Assinform: La ripresa forse nel 2011 grazie a consumer ed economia reale

Strategie

Dati contrastanti e andamento economico in tilt destabilizzano gli analisti che faticano a fare previsioni di medio termine. Durante la presentazione del rapporto Assinform 2010, Angelucci e Capitani analizzano lo scenario attuale e i possibili driver del futuro

Tempi rapidi e impegni certi per programmi come Industria 2015 per l’It; ripresa nelle vendite di desktop grazie alla ripresa della domanda da parte delle aziende che non possono più procrastinare gli acquisti. E ancora, i cambiamenti del mondo consumer, con l’avvento dei social networking, la mobilità e l’analisi dell’economia reale, come driver previsionali importanti. Sono questi alcuni dei punti fermi emersi durante la presentazione del quarantunesimo Rapporto Assinform 2010, lunedì 24 maggio a Milano.

Dopo aver snocciolato i dati sul mercato It, gli andamenti e gli scenari del mercato Ict, Paolo Angelucci, presidente di Assinform si è soffermato sui progetti futuri lanciando un’allerta al governo. “Il governo deve tagliare le spese correnti ma, allo stesso tempo, deve investire. Noi – spiega Angelucci – chiediamo che venga rilanciato il progetto Industria 2015 per il settore It. Ipotizzando un piano di ricerca e sviluppo di 200 milioni di euro in contributi, sarebbero attivati investimenti per circa 500 milioni di euro con equivalente di 5 mila persone per due anni”, conclude Angelucci.

Il 2009 è stato un anno difficile, peggiore rispetto alle previsioni. “Si è registrato un rallentamento anche nei paesi emergenti “, spiega Giancarlo Capitani, amministratore delegato di NetConsulting. “La riduzione del Pil ha segnato il passo alla riduzione dell’It e delle Tlc, queste ultime hanno subito un calo inferiore perché sono spalmate su un mercato più distribuito. I dati italiani del 2009 parlano di -8,1% per quanto riguarda l’It, il Pil si è ridotto del 5% e le Tlc del 2,3%, ciò significa che l’It è calata di 3 punti percentuali in più rispetto al Pil. L’anno scorso si è accentuata  una caratteristica del mercato italiano: a fronte di un andamento di crescita degli altri paesi, l’Italia cresce di meno, al contrario, quando i paesi europei sono in calo l’Italia cala ancora di più”, spiega Capitani.

E per due ordini di fattori – continua – strutturali e congiunturali. In primis il peso delle Pmi nel sistema produttivo italiano. Le piccole imprese sono conservative sugli investimenti in It; nonostante nel 2009 la domanda di innovazione sia aumentata, l’Italia non è stata al passo; terzo elemento strutturale è riconducibile al fatto che le imprese italiane sono meno internazionalizzate. Il risultato di tutto ciò si è materializzato su un severo taglio del budget da parte di Industria, banche e Pubblica amministrazione. Solo il segmento consumer – continua Capitani – ha tenuto meglio”.

Quali le previsioni per il 2010? “C’è un effetto di sottrazione delle risorse che porterà a un fenomeno deflattivo sui driver di sviluppo”, spiega Capitani. “Dai segnali delle Ue dovremmo però essere ottimisti, grazie a un effetto rimbalzo sulle economie, Italia compresa (+0,8%) con un allineamento  nel 2011 ai paesi europei. Analizzando i dati Istat si scoprono previsioni sorprendenti. Si parla di crescita trainata dalla ripresa della domanda interna che si combina all’aumento dell’export. Timida ripresa dell’Ict con un dato migliorativo supportato dall’It. La vera sorpresa – spiega Capitanisarà la ripresa dell’hardware e l’aumento delle vendite di desktop. La domanda delle aziende è ricominciata perché non possono più procrastinare l’acquisto, inoltre i prossimi mondiali di calcio dovrebbero favorire le vendite Tv con nuove tecnologie”.

Una nota negativa sull’effetto cambio euro/dollaro.  “Il cambio, il deprezzamento dell’euro  potrebbe rallentare la ripresa delle  vendite”, commenta.  Quali sono quindi i trend dei prossimi anni? Capitani non si spinge oltre il 2011, anche perché oggi come oggi fare previsioni a medio lungo termine è uno sport che non porta risultato. “Ci sono alcuni driver importanti – spiega Capitali – in primis i cambiamenti del mondo consumer. Oggi gli utilizzatori di social network sono aumentati esponenzialmente rispetto agli utilizzatori di mail. Sono poi aumentati molto coloro i quali utilizzano i device mobili sia per lavoro sia per svago. Il secondo driver è molto più economico. Le imprese italiane si stanno trasformando all’insegna dell’economia reale che domina la domanda It. Per questo motivo ci si aspetta un aumento degli investimenti in business intelligence, Crm”, conclude Capitani.

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