Tra Apple e Samsung ci riprova la giustizia a mediare sui brevetti

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Una corte degli Stati Uniti ha richiesto ad Apple e Samsung di proporre congiuntamente una soluzione di mediazione prima di incontrarsi nuovamente in tribunale per un altro caso di violazione della proprietà intellettuale

Sulla questione brevetti, tra Apple e Samsung si mette in mezzo una corte degli Stati Uniti.

Una corte degli Stati Uniti ha richiesto ad Apple e Samsung di proporre congiuntamente una soluzione di mediazione prima di incontrarsi nuovamente in tribunale per un altro caso di violazione della proprietà intellettuale.

In questi giorni, secondo Mf-Dj, la corte ha depositato un documento che riferisce come gli amministratori delegati delle due società abbiano acconsentito a incontrarsi e a sottoporsi all’intercessione di un mediatore con riconosciuta esperienza nella risoluzione di dispute di alto profilo. Le trattative, a cui prenderanno parte gli stessi amministratori delegati e i legali delle due parti in causa, dovrebbero iniziare il 19 febbraio. Il processo è invece previsto per marzo.

Non è la prima volta che i due leader del mercato degli smartphone cercano una mediazione nei casi giudiziari che li hanno visti protagonisti, ma finora ogni tentativo di patteggiamento non si è risolto positivamente.

Nel primo processo per la violazione dei brevetti di Apple da parte di Samsung, la società coreana è stata costretta a pagare agli ideatori dell’iPhone 930 milioni di dollari per non aver rispettato le norme federali sulla proprietà intellettuale.

Adesso, le società sono coinvolte in una nuova disputa legale, relativa ad altri prodotti commercializzati da Samsung, e, secondo gli esperti, se la corte dovesse accertare che i coreani hanno ancora una volta violato i diritti di proprietà intellettuale della società di Cupertino, le multe potrebbero essere ancora più salate.

Era novembre 2013 quando la giuria della corte di San José in California stabilì che Samsung doveva ad Apple 290 milioni di dollari in danni per aver infranto alcuni dei suoi brevetti.

Una cifra che si andava ad aggiungere ai 600 milioni di dollari che Samsung già deve ad Apple. Il verdetto, come sostenne l’Ansa, arrivò  al termine di un processo lungo una settimana, voluto dal giudice Lucy Koh dopo aver stabilito che il precedente verdetto del 2012 non era corretto perché la giuria aveva commesso errori nel calcolare i danni che Samsung avrebbe dovuto pagare.

Nel 2012, infatti, durante quello che era stato definito il processo del secolo, la giuria aveva stabilito danni per 1,05 miliardi di dollari a favore di Apple, ma il giudice Koh aveva ordinato un nuovo processo e ridotto l’ammontare di 400 milioni di dollari. Apple, con il nuovo scontro in tribunale, puntava a ottenere 380 milioni di dollari. Samsung riteneva di doverne pagare 52 di milioni. Nel presentare il proprio caso, i legali di Apple hanno invitato la giuria, così come nel precedente processo, a concentrare l’attenzione su quelli che sono stati a suo avviso i motivi per cui Samsung ha copiato, incluse le email di un manager della società sudcoreana che ammetteva che Samsung stava sperimentando una “crisi di design” per la concorrenza iPhone.

Un nuovo processo è atteso in marzo e riguarda, a differenza di quello che si è chiuso, le tecnologie usate sull’iPhone 5 e il Galaxy S III, ovvero i modelli più nuovi.

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