Accordo Raee: al via microaree ecologiche a basso impatto ambientale per aree disagiate

Mercato

Siglato il 26 giugno scorso, ma entra in vigore dal 1 luglio 2015 e per tre anni, il nuovo Accordo di Programma per la definizione delle condizioni generali di raccolta e gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Elevati i rimborsi del 50% e previste microaree ecologiche per le aree disagiate

Da oggi è operativo il nuovo Accordo di Programma per la definizione delle condizioni generali di raccolta e gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

L’accordo, che ha validità triennale, prevede un incremento di quasi il 50% dei rimborsi (premi) di efficienza, alle imprese commerciali e della distribuzione, erogati sulla base dei quantitativi di Raee conferiti dai consumatori ai distributori, ritirati dai sistemi collettivi dei produttori e avviati correttamente alle operazioni di trattamento e recupero. Inoltre, tra le novità, è stato definito il supporto in via sperimentale alla creazione di microaree ecologiche a basso impatto ambientale’ mirate a rendere più agevole la raccolta dei Raee in aree disagiate.Raee

L’accordo è stato sottoscritto il 26 giugno scorso da: Centro di Coordinamento Raee, le Associazioni di categoria dei Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, le Associazioni delle Aziende di Raccolta dei rifiuti e le Organizzazioni delle Imprese Commerciali e della Distribuzione.

Il documento firmato dalle parti, che prende le mossa da quanto previsto all’articolo 16 del Decreto Legislativo 14 Marzo 2014 n. 49 in attuazione della Direttiva 2012/19/CE, prevede conferme e novità rilevanti per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) in Italia.

Al verificarsi delle condizioni di buona operatività realizzate dalle imprese commerciali e della distribuzione, saranno erogati premi di efficienza sulla base dei quantitativi di Raee conferiti dai Consumatori ai Distributori, ritirati dai Sistemi Collettivi dei produttori e avviati correttamente alle operazioni di trattamento e recupero. L’accordo segna una tappa definitiva del processo inclusivo che ha visto un ruolo crescente e sempre più attivo della distribuzione ai fini della corretta gestione ambientale degli elettrodomestici a fine vita.

L’obiettivo stabilito dal Decreto 49/2014 è quello di arrivare, entro 5 anni, a raccogliere 720mila tonnellate di Raee, pari circa al 65% di tutte le Aee immesse sul mercato ogni anno, che corrispondono a circa 12 Kg a cittadino.

Davide Rossi, Direttore Generale AIRES
Davide Rossi, Direttore Generale AIRES

Questi numeri sono molto ambiziosi e rendono necessario, da parte di tutti gli operatori, un consistente impegno per migliorare la gestione di questa risorsa e aumentare sensibilmente la raccolta. In Italia il sistema dei Raee raccoglie circa 240mila tonnellate di prodotti destinati al recupero e/o al trattamento corretto; grazie a questo accordo si stima che questi già ingenti numeri possano aumentare in maniera significativa ponendo l’Italia in linea con gli obiettivi europei. Davide Rossi Direttore Generale di Aires commenta: “Lo abbiamo firmato perché è un buon accordo; avanti così. Ci aspettano tre anni di lavoro intenso per allinearci all’Europa”.

Roberto Liscia
Roberto Liscia

Oltre a disciplinare le modalità e i tempi di ritiro dei Raee  e organizzare in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale e i relativi premi di efficienza, saranno dati premi di efficienza alle imprese commerciali e della distribuzione, con rimborsi in crescita di quasi il 50% rispetto agli attuali livelli. Come Consorzio del Commercio Elettronico – spiega Roberto Liscia, presidente Netcommsiamo da sempre stati molto sensibili al tema, proprio perché l’elettronica di consumo è una delle categorie di prodotti che storicamente hanno maggiore rilevanza per i consumatori. Secondo i dati dell’ultimo Osservatorio B2C Netcomm-Politecnico di Milano, infatti, l’elettronica di consumo che rientra in questa tipologia di prodotti vale circa il 13% del totale e-commerce, che per l’anno 2015 è complessivamente destinato a superare quota 15 miliardi di euro. Tuttavia – prosegue Lisciagli obblighi previsti dalla normativa europea rischiano di generare costi che abbattono i vantaggi della vendita tramite internet, erodendo i margini di profitto dei siti di e-commerce. Questa disciplina, infatti, sembra pensata per le grandi catene di distribuzione che dispongono di magazzini, ma mal si adatta ai tanti negozi online che non si appoggiano ad una struttura in grado di gestire il ritiro dei Raee. Inoltre, le modalità specifiche di attuazione degli obblighi di legge non sono chiare e necessiterebbero di linee guida. Il Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014 rinvia all’emanazione di diversi decreti ministeriali per l’attuazione di molte delle sue disposizioni, alcune fondamentali. Questi decreti non sono stati ancora emanati, permanendo una situazione di notevole incertezza”.

“Ottimo risultato raggiunto in tempi record”, dichiara Maria Antonietta Portaluri, Direttore Generale di Anie. “Con la sottoscrizione dell’accordo di programma tutte le componenti della filiera hanno firmato un concreto impegno a fare ciascuna la propria parte per incrementare nei prossimi anni i livelli di raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici. Il nostro settore, da sempre protagonista sul fronte della sostenibilità e dell’uso efficiente delle risorse, ha tradotto nel processo industriale la filosofia dell’economia circolare, identificandola non come limite ma come fattore di competitività. L’auspicio – continua il Direttore di Anie – è che si completi in tempi brevi anche il quadro legislativo di riferimento, per garantire regole chiare, eque, semplici che possano fare del sistema Raee nazionale un modello virtuoso nel panorama europeo.”

 

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