Angelucci (Assinform): senza investimenti in innovazione è finita

Strategie
crisi, conti economici al ribasso@shutterstock

Il Rapporto Assinform sul mercato Ict vede l’IT in peggioramento: – 3,8% nel primo trimestre e si prevede per fine 2012: -4,4%. Le componenti collegate a Internet, in crescita, però non compensato la frenata dell’IT. Rallenta invece la flessione delle Tlc: -1,3% per la decisa inversione di infrastrutture + 2,2% e terminali +4,4%

Il Rapporto Assinform sul mercato Ict vede l’IT in peggioramento: – 3,8% nel primo trimestre e si prevede per fine 2012: -4,4%.

Le componenti collegate a Internet, in crescita, però non compensato la frenata dell’IT. Rallenta invece la flessione delle Tlc: -1,3% per la decisa inversione di infrastrutture + 2,2% e terminali +4,4%.

Secondo Agelucci, presidente di Assinform,  senza investire in innovazione non c’è via d’uscita alla crisi. La parte del leone la fa oggi l’uso di Internet in movimento. Ma servono nuove applicazioni e servizi online. Il decreto sviluppo 2.0 deve diventare presto legge: “da qui potrà partire un nuovo grande ciclo di investimenti in Ict che farà da volano all’intera economia“. Percorsi agevolati di accesso al credito potrebbero senz’altro aiutare le imprese che vogliono innovare. Invece i tagli lineari della Pa sugli investimenti in IT, sarebbero controproducenti.

Ma se infatti le componenti tradizionali calano, quelle innovative, legate ai dispositivi (mobili) e servizi Internet, registrano una crescita. Calcolando anche la corsa dei tablet,  l’impennata degli e-reader , la riconferma del mercato smartphone, dei contenuti digitali, la crescita della pubblicità online e del software applicativo, la flessione dell’Ict è dunque trattenuta a un meno drammatico – 2,5%. Nel Global Digital Market sono in controtendenza le componenti collegate a Internet: cloud +41,6%, tablet +78,5%, smartphone +30%. Il mercato delle Tlc, che chiude il primo semestre 2012 con -1,3% (-2,7% nel 2011/2010), vede la ripresa degli investimenti in infrastrutture di rete con un incremento del 2,2% (-3,3%) e nei sistemi e terminali (+ 4,4%), trainati dal boom soprattutto dagli smartphone, che continuano a crescere a doppia cifra. Anche le applicazioni innovative sui temi della mobilità (della protezione ambientale, della sicurezza sociale e welfare) mettono a segno un +3,0%.

I tablet e il cloud galoppano , il mercato smartphone si conferma in crescita, ma le componenti innovative non compensano la crisi dei comparti tradizionali: Pc e server a -7,1%, servizi -3,3%, software -0,6%. L’innovazione digitale, che emerge dal Global Digital Market, è penalizzata dalla crisi, dai tagli lineari e dalle resistenze al cambiamento e alla modernizzazione che frenano la pubblica amministrazione: “Per invertire il trend negativo e aprire il Paese alle opportunità dell’economia digitale occorre una cura shock che, in realtà, è già nelle potenzialità del pacchetto di misure sull’Agenda digitale varato dal Governo con il recente decreto legge Crescita2.0 – ha precusato Angelucci secondo il quale i prossimi mesi sono cruciali. – E’ importantissimo, quindi, che tali misure diventino legge al più presto ,senza cedimenti rispetto allo spirito e agli obiettivi innovativi del provvedimento. E’ necessario, infatti, stabilizzare le condizioni quadro, per far partire un nuovo importante ciclo di investimenti in Ict, di cui già si vedono i segnali per le infrastrutture Tlc, che potrà fare da volano per la crescita dell’intera economia. Non solo, ma dalla rapida attuazione dell’Agenda digitale dipende la valorizzazione del fenomeno più rilevante messo in luce dal Global Digital Market, relativo al fatto che oggi la parte connessa del paese si sta decisamente infrastrutturando sulla dimensione mobile, puntando cioè sulle componenti tecnologiche che consentono la fruizione di Internet in movimento. La straordinaria diffusione in Italia di tablet, smartphone, cloud deve trovare un’importante finalizzazione nello sviluppo di nuove applicazioni e servizi on line, in grado di assicurare una maggior dinamicità e flessibilità degli assetti organizzativi della società e dell’economia. Si tratta di un’occasione di cambiamento profondo che abbiamo a portata di mano e che non può essere persa” afferma Angelucci.

Per concludere: “In questo scenario difficile, ma non privo di potenziali vie d’uscita, anche le imprese sono chiamate a fare la loro parte. Nella prospettiva di una nuova domanda che chiede all‘Ict di essere ancora più trasversale, più penetrante, più capace di dare soluzione ai problemi strutturali del Paese, il settore deve essere pronto a mettere in campo più innovazione, più best practices, più capacità di intervento. In questa chiave è fondamentale garantire l’accesso al credito alle imprese che vogliono investire in innovazione. Puntare sul modello di crescita 2.0 vuol dire anche abbattere il credit crunch per l’innovazione, stabilendo percorsi facilitati agli inventimenti in nuove tecnologie. Sensibilizzare il governo e gli istituti di credito su questa necessità costituirà un impegno prioritario di Assinform nei prossimi mesi, affinchè possa diventare protagonista delle nuove sfide“.

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Autore: Channelbiz
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