Binaghi (Iab): l’Italia vuole crescere sull’adv online ma ci sono troppe barriere

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Durante Iab Forum a Milano, Roberto Binaghi, presidente Iab Italia, traccia un quadro dell’andamento pubblicitario su Internet. Nel 2010 crescono gli investimenti ma l’Italia resta al palo sui punti di accesso wi-fi, e sulla penetrazione degli over 55enni

Fiananza e assicurazione da un lato, servizi professionali dall’altro, sono i settori che pianificano pubblicità di più e molto, in termini di valore, su Internet. La pubblicità su Internet sta ritrovando terreno. Secondo le indicazioni di Roberto Binaghi, presidente di Iab Italia, date durante l’ottava edizione dello Iab forum di Milano, “il 2010 si chiude con quasi 9 milioni di euro di giro d’affari in crescita di poco più il 3% sul 2009. Una ripresa che segna il passo a un momento non proprio positivo, tra il 2008 e il 2009 dopo un precedente triennio in crescita. Nel 2005 il giro d’affari era pari a 8,5 milioni di euro (+4,5%), nel 2006 gli investimenti sono stati pari a 8,6 milioni (+1,4%) e il 2007 ha registrato un giro d’affari pari a 9 milioni di euro (+4,9%)”, spiega Binaghi che fa un’analisi più approfondita del 2010 su 2009.

La stima di crescita dell’adv su Internet è prevista in crescita del 15% contro il +7,4% della radio, il +6,2% delle affissioni, il +5,1% nella Tv, il -0.3% dei quotidiani e il -8,6% dei periodici”.

Nel 2010 Internet ha un peso dell’11% sull’intero comparto pubblicitario contro il 16% della tv e lo strapotere della televisione che è al 51%. Un dato ancora basso, per un bacino di investimenti pubblicitari che nel 2010, a detta di Binaghi, dovrebbe valere mille milioni che vedono, per il prossimo triennio, un incremento del 50%, con un incremento di valore degli investimenti pari a 1.500 milioni di euro. “In pratica, è come se la metà del denaro investito nell’intero comparto pubblicitario sia generato da Internet”, esemplifica Binaghi.

Qual è la situazione italiana? “Dobbiamo partire da cause esogene (infrastrutture e gap culturale)  ed endogene (percepito dal mercato e gap formativo)”, spiega Binaghi. “Partendo dalle cause esogene, dobbiamo affermare che la penetrazione del web è inferiore a quello di altri paesi. In sintesi, basti pensare che i punti di accesso wi-fi in Italia sono 4mila, in Francia sono 30 mila e 28 mila in Uk. Se poi analizziamo la penetrazione del web sugli over 55enni – continua Binaghi – l’Italia è quasi fanalino di coda con il 16%, sotto di lei c’è Cipro con il 13%. Confrontando questi dati con una media europea del 36% e con stati quali la Germania e Francia che sono sopra la media europea, i giochi sono presto fatti”, spiega Binaghi.

Passando alle cause endogene, secondo fonte Nielsen, sono cresciuti del 27%, rispetto al 2009 i clienti che hanno avuto accesso a Internet e su un quasi 16% di utenti che pianificano, l’8% fa l’80% dell’intero fatturato. Sono il 32% le aziende di Tlc che pianificano su Internet seguite da finanzia e assicurazione e servizi professionali . In particolare, questi due ultimi pianificano molto su Internet, posizionandoli in cima alla classifica tra i settori che pianificano molto in termini di valore e su Internet”.

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