Brazier (Canalys): i channel partner in crescita del 5% annuo per i prossimi tre

Strategie

Steve Brazier, President e ceo di Canalys, ha sottolineato l’importanza dell’evoluzione del canale, alla luce degli investimenti in cloud e qualche dato positivo sull’andamento del mercato

La notizia buona è che l’hardware si venderà ancora e contribuirà al 50% delle revenue per almeno il 90% dei partner nel 2020. I channel partner cresceranno del 5% all’anno per i prossimi tre anni. Microsoft lascerà il business Surface entro il 2019. Ma a scompigliare le carte c’è sempre il cloud, pubblico o privato. Con i grandi investimenti di AWS, Google Cloud Platform e Microsoft Azure, i vendor e il canale dovranno fare sempre di più i conti con una guerra di prezzo e di concorrenza sempre più sfrenata.

L'evoluzione del canale al Canalys Channels Forum 2017
L’evoluzione del canale al Canalys Channels Forum 2017

Steve Brazier, President e ceo di Canalys, ha servito, come lo scorso anno, su un piatto d’argento questo menù, in apertura della decima edizione di Canalys Channels Forum Emea 2017 che, per la prima volta, si tiene in Italia, a Venezia. Insomma, buone notizie, in uno scenario che sempre più di frequente ci propina temi come IoT, Intelligenza artificiale, o veicoli che si guidano da soli che, secondo Brazier, entro il 2022 saranno il 20% quelli venduti o noleggiati. Ma anche tante opportunità, considerando i settori che Brazier ha elencato e spiegato uno a uno: finance, gouvernment, agricolture, transport, salute, industria, education. Insomma di ‘carne al fuoco’ ce né: l’economia ha dato segni di miglioramento dopo circa un decennio dallo scoppio della grande crisi economico-finanziaria, ma il canale è pronto a cavalcare questo cambiamento? Quale futuro per il canale? Un’opportunità che va sotto il nome di edge computing. Data, services, storage, machine learning è un ecosistema da monitorare.

Steve Brazier, President e ceo di Canalys
Steve Brazier, President e ceo di Canalys

“Il mercato deve fare i conti con realtà come AWS. Google CloudPlatform, Microsoft Azure che hanno pesantemente investito sul cloud facendolo diventare centro per i propri rapporti di business. Il canale e i vendor, in particolare, devono porre attenzione a questo cambiamento perché la differenza tra pubblico e privato o meglio sul riporre le proprie infrastrutture su una struttura in cloud o on premise può, oggi, fare davvero la differenza. Sta agli operatori del mercato adeguarsi”, dice Brazier. “Basta affermare che il cloud pubblico è caro perché così facendo si da modo di rivedere al ribasso i prezzi”.
Se da un lato è vero che pensare che le cose più difficili siano anche le più sicure, forse ci si sbaglia. Brazier cita un esempio proprio legato alla costruzione delle password e, di fatto porta a esempio quello che lo stesso padre delle password elaborate con caratteri alfanumerici o strani, oggi smentisce come password sicure, a favore invece di password che prevedono più prole di una stessa frase unite tra loro, come raccontato su Itespresso.it. Oppure la normativa sul Gdpr e afferma che la sicurezza è una grande opportunità per partner e vendor.

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