A. Leo (Red Hat Italy): uno ‘smanettone’ affascinato dall’innovazione legata al business

Strategie

Ritratti 4.0 – Antonio Leo, Head of Partners & Territory Red Hat Italy, si racconta in questa intervista lasciandosi andare ad aneddoti, non solo personali, ma ci racconta come è stato passare dalla facoltà di Filosofia, al mondo dell’Ict

Per Antonio Leo, Head of Partners & Territory Red Hat Italy, “tutto quello che è in rete è connesso e può essere raggiunto anche quando non è previsto o voluto”. Il liceo e poi la facoltà di Filosofia, con l’esperienza inglese, stava imparando la lingua, si occupava d’altro ma è sempre stato uno ‘smanettone’, al quale affascinava molto l’innovazione legata al business. Leo si racconta in questo speciale Ritratto 4.0.

Chi è…Antonio Leo?

Sono una persona semplice, diretta, aperta e troppo curiosa di capire come funziona il mondo per preoccuparsi di dimostrare qualcosa agli altri.

Qual è stato il suo percorso di studi?

Dopo il liceo scientifico mi sono iscritto alla facoltà di Filosofia, prima di iniziare a viaggiare trasferendomi poi per 6 anni in Inghilterra.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?

Tutto quello che è in rete è connesso e può essere raggiunto anche quando non è previsto o voluto.  Se questo si verifica, per l’internet delle cose diventa una falla seria. Non si parla solo di webcam private o di sensori di qualsiasi tipo, da quelli che toccano la pelle dei nuovi fit bracelet agli orologi di nuova generazione, e già sarebbe abbastanza. Ma di dispositivi a più alta criticità/impatto come i device che controllano e gestiscono il traffico, il cui fault può avere conseguenze gravi, oppure sistemi che rilevano dati sensibili che non possono essere divulgati pubblicamente. La sicurezza dovrebbe nascere dentro il concetto stesso di IoT, non può essere pensata dopo, in rincorsa, come avviene spesso per tante innovazioni proposte dall’ICT.

Antonio Leo

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?

Una vignetta divertente: “Papà di cosa sono fatte le nuvole?” “Prevalentemente di server Linux” 🙂

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana?

Se ci fermiamo a definire cos’è l’intelligenza artificiale e concordiamo nel dire che si tratta dell’insieme di tecnologie che consentono alle macchine di comprendere, percepire, imparare e agire autonomamente che al servizio di un comando esigenza umana specifica, la risposta è: illimitate!!! Si tratta di un’opportunità enorme che potrebbe aumentare in modo esponenziale la nostra crescita economica, creando una nuova relazione fra l’uomo e la macchina, e con questo la natura del lavoro che conosciamo oggi. Ma la realtà è diversa, in apertura: fear of changes, tempi, burocrazia, strumenti legislativi ecc ecc…

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?

Dipende! Se sono trasparenti e si occupando del loro core business, di offrire servizi di credito su progetti vincenti o dagli elementi razionali in ordine, amiche! Tutto il resto rientra nella zona grigia dove si può essere qualsiasi altra cosa, anche nemici, che a volte è il minimo.

Cosa chiederebbe a una società di credito?

Di valutare con gli strumenti giusti e le conoscenze adeguate le mie proposte/progetti, prima di prendere qualsiasi decisione, e di finanziarle se valide, comportandosi da Partner in un perimetro di regole e termini chiari e certi.

Crede che il rapporto con queste società limiti lo sviluppo del suo business?

L’offerta è tanta 🙂

Antonio Leo

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?

Per il settore privato, incentivi che predispongano il terreno, ma il vero problema è il mindset troppo avulso al cambiamento di alcuni settori industriali italiani. Per la PA, tema che trovo affascinante, la volontà politica e quindi gli strumenti legislativi per attuare l’adozione. Un progetto inerente la cosa pubblica, che prevede come backbone la trasformazione digitale del servizio, può essere da tutti riconosciuto come “strategico” per il paese. In quanto tale non dovrebbe mai essere messo in discussione o trovarsi a rischio chiusura ad ogni alternanza politica, e in suo favore dovrebbero essere realizzati strumenti e leggi per favorirne l’attuazione. As simple as that.

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?

Mi sembra un passo nella direzione giusta, i risultati lo confermano.

I robot ci ruberanno il lavoro?

Speriamo solo quello. A parte le battute, sì, una buona parte del lavoro fisico, e va bene così. Poi c’è la sfida dell’artigiano che realizza un prodotto unico ogni volta che prende in mano due nuovi tubi d’acciaio per farne un nuovo telaio per bici, e in Italia ne sappiamo qualcosa.  

Che idea ha dello smart working?

C’è chi come me a casa non ci sa proprio stare per lavoro.

Antonio Leo

Se le dico Bitcoin cosa mi risponde?

Blockchain! L’innovazione tecnologica che sta dietro alla validazione delle transazioni tra chi vende e compra Bitcoin. L’Eldorado della rete, idea molto interessante, una valuta criptata e virtuale non gestita dalle banche, e questo è il vero problema. Con tutte le sue falle, il sistema bancario ha comunque rappresentato il soggetto garante per rispondere di eventuali problemi. Nel caso dei Bitcoin non c’è nessun soggetto, nessuna garanzia.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?

Mettendosi prima in ascolto per capire come avviene la comunicazione oggi, quali canali sono più efficaci e per quali settori e messaggi, evitando di fare errori banali, comunicando soprattutto i propri valori fondanti, e poi tutto il resto.

Quali sono i suoi hobby?

Musica… Suonavo con una band da pischello, lettura, snowboard, climbing… Tutte cose da riprendere. 

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?

In ordine, empatia e ipocrisia. 

Direbbe grazie a…e perché?

Ai miei veri amici, perché nonostante le fasi della vita, la distanza, le sfide continue, non mi hanno mai mollato rimanendo quello che sono oggi, fratelli.

A chi chiederebbe scusa e perché?

A mio padre, lui sa perché.

Che tipo di adolescente era?

Un po’ figlio dei fiori, il pensiero filosofico mi affascinava già molto.

Antonio Leo

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?

Con l’esperienza inglese, stavo imparando la lingua, mi occupavo d’altro ma sono sempre stato uno smanettone, e poi mi affascinava molto l’innovazione legata al business.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?

Volontà, spirito di sacrificio, immaginazione per vedere sempre oltre le cose. Diventa quello che sei, questo è il segreto.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?

Boh, probabilmente, e non c’è da stupirsi, il mio cellulare.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?

La mattina due secondi perché lo uso come sveglia, la sera prima di coricarmi zero.

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?

Ho origini campane, un piatto di spaghetti al pomodoro fresco e basilico.

Se fosse un quadro?

‘Impressione,  levar del sole’, di Monet.

Se fosse un film?

In the Name of the Father.

Se fosse una stagione?

Estate.

Se fosse una tecnologia?

Onde Radio.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?

Artigiano, qualcosa che prevede tanta manualità, dal riparare bici al dipingere.

Se avesse una bacchetta magica…

Qualsiasi cosa per dare una vita vera, felice e un’opportunità a tutti i bambini.

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