Angelucci (Assinform): entro fine anno 20 mila posti di lavoro persi nell’It

News

Mai così male l’IT dal 1991, secondo Assinform: arretrano tutti i comparti dall’hardware al software, ai servizi. Paolo Angelucci, presidente, lancia l’allarme al Governo e alle banche

Ce lo si poteva aspettare, ma non con dati così allarmanti. La crisi economica, che si è abbattuta come uno tzunami sui mercati economico-finanziari dal 2007, ha bussato anche alla porta dell’Ict, che già di per sè è un comparto che in Italia ha faticato dal 2000 in avanti.

E così, all’incontro di presentazione dell’anteprima del Rapporto Assinform, Paolo Angelucci, presidente, non ha mascherato il rammarico presentando i dati relativi al primo semestre dell’anno, che è andato peggio del previsto, e ha messo sul piatto quelle che possono essere le possibili soluzioni per sostenere le imprese.

I dati sono allarmanti: in sei mesi la domanda di tecnologie informatiche (IT) è diminuita del 9%, e questo è il risultato peggiore dal 1991 a oggi. “L’arretramento riguarda tutti i comparti dall’hardware, al software ai servizi e tutti gli utilizzatori, dalle imprese, alla Pa, alle famiglie – precisa Angelucci – Le nostre stime sull’occupazione indicano che, con questo trend, a fine anno saranno 20mila i posti di lavoro persi”.

Il messaggio che emerge è quello di un paese che non innova e sta allontanando i tempi di ripresa. I dati parlano di un settore in piena crisi: nel suo complesso il mercato dell’Ict (Informatica + Telecomunicazioni) , attestato a 30.347 milioni di euro, cala del -4,5% nei primi sei mesi del 2009. Se le Tlc sono scese di – 2,5%, la frenata maggiore l’ha subìta il mercato dell’informatica, con un decremento del 9%, e un giro d’affari di soli 9.142 milioni di euro. In dettaglio, l’hardware ha registrato il calo più pesante (-15,7%) ma molto preoccupanti sono il dato sul software, sceso del 4,1%, e il dato dei servizi , che hanno subìto un calo di – 7,3%.

A giugno, lo stesso Angelucci aveva portato avanti richieste nei confronti del Goverrno e si aspettava un rallentamento del mercato, ma non così sentito. Ora popone sei linee di intervento, irrimandabili per risollevare il comparto, che riguardano innanzitutto le banche e la loro politica (miope) di credito ma anche le istituzioni. “Dalla nostra indagine congiunturale è emerso che è aumentato del 25% il nucleo di aziende che hanno previsto nei loro budget lo sviluppo di nuovi progetti IT – afferma Angelucci -. Queste imprese non vanno lasciate sole, perché rappresentano un motore di spinta per la ripresa. Per quanto riguarda le altre proposte, rivolte alle istituzioni, le prime due sono a costo zero per le finanze pubbliche. Si tratta da una parte di imprimere una forte accelerazione della spesa pubblica già stanziata dalle amministrazioni, sia sotto forma di progetti, sia appalti e gare; dall’altra di puntare a un miglior utilizzo delle risorse già disponibili per la formazione”. Seguono altre due proposte a bassa intensità di spesa, che prevedono incentivi per le imprese dedicati alla rottamazione dei vecchi software e il finanziamento (annunciato ma mai arrivato) del progetto IT di Industria 2015.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore