Brevi, unica ragione sociale con Cometa tra un paio d’anni

Strategie

Entro due anni Brevi e Cometa avranno un’unica regione sociale, con una unica rete di cash & carry da Nord a Sud. E’ Giambattista Brevi, fondatore e titolare dell’azienda, che anticipa le strategie future di Brevi, a più di trent’anni dalla nascita, in un’intervista esclusiva con ChannelBiz

Un’unica ragione sociale accomunerà fra un paio d’anni Brevi (con i suoi 160 milioni di euro di fatturato nel 2016) e Cometa (che ne conta 92), andando a formare un gruppo che gestirà la distribuzione sotto un unico ombrello da Nord a Sud. E’ una delle anticipazioni che Giambattista Brevi, titolare e fondatore dell’azienda omonima con sede alle porte di Bergamo, ha rilasciato in un’intervista esclusiva con ChannelBiz.
“Già le due realtà distributive operano in sinergia e in modo complementare, grazie alla partnership che vede Brevi attiva al Nord e Cometa al Sud, con una rete capillare di cash & carry, punto fisico di incontro con i rivenditori dell’intera penisola. 28 al Nord quelli di Brevi e 10 al Sud quelli di Cometa – puntualizza Brevi -. CDC, storico competitor ma che rimane il distributore che ha lanciato il concetto dei cash&carry, è arrivata nel suo splendore a contarne 40. Credo quindi che la nostra rete abbia un’ottima copertura sul territorio”  scherza Brevi che snocciola numeri, percentuali, conosce andamenti mensili di prodotti, cash&carry, mercati. Lui che ha fondato Brevi più di 30 anni fa, nel 1983, e che dopo un’esperienza come concessionario di registratori di cassa Olivetti decise alla fine degli anni ’80  di mettersi a metà strada tra i vendor e i dealer del mercato IT, allargando il portafoglio prodotti. Oggi Brevi ha un listino con più di 80 vendor e oltre 6.500 referenze, mantenendo il focus su notebook, pc, componentistica, periferiche e networking. No telefonini, no sistemi di fascia enterprise.

L'interno del cash&carry di Brevi a Ancona
L’interno del cash&carry di Brevi a Ancona

Dei 160 milioni di euro di fatturato, 130 sono fatti grazie alla rete dei cash & carrypuntualizza Brevi –, il restante attraverso la sub-distribuzione e il canale retail, che oggi raccoglie circa 5 milioni di euro e che per scelta abbiamo trascurato”. 
140 i dipendenti, di cui  45 attivi in sede, mentre i restanti operativi nei cash&carry che di norma sono gestiti da un paio di persone. “Solo le strutture più importanti contano sulla presenza di 3 o 4 dipendenti, ma in genere sono strutture snelle, pur non essendo realtà solo passive di rivendita – tiene a precisare Brevi –  ma agenzie sul territorio che aiutano a fare scouting di nuovi clienti, dal piccolo system integrator o sub-distributore, a dealer locali, Var e e-tailer, basta che trattino di tecnologia IT”.

Se il dollaro fa male al pc

Nonostante non siano più gli anni in cui il pc compatibile, l’assemblato, goda di ottima risonanza come negli anni ’90 in cui proliferavano i brand italiani di pc, Brevi continua a produrre “con soddisfazione” dal 2001 la linea di pc assemblati Winblu, nella fabbrica di Calto, in provincia di Rovigo, una struttura produttiva certificata ISO 9001:2008, che ha ereditato le competenze di altri due assemblatori di pc made in Italy, Winner e Athena. “Nonostante realizziamo pc desktop, server

Brevi, C&C Varese
Brevi, C&C Varese

e workstation con soluzioni personalizzate e con un buon rapporto prezzo-prestazioni, i nostri prodotti  hanno  perso competitività nell’ultimo anno, a causa del costo dollaro, un problema sentito da noi in modo particolare. Ad esempio, nel mese di maggio, se il prezzo medio di un pc HP da noi venduto al rivenditore è stato di 400 euro, un pc della linea WinBlu ha avuto un prezzo medio di 423 euro, leggermente più alto, giustificato dalla qualità del prodotto e dalla scelta di guardare anche ad esigenze di nicchia, dove l’utente è maggiormente disposto a spendere per il prodotto specifico”.  Le difficolta legate al mondo pc sono diffuse a tutto il comparto, anche ai grandi vendor che in Europa hanno visto ridursi il numero dei volumi venduti, con i dati Context che registrano un crollo del mercato del 15%.

Canale e numeri

Negli ultimi 18-24 mesi è cambiata la numerica del canale di Brevi, dovuta al fatto che alcuni clienti più piccoli hanno lasciato il campo per cessata attività, comportando la diminuzione del 15% dell’anagrafica, dai 15.000 rivenditori a 13.500. “Devo dire che il fatturato però tiene – precisa il titolare -:  in Q1 la crescita del giro d’affari è stata del 3%, mentre faticoso si è rivelato il mese di aprile (-4,5%) soprattutto per le vacanze pasquali e i ponti festivi, che hanno ridotto i giorni lavorativi a soli 17. Su base annua registriamo una crescita del 2,5%”.

Giambattista Brevi
Giambattista Brevi, titolare e fondatore di Brevi

Lo spaccato del fatturato vede come primo vendor  Asustek, con un peso del 17% (presente a listino con pc, notebook e componentistica), seguito da HP, Microsoft e Acer. “Credo che il nostro canale non sia adatto a vendere telefonia, siamo molto lontani da quei rivenditori: notebook, pc, periferiche, networking e componentistica fanno del nostro rivenditore il dealer generalista” precisa, pur aprendo anche agli etailer, e Amazon rientra tra questi. “Un rapporto difficile” lo definisce Brevi, dopo che Amazon lo ha corteggiato per 18 mesi prima di cedere alle lusinghe. “Il rapporto si è però rivelato complicato anche per la gestione dei resi, non sempre relativi a prodotti da noi venduti. Invece ottimo cliente è e-Price. Ma ribadisco, il nostro focus rimane il dealer tradizionale. Introdurremo nel corso di quest’anno nuovi brand a listino, anche con offerte verso il mercato enterprise, nel quale abbiamo una bassa presenza senza però cercare una crescita spasmodica. Dobbiamo cercare di controbilanciare la saturazione del nostro mercato,  difendere  il fatturato da 160 milioni di euro, ma soprattutto guardare alla marginalità”.

Gli obiettivi del 2017 sono essenzialmente quattro: consolidare una piccola crescita del fatturato, difendere la rete dei cash&carry che continueremo a rinnovare, coccolare nuovi vendor, entrare su una parte di canale inesplorato. “I nostri clienti non ci stanno inducendo a fare il salto verso il cloud così come sul mercato della sicurezza che ha un canale diverso dal nostro. Il nostro mercato di destinazione è generalista dal 1983 e grazie alla qualità buona del credito e alla strategia di non crescere per acquisizioni come altri distributori hanno fatto negli ultimi anni, puntiamo a mantenere solide le nostre relazioni”.

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