Beauty contest intollerabile. Le frequenze potrebbero abbracciare nuovi media

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Corrado Passera, ministro per lo sviluppo, ha sottolineato l’impegno del governo sulla riforma relativa alle frequenze. Tra gli scenari, potrebbe essere che queste frequenze non vadano alle tv ma utilizzate per nuovi strumenti digitali

“Le ragioni di mercato e tecnologiche che hanno portato alla decisione del Beauty contest si sono moltiplicate. Di fronte ai sacrifici forti chiesti agli italiani, pensare che un bene pubblico, prezioso e raro possa essere dato gratis non è tollerabile e non lo tolleleremo, verosimilmente. Dobbiamo trovare la giusta modalità di operare: potrebbe essere che queste frequenze non andranno alle Tv ma anche utilizzate per nuove tecnologie e magari non adesso ma potrebbero essere utilizzate in futuro”. Questo quanto ha riferito Corrado Passera, ministro dello sviluppo, a Fabio Fazio durante la trasmissione di ieri Che tempo che fa.

Detto questo, sta ora a vedere come, il governo deciderà di affrontare il problema. Secondo Passera, non solo le tv potrebbero essere coinvolte in questo passaggio, ma utilizzate per altri strumenti digitali. Il Beauty contest era stato deciso dal precedente governo, ma era stato contestato anche da Assoprovider, che aveva chiesto l’intervento della Corte dei Conti in quanto il “concorso di bellezza” configurava un “danno erariale”. Ma il governo di Mario Monti ha accolto due Odg (targati Idv e Lega) e s’impegna ad annullare l’assegnazione  a titolo gratuito.

Esattamente il testo dell’ordine del giorno impegna il governo “ad annullare il bando di gara per l’assegnazione di diritto d’uso di frequenze in banda televisiva ed il conseguente disciplinare di gara che finirebbero per implementare a titolo gratuito la già rilevante detenzione di frequenze dei soggetti già operanti e, conseguentemente, ad annullare il beauty contest, consentendo, fermo restando che nessun soggetto a regime possa detenere più di 5 multiplex complessivamente, la conversione in DVB-H degli attuali autorizzati che operano in tecnica DVB-H procedendo ad un beauty contest DVB-H o T2 per la sesta frequenza oggetto dell’attuale gara a cui non potranno partecipare coloro che avranno optato per la precedente conversione mentre le ulteriori 5 frequenze saranno successivamente oggetto di asta a titolo oneroso”.

Un procedimento di gara aperto alla libera concorrenza potrebbe portare nelle casse dello Stato una cifra notevole, stimata in 2,4 miliardi di euro, ma destinata a salire. Si è anche ipotizzata una cifra di 16 miliardi di euro. Secondo Stefano Quintarelli, 16 miliardi di euro sono però troppi. Quanto valgono le frequenze Tv? “Dipende” scrive Quintarelli in un post sul suo blog: “Se fossero usate dagli operatori TLC, per ogni MHz sono stati apagati 50-60Meur ed un canale TV UHF da 8MHz varrebbe quindi 400-450Meur. Ma è tutto da vedere”. Rimane il fatto che la possibilità di annullamento del Beauty Contest metterebbe fine a una palese “ingiustizia” e asimmetria: “Non mi pare giusto per principio che una categoria di operatori paghi e l’altra no (tlc e tv)” esordice Quintarelli nel suo blog. E già questo impegno è un segnale importante.

In gioco è l’assegnazione di frequenze televisive dopo lo switch-off, il passaggio dall’analogico al Digitale terrestre. L’Agenda Digitale UE spinge a sviluppare reti a banda larga senza fili 4G (la quarta generazione con WiMax o Long Term evolution – LTE) sfruttando la banda ad 800 MHz. E’ l‘era Mobile a richiedere il 4G, ovvero il passaggio alle reti di quarta generazione, per i servizi innovativi di prossima generazione (dal videogame alla telemedicina, ai video eccetera). La banda larga mobile sta compiendo un balzo in avanti: in Italia è passa dal 19% del 2010 al 47% del 2011. A livello europeo, nel 2011 il 47% delle aziende aveva un accesso ad internet mobile, rispetto al 27% del 2010. L’asta WiFi ha fruttato in Italia 3,9 miliardi di euro.

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