Borse di studio per la digitalizzazione delle imprese italiane

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Borse di studio a giovani che per 6 mesi opereranno all’interno di 52 Camere di Commercio con il compito di affiancare le piccole e medie imprese nel percorso verso la digitalizzazione. L’iniziativa, che è parte del progetto di Google e Unioncamere “Made in Italy: Eccellenze in Digitale”

Nuova tappa della collaborazione di Google e Unioncamere nella digitalizzazione delle aziende italiane con l’assegnazione di 104 borse di studio a giovani che per 6 mesi opereranno all’interno di 52 Camere di Commercio con il compito di affiancare le piccole e medie imprese nel percorso verso la digitalizzazione. L’iniziativa, che è parte del progetto di Google e Unioncamere “Made in Italy: Eccellenze in Digitale”, ha il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e si inserisce all’interno della campagna e-Skills for jobs della Commissione Europea.soldi, prestiti, finanziamenti, e-commerce, commercio elettronico

Secondo quello che riporta l’Ansa, il progetto prevede la formazione di laureandi o neolaureati in grado di favorire la digitalizzazione delle PMI di oltre 50 aree in cui sono stati individuati prodotti di eccellenza del Made in Italy. I giovani selezionati riceveranno una borsa di studio di 6.000 euro e, dopo un percorso formativo realizzato da Google e Unioncamere, anche in collaborazione con l’Agenzia Ice, aiuteranno le imprese dei territori a sfruttare le opportunità offerte dal web per far conoscere, nel mercato interno e a livello internazionale, le eccellenze del Made in Italy.

Qualche giorno fa, ITespresso.it ha dato notizia dell’inaugurazione del portale E-skills for Jobs, il portale online per le competenze digitali in Europa, da parte di Anitec, il blog che si basa sul programma europeo E-skills for Jobs 2014, lanciato dall’Unione europea, fortemente voluto dal commissario all’Agenda digitale euoropea Neelie Kroes. Si tratta della prima piattaforma italiana completamente orientata alle competenze digitali. A lanciarla è stata Anitec, l’associazione nazionale delle industrie di informatica, Tlc e elettronica di consumo.

La piattaforma di discussione intende promuovere attività ed iniziative dedicate al mondo della scuola, dell’alfabetizzazione digitale e dell’innovazione aziendale: “Si tratta di un portale informativo e di scambio di idee e progetti su quello che è un grande programma formativo europeo e per il quale l’impegno dell’Italia assume particolare rilievo in vista del semestre di presidenza dell’Unione” ha spiegato Cristiano Radaelli, Presidente di Anitec.

Il portale è molto importante visto che scarseggia in Europa la professionalità digitale: infatti attualmente risultano disponibili 449 mila posizioni nel 2014 e si prevede che nel 2020 saranno tra 730 mila e 1,35 milioni (fonte: Empirica 2013).

Anitec aveva annunciato il portale, in occasione dell’annuncio della collaborazione fra Assinform e Agenzia per l’Italia digitale (Agid). L’accordo quadro di collaborazione “Le competenze digitali per lo sviluppo del Paese” serve per individuare gli skill professionali più adeguati all’evoluzione dell’IT, a migliorare la definizione e l’attuazione dei programmi di divulgazione, nonché a formare e aggiornare pubbliche amministrazioni, scuola e imprese.

Nelle scorse settimane, la Commissione europea aveva lanciato E-skills for jobs 2014, per diffondere le competenze digitali e dell’imprenditorialità digitale nelle scuole e nelle università. E-skills for jobs 2014 e Fostering Digital Enterpreneurship rappresentano due progetti della Commissione Europea nell’ambito della Grand Coalition for Digital Jobs. Per l’Italia se ne è fatta garante l’Anitec ed ora il portale è al debutto.

Il Sottosegretario per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Angelo Rughetti ha commentato: “La Commissione Europea ha stimato che nei prossimi anni saranno disponibili oltre 800 mila posti di lavoro nella filiera digitale e John Higgins, Direttore generale DigitalEurope, ha calcolato che il fabbisogno in Europa sarà di 500 mila posti di lavoro digitale entro il 2015 e di 730 mila a 1,3 mln al 2020 a seconda del ritmo di crescita economica. L’Italia deve sfruttare questa occasione e migliorare in breve tempo le proprie lacune. Le lauree, sia di primo e secondo livello, in materie ICT rappresentano l’11,48% sul numero degli iscritti del 2010, contro il 13% dell’area dei Paesi dell’ area Euro. Gli ambiti di azione in cui investire sin da subito sono Scuola, transizione al lavoro, formazione continua ed inclusione digitale“. Nel biennio 2011 – 2013, il più duro sul fronte occupazionale, i lavori IT “sono cresciuti ad un tasso due volte superiore rispetto alla media degli altri lavoratori e i nuovi impieghi, che necessitano di maggiori competenze high tech, non solo godono di salari più elevati ma hanno resistito meglio alla crisi“.

Autore: Channelbiz
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