Bombo (BB Tech Group): con la bacchetta magica darei libertà di pensiero a tutti

Strategie

Ritratti 4.0 – Giampaolo Bombo, amministratore unico di BB Tech Group, tra opinioni e aspetti personali, tra cloud, Iot, Intelligenza artificiale, si lascia andare al racconto e, se avesse una bacchetta magica, darebbe la libertà di pensare a tutti

Se avesse una bacchetta magica, darebbe la libertà di pensiero a tutti, se fosse un piatto sarebbe un intero menù. Giampaolo Bombo, amministratore unico di BB Tech Group, che esordisce togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, a proposito di società del credito. “Talvolta risulta estremamente limitante e, opportunità interessanti, svaniscono a causa dei costi di gestione elevati in favore di competitor esteri o grandi imprese italiane che possono, più della Pmi, accedere ad agevolazioni concorrenziali”, dice Bombo a proposito del fatto che il rapporto con queste società possa limitare lo sviluppo del business.

Chi è…Giampaolo Bombo?

Sono nato nel 1969, veneto di origine e bergamasco di adozione, ho studiato in Italia e all’estero, in particolare negli USA. Ho bruciato le tappe e iniziato a lavorare da giovane; in 25 anni ho fatto una escalation passando dalla piccolissima impresa alla multinazionale nell’ambito delle vendite. Nel 2012 ho deciso per una nuova strada e dal 2013 ho preso le redini di BB Tech Group, di cui sono Amministratore Unico.

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?
Astrazione. Una forte opportunità di business che in Italia sarà difficile far decollare pienamente dovuta alla “dematerializzazione” delle informazioni.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana?
Molteplici applicazioni utilizzano già oggi Intelligenza artificiale ma nel futuro prossimo le possibilità aumenteranno in modo esponenziale. La tecnologia evolve in maniera velocissima, bisognerà vedere se la cultura e i modelli organizzativi riusciranno a tenere il passo.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?
Le Società di credito italiane hanno oneri più elevati rispetto alle concorrenti estere, dovuto soprattutto alla metodologia di analisi del rischio, viene spesso analizzato il patrimonio dell’Azienda e non la capacità di generare business del Management. Questo impedisce di svilupparsi in modo rapido ed efficiente, conditio essenziale per le realtà del mondo IT, andando a rallentare la crescita globale italiana.

Cosa chiederebbe a una società di credito?
Proposizione delle opportunità e flessibilità a costi accessibili alla dimensione d’impresa.

Crede che il rapporto con queste società limiti lo sviluppo del suo business?
In buona parte sì. Talvolta risulta estremamente limitante e, opportunità interessanti, svaniscono a causa dei costi di gestione elevati in favore di competitor esteri o grandi imprese italiane che possono, più della Pmi, accedere ad agevolazioni concorrenziali.

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?
Considerando che le Pmi italiane hanno forte necessità di accelerare le fasi di implementazione di strategie e strumenti digitali si riscontra una mancanza di informazione adeguata alle reali esigenze e, per questo, si tarda nella fase di decisione. Risulta anche difficile trovare un’offerta adeguata e un interlocutore correttamente formato e preparato nell’analisi delle strategie per la Pmi italiana.

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?
E’ un’opportunità da prendere in considerazione ma è in grado di portare i suoi frutti nel medio termine; sarebbe interessante implementarla in modo strutturato o in un periodo di tempo di almeno 3/5 anni, analogamente al Jobs Act “primo atto”.

I robot ci ruberanno il lavoro?
Se consideriamo il termine “robot” come un’automazione di azioni la risposta è sì. Dobbiamo però considerare che i robot sviluppano tecnologie sempre più sofisticate quali l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale che, a loro volta, dovranno essere gestite da personale competente. Quindi il nostro lavoro dovrà evolvere in questa direzione nel concetto della formazione continua perché, in un futuro non molto lontano, uomini e macchine lavoreranno sempre più insieme.

Che idea ha dello smart working?
E’ un ottima opportunità per aumentare la redditività aziendale e le performance individuali. Rimangono alcune considerazioni legate alla responsabilità del singolo di seguire le direttive aziendali e la problematica di avere un “contatto umano” periodico con i propri colleghi e collaboratori.

Se le dico Bitcoin cosa mi risponde?
Cryptovaluta…, Blockchain… speculazione…

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?
Con attenzione e rispetto, focalizzata al mercato di riferimento affidandosi a personale professionalmente qualificato e preparato ad affrontare il rapido cambiamento dell’era ultra-digitale.

Giampaolo Bombo

Qual è stato il suo percorso di studi?
Non “quale è stato” bensì “quale è”, perché non smetto mai di studiare.
I miei studi iniziano in ambiente tecnico meccanico e nel tempo si sono evoluti in organizzazione aziendali e business management con corsi dedicati frequentati negli Usa.

Quali sono i suoi hobby?
Sono stato per anni allenatore di una squadra femminile di pallavolo, sport che tutt’ora mi appassiona. Il tennis è un altro dei miei passatempo e cerco di praticarlo più volte alla settimana nelle pause lavorative. Ma il mio “hobby” preferito in assoluto è la mia famiglia.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?
Nelle persone ammiro l’onestà e la trasparenza, intesa come la chiarezza nei rapporti umani e professionali; per contro sono allergico all’arroganza e alla presunzione.

Direbbe grazie a…e perché?
Mia moglie, che da sempre mi sostiene nella quotidianità della mia vita professionale, anche e specialmente nei momenti di difficoltà.

A chi chiederebbe scusa e perché?
Alla mia famiglia per non riuscire a trascorrere tutto il tempo che vorrei con loro, soprattutto con i miei due gemelli.

Che tipo di adolescente era?
Determinato e riflessivo, un po’ fuori dal comune, forse più maturo rispetto all’età anagrafica, che aveva obiettivi e li ha raggiunti con sacrifici nel tempo.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?
Casualmente. Avevo 27 anni e lavoravo per un’azienda meccano tessile che mi ha proposto di assumere la funzione di International Sales in seguito a una acquisizione dove era presente la divisione di Software Protection and IT Security. Era necessario costruire un canale internazionale di distribuzione. Successivamente sono entrato in Compaq, poi in Hewlett Packard Italiana sempre nel mondo dei servizi e soluzioni, prima nella BU e poi come Service Sales Manager della Distribuzione. Quindi sono entrato in BB Tech Group per nuove sfide e nuovi obiettivi.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?
Smartphone e tablet. Meglio non stuzzicare la curiosità dei miei due gemelli… Piccole mani curiose toccano. 

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?
Poco la sera, solo per aggiornarmi sugli eventi.

Giampaolo Bombo

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?
Lo ammetto: non sarei un piatto, sarei un menù!

Se fosse un quadro?
Un Tadini, un Salvo… un Bonavita.

Se fosse un film?
Il Signore degli Anelli.

Se fosse una stagione?
La Primavera.

Se fosse una tecnologia?
Una Smart intelligence.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
Il chirurgo.

Se avesse una bacchetta magica…
Darei a tutti la libertà di pensare.

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