Assinform: l’Italia al rallentatore

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Secondo Assinform, il mercato italiano Ict arranca, con una crescita di appena l’1,5%, contro un +3,4% della media europea

Un panorama non proprio esaltante quello annunciato da Assinform (Associazione nazionale produttori contenuti tecnologie e servizi per l’informazione e la comunicazione) per quanto riguarda il mercato italiano dell’informatica e delle telecomunicazioni. I dati parlano chiaro: la crescita in Italia è dell’1,5%, equivalente a un volume d’affari di 61.180 milioni di euro, mentre a livello mondiale ci si è attestati su un +5,9%, e in Europa a +3,4%. La domanda di informatica, sostiene l’annuale rapporto, è sostanzialmente ferma, con un -0.4%, a fronte di una crescita europea del 2,4%. “Gli investimenti in informatica e telecomunicazioni creano condizioni essenziali per lo sviluppo del Pil e della competitività. Molte analisi, anche recenti, lo confermano. Non ci si può accontentare del fatto che il settore mostra qualche cenno di miglioramento, quando gli investimenti Ict dei paesi con cui competiamo crescono a tassi almeno doppi o tripli rispetto ai nostri – ha commentato il presidente di Assinform, Pierfilippo Roggero – Siamo rimasti quasi i soli, anche in Europa, ad avere un mercato Ict che cresce poco e senza privilegiare le componenti di investimento più significative”.
Il comparto delle telecomunciazioni è quello che va meglio con una crescita del 2.4% e un valore pari a 41.860 milioni. A trainare il mercato sarebbero ancora una volta i servizi e gli apparecchi mobili, in crescita del 4,9%. Considerando i servizi mobile, nel 2004 si è registrato un incremento del 5,2%, per un valore di 16.650 milioni. Mentre la rete fissa tiene grazie a Internet. L’informatica è il punto dolente, con un calo dello 0,4%, e un giro d’affari di 19.320 milioni. Secondo Assinform, il dato evidenzia una ripresa rispetto al periodo 2002/2003, ma mette in mostra anche il ritardo degli investimenti del nostro paese non solo rispetto a Usa e paesi asiatici, ma anche in rapporto al resto d’Europa.
Tiene l’hardware, grazie alla diminuzione dei prezzi, che però fa registrare una contrazione del valore in rapporto ai volumi di vendita. Mentre soffre sempre il segmento del software e dei servizi, in calo dello 0.7%. In aumento invece la richiesta di servizi in outsourcing, +1%, l’integrazione di sistemi e la consulenza.