Apple alle prese con l’elusione fiscale. Divisioni sul ruolo di Cook

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Tim Cook, Apple

Da un’indagine del Senato degli Stati Uniti il giorno prima che l’amministratore delegato Tim Cook entri al Congresso per parlare di una proposta per alleggerire il sistema fiscale. Apple è accusata di aver evaso il fisco attraverso una rete di entità offshore

Apple ha usato una “rete complessa” di entità offshore – senza dipendenti o uffici fisici – per pagare meno o alcuna tassa sulle decine di miliardi di dollari che ha guadagnato all’estero.

La stoccata, secondo quanto riporta TMNews, arriva da un’indagine del Senato degli Stati Uniti il giorno prima che l’amministratore delegato Tim Cook entri al Congresso proprio per parlare di una proposta volta ad alleggerire il sistema fiscale.

Tim Cook, Apple
Tim Cook 

Qualche giorno fa, era uscita la notizia che l’amministratore delegato di Apple avrebbe avuto l’intenzione di proporre una “semplificazione sostanziosa” delle leggi che regolano il modo in cui sono tassate le aziende. Secondo un’intervista al Washington Post concessa in esclusiva dal numero uno del colosso di Cupertino, e riportata da TMNews, il successore di Steve Jobs per la prima volta testimonierà in un’audizione al Senato su un provvedimento di revisione del codice fiscale.

Durante l’intervista Cook ha detto che presenterà proposte specifiche volte a incoraggiare la Corporate America a riportare negli Stati Uniti utili generati all’estero e investire quel denaro nella creazione di nuovi posti di lavoro e in ricerca e sviluppo. La mossa del numero uno di Apple è in linea con gli sforzi dell’amministrazione Obama e con quanto dichiarato dal presidente americano qualche giorno fa in un intervento ad Austin, in Texas: l’inquilino della Casa Bianca aveva detto di voler riportare le aziende statunitensi a produrre e investire nel Paese. Ma questa nuova nuvola a ciel sereno cade proprio sulla testa del brand più blasonato e chiacchierato del momento.

Tra il 2009 e il 2012 – come riporta il Washington Post citando l’indagine – la società fondata in California da Steve Jobs ha nascosto agli occhi del fisco americano 74 miliardi di dollari in profitti attraverso la creazione di filiali in Irlanda. Mentre tra le altre multinazionali la pratica di usare controllate estere per evitare le tasse negli Stati Uniti è molto comune, il sistema messo in piedi da Apple (sempre secondo il Senato) è senza precedenti per complessità e creatività.
Proprio oggi Cook testimonierà per la prima volta davanti al Senato: ha intenzione di difendere la sua posizione sostenendo che la società produttrice di iPad e iPhone non ha violato le leggi fiscali.

Sempre oggi Cook presenterà una proposta per “semplificare in modo sostanziale” le leggi che regolano le tasse sulle aziende e così cercare di ri-indirizzare gli investimenti di capitali in America.

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