ASUS Transformer Pad Infinity è disponibile anche in Italia

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Tablet da 10,1 pollici con tastiera a innesto per migliorare l’esperienza d’uso anche in mobilità. Infinity, evoluzione di Asus Transformer Pad Prime è in vendita a 599 euro

Tablet + tastiera = notebook. E’ l’equazione che riassume il concept della famiglia Transformer Pad di ASUS, di cui abbiamo già provato in passato il modello Prime (TF201).

Da luglio arriverà in Italia anche un nuovo modello, più potente e performante: si chiama Infinity e promette di migliorare ciò in cui il Prime aveva mancato, seppur la qualità complessiva fosse già elevata. Vediamo allora di che si tratta. ASUS Transformer Pad Infinity è la naturale evoluzione del Prime, da cui eredita le forme e il design fatta eccezione per una banda in plastica, rispetto al resto della scocca in alluminio spazzolato, posta sul retro e che rappresenta la soluzione ad un problema rilevato con il Prime, ovvero una ricezione WiFi debole e instabile.

Con questo accorgimento si è voluto ridurre il “filtro” con l’esterno e rendere l’antenna WiFi integrata più performante. Ne trae beneficio anche la ricezione del segnale GPS. Trattandosi dell’evoluzione del Transformer Prime le differenze “estetiche” in pratica finiscono qui. Passiamo rapidamente in rassegna le interfacce e le caratteristiche esterne del tablet ASUS giusto come promemoria per chi non ricordasse quelle del predecessore.

ASUS Transformer Pad Infinity
ASUS Transformer Pad Infinity

Descrizione Lo schermo ha una diagonale da 10.1 pollici, risoluzione Full HD 1920×1200 (migliorata quella del Prime che era 1280×800), retroilluminato a LED con tecnologia Super IPS+ a 600 nit, che rende il display decisamente brillante anche in condizioni di elevata luminosità ambientale; quest’ultima opzione è attivabile quando si usa il tablet in esterna e può essere disattivata dalle impostazioni personalizzate Asus, scelta consigliabile poiché in questa modalità ne risente notevolmente la durata della batteria. Apriamo una parentesi proprio sulla batteria: come nel caso del Prime (e ancora più del PadFone) innestando il tablet nella docking station/tastiera l’autonomia complessiva viene incrementata poiché l’accessorio è fornito di una batteria autonoma e supplementare. Asus Transformer Pad Infinity ci è giunto senza la tastiera, pertanto ci limitiamo a riportare i dati forniti da Asus in merito all’autonomia stimata del tablet senza tastiera (9,5 ore) e con (14 ore). Torniamo alla descrizione del device, non prima di aver specificato che il display è rinforzato dall’impiego di vetro Corning Gorilla 2, che ne migliora la resistenza a urti e graffi. Frontalmente è posta una foto-videocamera da 2 Megapixel (più potente rispetto a quella del Prime), mentre sul retro si trova l’obiettivo principale da 8 Megapixel con flash LED e autofocus, focale 2.2 e capace di registrare filmati a 1080p. Tenendo il tablet in posizione orizzontale, gli unici due tasti a pressione si trovano sul profilo superiore e servono rispettivamente ad accendere il device o riattivare lo schermo dalla modalità stand by 8 (a sinistra) e a regolare il volume (a destra).

ASUS Transformer Pad Infinity Profilo
ASUS Transformer Pad Infinity, lo spessore massimo è di 8,5 mm

Sul profilo sinistro le principali interfacce: uno slot per schede microSD, il piccolo pulsante per il reset “meccanico” (alternativo a quello via software abitualmente utilizzato per ripristinare il dispositivo allo stato di fabbrica), una porta micro HDMI e l’ingresso per il minijack 3,5mm cui collegare gli auricolari. Sul profilo inferiore ci sono due slot che, unitamente alla porta a 40 pin posta esattamente al centro, serviranno a innestare il tablet nella dock station/tastiera. Il connettore funge anche da porta per il caricamento della batteria da presa elettrica o collegamento al computer mediante apposito cavo fornito in dotazione. Ecco uno dei punti deboli, a nostro avviso, che ASUS Transformer Pad Infinity eredita dal Prime e non supera: l’adozione di un connettore proprietario per la carica della batteria è davvero una scelta anomala in un mercato che, Apple a parte, ha oramai attuato la direttiva UE circa l’adozione di uno standard (microUsb) che consentisse all’utente di utilizzare il medesimo cavo caricabatteria a prescindere dalla marca del dispositivo. Certo la direttiva riguardava gli smartphone ma…