Al Security Summit focus sui cybercriminali, sugli investimenti e il personale ad hoc

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Dal 20 al 22 marzo si tiene a Milano la quarta edizione di Security Summit, l’evento organizzato da Clusit e CEventi

Parte oggi e terminerà il 22 marzo, la quarta edizione del Security Summit, convegno sulla sicurezza informatica organizzato a Milano da Clusit e CEventi, che vede la media partner anche di TechWeekEurope.it.

Questo pomeriggio si terrà la presentazione della prima edizione del Rapporto Clusit 2012, che si annuncia come il primo di una serie di rapporti annuali, e a periodicità più ravvicinata, sulla situazione della sicurezza ICT in Italia. Il Clusit si propone come la principale associazione italiana nel campo della sicurezza informatica con collaborazioni in Italia con la Polizia Postale e partnership europee con CLUSI ed ENISA ( European Network and Information Security Agency) .

Il corposo documento che si configura come l’unico italiano e l’unico non redatto da vendor di sicurezza IT parte con uno schema in tre sezioni e farà da base per successive evoluzioni nei prossimi anni. A una prima parte dedicata a una panoramica degli eventi e degli incidenti informatici più significativi del 2011, fa seguito una seconda parte dedicata al mercato italiano della sicurezza Ict basato su un’indagine presso un campione di 142 aziende (egualmente suddivise tra utenti e vendor).

La terza sezione, denominata “Focus On” è dedicata ad aree di particolare rilevanza per la sicurezza . In particolare quest’anno sono approfondite le tematiche della Mobile Security, della Social Media Security e della Cloud Security.

Spigolando nel documento Techweekeurope.it ha trovato una serie di temi di interesse in un momento in cui anche a livello istituzionale ci si sta muovendo su argomenti attinenti anche alla privacy di tutti i cittadini italiani. Nulla di nuovo , o meglio che diversifichi Clusit dal panorama di altre fonti nella rassegna degli eventi 2011, ma una considerazione sui fenomeni emergenti nel 2011 che ancora influenzeranno l’anno in corso: cyber crime, hactivism, cyber espionage e cyber warfare.

Viene stabilito che il problema della sicurezza IT mondiale non sono gli hacktivist , ma il cybercriminali . Gli attivisti digitali sono un fenomeno più mediatico che preoccupante , anche se lavorano nel’ambiguità come dimostra Anonymous , un brand fortissimo. Ormai il cyber crime è rappresentato da organizzazioni che operano come altre del crimine organizzato e approfittano del mezzo informatico che assicura rischi minori e remunerazioni interessanti. La valutazione del rapporto è che a livello mondiale i cyber criminali hanno incassato 10 miliardi di dollari provocando danni per 400 miliardi.

Sul mercato italiano il Rapporto Clusit si esprime in modo qualitativo. Si parte da una premessa: in Italia i navigatori del web sono 25 milioni e per l’87 per cento sono presenti sui social media. Ma solo il 2 per cento degli Italiani dichiara consapevolezza dei rischi che corre e prende contromisure sui device mobili che sono ormai 20 milioni nel nostro Paese.

Nel 90% dei casi i dispositivi mobili non dispongono di protezione antimalware. Inoltre in Italia alla difficoltà nel perseguire i reati informatici si associa la mancanza di politiche di ICT Security efficaci: educazione, prevenzione e gestione degli incidenti.

I dati di mercato estrapolabili dalla survey portano a una valutazione di investimenti in sicurezza che cresceranno del 5 per cento nel 2012. Il mercato del lavoro attinente alla sicurezza IT vedrà una ricerca di figure professionali di tipo consulenziale ( analisti e security auditor) e non di figure tecniche. Mentre i vendor insistono a proporre soluzioni per la sicurezza dei dispositivi mobili e del cloud computing, gli utenti mettono la sicurezza del cloud all’ultimo posto delle loro preoccupazioni. Più alta invece l’attenzione per la gestione della sicurezza e la privacy dei dati. In generale c’è poca sensibilità verso il problema della sicurezza ICT non stante gli attacchi. E comunque non abbastanza da modificare la strategia di investimento delle aziende utenti.

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