Apple iMac 27″ sotto la lente

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I nuovi iMac montano di base processori Intel Core i5 quad core Sandy Bridge su tutti i modelli, con grafica Amd Radeon HD. Poco o nulla cambia nel design

Il nuovo iMac, il desktop all-in-one di Apple, non stupisce tanto per le novità esteriori di design ed estetiche, ma si rinnova nella dotazione hardware e riserva una sorpresa dal punto di vista dell’architettura interna. E questo conta anche di più. Esteriormente si fa comunque apprezzare la struttura in alluminio satinato e il display ricoperto da una lastra di vetro con il profilo metallico che cede il passo al vetro a tutto guadagno dell’estetica. Internamente, nel caso in cui la grafica discreta faccia i capricci non è più necessario sostituire tutta la scheda logica su cui prima era saldato il chipset, ma si può sostituire il comparto della Gpu.

E poi arriva Intel iCore Second Generation (Sandy Bridge) anche sul desktop mainstream di Apple, che si limita però ad adottare Intel Core i5 con 6 Mbyte di cache di terzo livello nelle configurazioni di base, sia di iMac a 21,5″ sia di iMac 27″, lasciando all’utente la scelta di configurazione con Intel Core i7 rispettivamente a 2,8 GHz e 3,4 GHz. E’ standard la dotazione di RAM base con 4 Gbyte (2+2 di DDR3 a 1,3GHz) e, per quanto riguarda la grafica, solo iMac a 27″ ha la grafica AMD Radeon HD 6970M, con 1 Gbyte di memoria, espandibile a caro prezzo a 2 Gbyte. Nelle altre configurazioni di base ci si ferma a 512 Mbyte con le Radeon della famiglia HD 67xx e 65xx. Il nostro esemplare lavora con Amd Radeon HD 6770M.

iMac con display da 27 pollici può stare tranquillamente sulla scrivania, ma se utilizzate il vostro iMac solo per i lavori d’ufficio, il display così grande è sottoutilizzato

Infine, per quanto riguarda lo storage, specifichiamo che su tutti i modelli base si trova in dotazione 1 Terabyte di memoria su disco fisso (veloce, a 7.200 rpm) ma, fatta eccezione per il più piccolo della classe, si può anche mettere mano al portafoglio e aggiungere un disco allo stato solido o scegliere un disco tradizionale con taglio maggiore (2 Terabyte), ma non si può ordinare iMac con due dischi tradizionali.

In dotazione si trova infine l’unità ottica (vi si accede dal profilo destro del desktop) e il lettore di schedine SDXC. La prima è un masterizzatore Sony Optiarc 8X DVD+RW e -RW, a riprova di quanto la soluzione sia standard e di base, senza Blu-Ray in nessuna configurazione. Si distingue invece il comparto audio con due amplificatori da 17 watt che fanno il proprio dovere, anche utilizzati da soli per animare una bella serata, per esempio.
iMac 27″ con Intel Core i5 di Seconda generazione supporta Bluetooth 2.1 con EDR e WiFi n.

Subito a sinistra della presa di rete sono disponibili due prese Thunderbolt da utilizzare anche come uscita video su monitor fino a 30 pollici

iMac sposa con decisione lo standard Intel Thunderbolt, e non adotta nemmeno una presa USB 3.0. E’ facile intravedere all’orizzonte l’ennesima guerra di formati. Mentre USB 3.0 si trova già su tanti notebook, Thunderbolt, che è più veloce, quasi del doppio, fatica a decollare anche per la mancanza di periferiche esterne che supportano questo interessante formato. Thunderbolt è da utilizzare in questo caso anche per il collegamento di monitor esterni
Sugli iMac con display da 27 pollici si trovano ben due prese Thunderbolt (una sola sugli iMac da 21 pollici), quattro USB 2.0, prese separate per cuffie e microfono, la porta Ethernet e l’immarcescibile FireWire 800, togliere la quale significherebbe far scendere in piazza in rivolta non pochi professionisti.

Tastiera e mouse sono Wifi, ma la tastiera è davvero sacrificata.

Noncurante per i rilievi sulla dotazione di default già oggetto di esame sugli iMac precedenti, Apple persevera nella scelta di offrire una mini-tastiera senza fili davvero scomoda, troppo compatta e fin troppo minimalista. Il trackpad si può aggiungere nella configurazione prima dell’acquisto. Fatto sta che, anche in questo caso, la scelta di un Mac è spesso associata alla necessità da subito di altre periferiche, che fanno la gioia del commerciante.

