Asus C300, il senso di un Chromebook

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IN PROVA – Punti di forza e limiti di Asus C300 un laptop molto economico che funziona con il sistema operativo Google Chrome OS. Quando l’OS di Google può rivelarsi una valida alternativa

In Italia, a differenza di altri Paesi e soprattutto degli Usa, acquistare un Chromebook non è poi così facile, e la scelta di modelli è relativamente limitata. I motivi sono diversi. Non tutti i vendor ci credono a fondo e limitano il loro listino, o escludendo il nostro Paese dalla proposta Chromebook, o distribuendo meno modelli di quanti ne siano effettivamente disponibili nel loro portafoglio; la banda larga (vera!) in tanti comuni italiani (e ancora per qualche anno) non è presente; in ambito education dove si dovrebbero preferire le soluzioni hardware/software che risultano più convenienti, spesso ci si adatta a quello che già hanno in casa gli alunni (ragionevole) e quindi prevale l’abbinata Windows/Office (anche per la capacità di Microsoft di rendere la propria offerta effettivamente vantaggiosa), oppure Apple.

Di fatto tanti vendor rinunciano a distribuire i modelli di laptop con Chrome OS preinstallato, limitandone la diffusione. Si dice che non ci sia la domanda, ma allo stesso tempo manca effettivamente anche una vera offerta. Tra i modelli più facilmente reperibili e oramai in mainstream da mesi c’è la proposta Asus con il suo Asus C300. Non si tratta di un modello ‘appena annunciato’, anzi ne abbiamo già parlato proprio nel pieno dell’estate scorsa,  ma abbiamo scelto di provarlo per un buon periodo di tempo, proprio perché si tratta di un laptop affidabile, decisamente economico, con un prezzo ancora inferiore ai 300 euro, dotato di una buona serie di interfacce e di qualità tali da renderlo ancora oggi una valida alternativa per il computing dei ragazzi o come interfaccia ideale in alcuni ambiti professionali.

Asus C300 con Chrome OS
Asus C300 con Chrome OS

Dopo il nostro periodo di prova una cosa è sicura. Un Chromebook è una scelta possibile solo se disponete di una connessione Internet affidabile e veloce, perché resta il fatto certo che un Chromebook senza Internet, per quanto ci si possa sforzare, serve a poco, anche se non è affatto vero che non serva a nulla. Google ha approntato una pagina molto chiara che chiarisce tutto quello che si può fare con un Chromebook offline.

Tra le cose più interessanti noi segnaliamo che per esempio si possono aprire ed editare tutti i file di Office (sì, Office di Microsoft), per esempio caricati da una chiavetta USB. Mentre è possibile gestire la posta offline con Gmail solo se si è scaricata l’estensione Gmail offline, a parte, si possono aprire ed editare i documenti delle Google Apps per modificarli solo se si sono scaricati in precedenza (qui le indicazioni per farlo), ma le Google Apps possono essere lanciate e utilizzate anche se si è offline. Luci e ombre. Pensate però alla vostra esperienza di utilizzo di un laptop normale. Quante cose in meno si possono fare se non c’è Internet? Oramai è difficile lavorare senza la Rete, in ogni caso. Se siete offline e avete impostato correttamente il vostro Google Drive, potrete sempre e comunque aprire un nuovo documento con le Google Apps e iniziare a lavorare, sincronizzerete poi.

Asus C300, oltre alle interfacce visibili, sul lato opposto è presente un'ulteriore porta USB e blocco kensington
Asus C300, oltre alle interfacce visibili, sul lato opposto è presente un’ulteriore porta USB e blocco kensington

Quello che pesa in verità, con Chrome OS, è la dipendenza completa dal browser, che allo stesso tempo rappresenta il punto di forza di questo OS, soprattutto per quanto riguarda la stabilità e i consumi. Non si ha a disposizione infatti un vero installer per le applicazioni, ma tutto quello che si cerca si troverà disponibile su chrome.google.com. Tutto quello che si può utilizzare tramite un browser funzionerà perfettamente anche su questo laptop che costa pochi euro, ma vale di più di quanto costa. In alcuni ambiti lavorativi, quando serve semplicemente un’interfaccia Web, magari per accedere a una consolle virtuale, può essere un buon punto di partenza e delimita non di poco i problemi legati alla sicurezza. L’ideale di un device che si interfaccia con i servizi in cloud nei Chromebook è quasi perfettamente declinato. (Continua…)

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