IT.

    ITWEB.TV

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