Prezzi e software
Per i prezzi si parte da poco più di 1.100 euro di un iMac con display da 21 pollici, per arrivare a 1.900 cui volendo si può aggiungere ancora spesa per la RAM (anche alla scheda grafica), il passaggio a Intel Core i7 e il disco allo stato solido. Forzando un po’ la mano sul tool di configurazione si arriva così velocissimi a oltre 3.000 euro e a quel punto bisognerebbe valutare l’acquisto della workstation (ma solo se avete già un buon monitor). Senza contare che il software in dotazione è ancora solo quello di serie, senza nemmeno iWork. Certamente senza Office.
A inizio anno Apple ha portato anche sugli iMac App Store. Il software si può scaricare sia come si è abituati a fare, sia tramite App Store la cui icona risiede permanente nel Dock, in questo caso ritrovando le applicazioni più conosciute e utilizzate suddivise per categorie. Ovviamente in questo secondo caso il controllo è più stringente, perché è sempre indispensabile registrarsi, come si fa con iPhone e iPod Touch.

Apple spinge sulla collaboration e, per fare ‘sistema’, propone anche su iMac la soluzione FaceTime HD con l’uscita su monitor esterno fino a 2.560×1.600 pixel. Pensate a conversazioni audio e video in cui dall’altro lato c’è un collega o un parente munito di iPhone, MacBook e iMac e capite che l’obiettivo di insediare le soluzioni di videochiamata su IP dei concorrenti non è così lontano, considerata la base utenti e l’estrema semplicità d’uso.
Giudizio

Non servono commenti per valutare la qualità dei materiali, rispetto alle plasticacce che si trovano in giro, e bastano poche ore di lavoro per capire che l’adozione di Cpu importanti su Apple iMac determina anche un certo riscaldamento della macchina, il cui calore è dissipato adeguatamente, e verso l’alto, da una feritoia nella parte alta del “lato b” del display, che quasi scotta. Le zone con cui interagisce l’utente non sono del tutto interessate e la macchina nel complesso non soffre per questa caratteristica, mantenendo la consueta e proverbiale stabilità. Vale la pena di ‘scaldarsi’ per avere in cambio prestazioni decisamente migliori (fino a quattro volte con determinati titoli), il discorso vale soprattutto per chi ama giocare.

Il display da 27 pollici è fabbricato da LG, retroilluminato a Led (con risoluzione 2.560×1.440 pixel e ampio angolo di visuale di 178 gradi) e di qualità più che buona. Anche considerata la diagonale importante, risulta uniformemente illuminato e  imbarazza solo chi ha deciso di spendere di più, main realtà non ne aveva bisogno. Se utilizzate questo desktop per navigare in Internet, per Office e la posta elettronica fareste bene a scegliere di potenziare la macchina partendo dal display con diagonale inferiore e risparmiare sulla diagonale. Anche perché con i testi corpo 10-12 si può arrivare quasi a far fatica, considerata la distanza minima da tenere abbastanza elevata. Basta guardare un film, giocare, o lavorare con la grafica però per apprezzare la luminosità omogenea e la risoluzione. Noi restiamo delusi che su una macchina con questa estetica non sia possibile visualizzare i film Blu-ray, unità che non è prevista nemmeno tra le possibili personalizzazioni. E che non si sia pensato a una proposta con sintonizzatore Tv integrato. Il desktop dispone invece di ricevitore a raggi infrarossi.

iMac, opportunamente carrozzato, è una macchina che può soddisfare sia chi da sempre usa il Mac, sia coloro che vorrebbero passare al mondo Mac, ma hanno paura di non riuscire ad abbandonare le vecchie abitudini.
La configurazione, seppur aggiornata con Intel Core i5 e i7 di Seconda Generazione, non porta in dote tutte le novità hardware più importanti del mercato, ma non c’è nulla che possa precludere il funzionamento del vostro nuovo iMac sia in una configurazione dual boot, sia con un software di virtualizzazione adeguato, per lavorare – senza riavvi – con il sistema operativo che preferite. Che è poi secondo noi la soluzione migliore. Con un disco dedicato e un po’ più di RAM potete sfruttare fino in fondo il nuovo iMac anche con i programmi Windows, persino i più impegnativi. Senza aver in giro un desktop classico, ma anche senza rinunciare praticamente a nulla.
La soluzione da noi provata con display da 27 pollici e configurazione hardware di base come riportata a questa pagina Web costa 1.649 euro. Come semplice riferimento per i curiosi segnaliamo infine il punteggio complessivo Xbench registrato, pari a 262,94.

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