Agenda digitale: ecco alcuni esempi di risparmio

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Secondo l’osservatorio Agenda Digitale della School of management del Politecnico di Milano con la sola introduzione della fattura elettronica permetterebbe di risparmiare circa 5 miliardi di euro l’anno

Agenda digitale: ecco alcuni esempi di risparmio. La fatturazione elettronica porterebbe risparmi pari a circa 5 miliardi di euro all’anno, 1 miliardo per la Pubblica amministrazione e il resto per i privati (ipotesi sblocco decreto attuativo e 20% relazioni  B2b).

I pagamenti elettronici verso la PA porterebbero risparmi pari a circa 0,6 miliardi di euro all’anno (ipotesi: 30% pagamenti elettronici per IMU/ICI, Tarsu, Multe, Bollo Auto), mentre i pagamenti elettronici verso gli Esercenti porterebbero maggiori entrate fiscali pari a circa 5 miliardi di euro all’anno ipotesi: diffusione dei pagamenti con carte di credito e debito a 30%).

Sono questi i benefici che si potrebbero ottenere nel medio periodo (tre anni) analizzati dall’osservatorio agenda digitale realizzato nella sua prima edizione dalla school of management del Politecnico di Milano presentati a Smau.
Dematerializzazione e innovazione digitale nei processi della PA: risparmi pari a circa 15 miliardi di euro all’anno (ipotesi: 10% incremento produttività del personale)
Start-up: incremento del Pil per circa 3 miliardi di euro in 10 anni (ipotesi: investimento 300 milioni in seed).
L’eCommerce può costituire un fattore fondamentale di sviluppo per l’intero sistema e un’occasione per far crescere la competitività di tutte le imprese italiane. Produttività in Italia che – come noto – si è ridotta di oltre 15 punti in 10 anni (ossia a parità di ore lavorate si è prodotto il 15% in meno).
Le misure di incentivo all’eCommerce devono però essere impostate coerentemente con questa visione e muoversi secondo le seguenti direzioni:
–       PA come esempio di eCommerce attraverso la spinta all’eProcurement e alla Fatturazione Elettronica;
–       incentivi (ad esempio sgravi fiscali) all’eCommerce B2b, intesa come digitalizzazione dei processi commerciali tra imprese, giustificati dai rilevanti ritorni su questi investimenti e potenzialmente finanziabili anche attraverso i ritorni dalla lotta all’evasione fiscale, che potrebbe essere favorita proprio dalla diffusione di queste pratiche;
–       investire in formazione, per far sì che le aziende che si affacciano al mondo dell’eCommerce lo possano fare con la consapevolezza necessaria, comprendendo fino in fondo le implicazioni organizzative che riguardano l’implementazione e la gestione di una soluzione di eCommerce.

Economia sommersa e lotta all’evasione fiscale
Il valore dell’economia sommersa in Italia si attesta sui 300 miliardi di euro, circa il 20% del PIL, con un evaso che si stima pari a 140 Mld €/anno, numero che fa dell’Italia la nazione con la più alta propensione all’evasione tra i grandi paesi occidentali.
L’innovazione digitale può giocare un ruolo centrale nella lotta all’evasione fiscale in diversi modi:
* costituendo un deterrente per chi volesse evadere (prevenzione);
* abbattendo la complessità e quindi i costi di gestione legati al pagamento delle tasse;
* rendendo più trasparenti le procedure, evidenziando quindi le situazioni di maggiore rischio (grandi evasori)
* facilitando la comprensione delle dinamiche da parte dei controller (a tutela degli onesti).

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