Bolognini (Istituto Italiano Privacy): a breve una normativa europea per il cloud computing

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Luca Bolognini, presidente Istituto Italiano privacy, spiega, durante la Security Conference 2011 organizzata da Idc, ispezioni del garante e una normativa europea sulla gestione del cloud

Luci e ombre sul cloud computing. Almeno normativamente parlando. Durante la Security conference 2011 di Idc, Luca Bolognini, presidente Istituto Italiano privacy, è intervenuto al dibattito sull’information security nell’era cloud, sottolineando come, “il cloud sicuramente vincerà non servirà un gran lavoro di lobby per farlo esplodere, tuttavia oggi, per come se ne parla o per come lo si avvicini assume tratti illeciti. Tant’è che il garante ha annunciato che nei primi sei mesi del 2011 inizieranno ispezioni conoscitive perché l’offerta cloud e servizi di oggi non corrisponde , in pieno, alle normative europee”.

Insomma, quello che Bolognini ha annunciato è l’arrivo di una normativa europea che dovrebbe raccogliere, sotto un unico cappello, tante regole comuni per la gestione dell’offerta cloud, per la figura del super responsabile e sulla sicurezza in genere.

Sul cloud computing e l’approccio sicuro ai dati, le imprese It sono ancora in alto mare colpite dal fatto che non trovano particolarmente sicuro lasciare i propri dati in gestione presso un server lontano dalle loro strutture. La scarsa conoscenza del cloud e i benefici che le aziende potrebbero trarne sono una serie di argomenti abbastanza taboo.

E un sassolino, in questo senso, lo aveva lanciato lo scorso anno, la School of management del politecnico di Milano, snocciolando e commentando dal palcoscenico di Smau 2010, una serie di dichiarazioni sul ruolo del canale in ambito cloud computing. “Un operatore su cinque (18%) dichiara di offrire almeno una soluzione Saas, il 53% degli intervistati si dichiara non interessato mentre il 29% si dice interessato per i nuovi clienti. Entrando nello specifico del 18% degli operatori che già offrono una soluzione Saas in cloud gli operatori forniscono posta elettronica, Crm, dematerializzazione perché sono soluzioni facilmente erogabili e a bassa integrazione. Per quanto riguarda gli operatori di canale non interessati – spiegava Raffaello Balocco, responsabile scientifico della School of management del Politecnico di Milanoil 75% degli stessi dichiara di non conoscere le opportunità derivanti dall’offerta di soluzioni Saas. Per quanto riguarda le soluzioni di Infrastructure as a service, il 6% degli operatori le offre già, il 46% non è interessato mentre il 48% degli interessati afferma diesserlo per raggiungere nuovi clienti o aumentare i margini dell’offerta”.

Bolognini interviene ancora sulla sicurezza. “In Europa le normative sulla sicurezza stanno cambiando passando da un concetto di sicurezza protettiva degli abusi a un modo di fare sicurezza intelligente in grado di adeguarsi. A breve dovrebbe arrivare una normativa ad hoc – afferma Bolognini – una normativa più realista”, conclude.

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