Brazier (Canalys): luci e ombre sulla distribuzione, apps minacciose creano disoccupazione

Strategie

Canalys Channel Forum 2012 – Steve Brazier, ceo e president di Canalys, traccia un quadro poco rassicurante: crescono a due cifre solo i reseller, i distributori non crescono e i vendor devono ringraziare Apple

Secondo Canalys, sono 18 miliardi di dollari le stime di investimento in apps nel corso di quest’anno, di cui il 60% toccherà il mondo del gaming. Ma le apps rappresentano una minaccia per il lavoro delle persone.

I data center, oggi, sono un business a margine basso, ma, sicuramente la mole di dati che ci sta piombando addosso è davvero considerevole e, al di là del prezzo, la gestione degli stessi rappresenta un’opportunità.  Il cloud avrà senso se si svilupperà differentemente e non focalizzandosi solo sul lato consumer.

Il canale dovrebbe capire che la sicurezza racchiude un enorme business e cogliere le sfumature che possano derivarne: responsabilità, formazione, regole europee per trasformare la mera vendita di sicurezza in un vero e proprio servizio.

Ma il vero dramma è rappresentato dalle crescite, del primo semestre 2012 e, a livello previsionale, del secondo semestre. I vendor crescono di poco, a una sola una cifra, i distributori non cresceranno, mentre i channel partner sono gli unici che possono gioire con una crescita del 10%.

Questi alcuni spunti da Steve Brazier, ceo e president di Canalys che apre il suo keynote a Barcellona, snocciolando dati poco rassicuranti, sia di un mercato It in caduta sia degli attori che fanno da corollario al mercato stesso (vendors, distributori e partners e disegna il secondo semestre 2012 come il peggiore semestre per il mercato, peggio fu lo stesso semestre del 2009.

A Canalys Channel Forum Emea 2012, l’evento che per il quinto anno consecutivo si tiene inq uesti giorni a Barcellona, il prossimo futuro dell’It e della distribuzione si presenta con luci e ombre. Se per la sicurezza Brazier sprona i partner a farsi carico delle potenzialità, per il cloud Brazier spinge le aziende a prendere consapevolezza delle potenzialità e mirare gli investimenti verso un mercato meno consumer. Nessun riferimento al private cloud o al public clouid, come fece lo scorso anno proprio dal palco di Barcellona, solo una generica e globale considerazione sul fenomeno cloud.

Lo scorso anno Brazier dichiarava: “Cinquanta miliardi di dollari investiti nel private cloud nel 2001 che potrebbero crescere fino a 123 miliardi nel 2015 con una crescita del 25% mentre il public cloud parte da 31 miliardi di dollari per quest’anno per arrivare a 74 miliardi nel 2015 in crescita del 24%”.

Già lo scorso anno, però lo stesso Brazier non nascondeva qualche perplessità sullo sviluppo del cloud per il mondo consumer e affermava: “Quarantasette miliardi di dollari investiti nell’ambito consumer per il cloud pubblico sono un’opportunità, anche per il canale, ma resta sempre un tassello da considerare: la sicurezza e la privacy, fattori che limitano lo sviluppo”.

Brazier sottolinea come Apple abbia dominato il mercato sia a livello mondiale sia a livello europeo rappresentando la maggior parte della crescita del primo semestre del 2012. Tuttavia, ora, Brazier intravede una frenata, dovuta anche alle difficoltà che Apple deve sopportare, in chiave giudiziaria e in chiave produttiva (si vedano gli scioperi e le proteste negli stabilimenti Foxconn in Cina).

Per quanto riguarda la distribuzione, Brazier cita Tech Data e il recente rafforzamento nell’area mobile ma, in generale, il ceo vede nero sulla crescita dei distributori “se un tempo potevano gioire di fronte agli andamenti di società come Hp e altri vendor forti sul canale, oggi anche loro devono scontare le difficoltà dei vendor e la congiuntura economica”, spiega.

Non è così per i partner. “I channel partner crescono del 10% nel primo semestre del 2012, grazie ai servizi ed è presumibile che manterranno la doppia cifra anche per il secondo semestre”.
Per il futuro, Brazier non si esime dal ricordare le prossime elezioni americane come elemento che potrebbe dare uno scossone al mercato. Brazier vede ancora un 60% tra banche e politica che naviga in un mercato tortuoso e difficoltoso, ma c’è anche un 15 per cento di queste istituzioni che crede nel futuro e non smette di investire.

Tra i prodotti che potranno fare la differenza ci sono sicuramente i device mobili, gli smartphone e i pad e Brazier ha sottolineato come oggi, la maggior parte delle persone, legga le mail non attraverso il proprio pc ma attraverso un device mobile. E allora, in vista del nuovo mini iPad di Apple, a livello  mondiale, nel 2012, sono 475 milioni le unità di pc vendute e il mercato Windows conta ancora il 72 per cento ma,  secondo Brazier, questo primato è prossimo a cadere proprio a causa della forte presenza dei prodotti della Mela.

Parlando di Apps, Brazier snocciola numeri da capogiro. “A livello mondiale sono 18 i miliardi di dollari investiti nello sviluppo di Apps, di cui due in Emea”, spiega, ma mette anche in guardia sulla progressiva sostituzione delle persone con le app e fa un esempio alla platea: “Cosa fate quando dovete prenotare un aereo? Oppure prenotate un albergo o un taxi? Sempre più spesso lo fate on line attraverso un’App”.

E, infine, alcune considerazioni e consigli. Brazier ricorda come il cloud non sia economico e lo sviluppo non deve passare troppo al lato consumer quanto focalizzarsi in un ambito più professionale. Brazier cita i casi di Amazon e di Salesforce.com.

Sui data center i provider “stanno vivendo un momento drammatico. A salvarli sono i social network, la tv on demand, grandi produttori di contenuti strutturati”.

Infine un capitolo sulla sicurezza, considerata la vera fonte di sviluppo anche per il canale. Un canale che deve essere reattivo e recepire le novità, facendo formazione, sostenendo attività dimostrative e ricordare la responsabilità sui movimenti dei propri clienti e ricordare, per esempio, quanto emerge in ambito europeo. “Recentemente il commissario europeo Viviane Reading ha dettato le regole per l’accesso su internet dei minori”.

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