Brexit: il canale deve fare i conti con turbolenze e incertezze sulla spesa It

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Con l’uscita dall’Unione Europea della Gran Bretagna cosa succede per il mondo It. Quali gli scenari per il canale e per gli operatori che hanno a che fare con transazioni? Qualche spunto di riflessione senza fasciarsi troppo la testa

Turbolenze valutarie esistenti e incertezza attorno alla spesa It delle aziende. Sono queste due delle conseguenze che gli analisti hanno stimato possano capitare sul mercato It e, in particolare sul canale, alla luce della Brexit, ossia all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Ora, è presto per parlare di qualsiasi situazione perché gli scenari macro economici e valutari potrebbero riservare sorprese, ma la giornata borsistica di venerdì 24 giugno 2016 sarà ricordata nella storia, così come il voto al referendum e il suo risultato. “I fornitori di tecnologia avranno bisogno di tagliare le loro previsioni per il Regno Unito nel secondo semestre 2016, considerando un eventuale aumento dei prezzi per il canale” recitava un tweet di un analista di Canalys comparso nel corso della mattinata.

Con la sterlina precipitata al suo livello più basso degli ultimi 31 anni e il mercato azionario che ha subito un brusco crollo stamattina, che cosa ci riserva il futuro? Quale sarà l’impatto sulle aziende e sui mercati? Cosa si può fare per mitigare le potenziali ripercussioni che Brexit inevitabilmente porterà? Ancora più importante, come possono le aziende adattarsi agli importanti cambiamenti che ci attendono e identificare nuove opportunità?crisi, conti economici al ribasso@shutterstock

Frost & Sullivan sta già lavorando con i propri clienti per valutare, rivedere e formulare piani strategici per il futuro, per creare un impatto positivo sull’economia e sulla società. Serviranno come minimo 2 anni perché Brexit si concretizzi e il processo per l’uscita dall’Ue probabilmente avrà inizio quando sarà applicato l’Articolo 50 del trattato di Lisbona. Una volta che l’intenzione alla separazione sarà formalizzata, la Gran Bretagna inizierà a negoziare i termini dell’uscita dall’Unione europea con gli Stati membri, su questioni come le tariffe commerciali e il movimento dei cittadini del Regno Unito e dell’Ue, gettando così le basi per un nuovo tipo di rapporto con l’Ue.

È importante notare che durante questo periodo di transizione, la Gran Bretagna resterà soggetta ai trattati e alle leggi Ue esistenti, ma sarà esclusa dai processi decisionali. Pertanto, è probabile che le normative esistenti resteranno in vigore fino a che si concluderanno i negoziati”, spiega Sarwant Singh, Senior Partner e Managing Director per l’Europa.Tuttavia, la strada da percorrere è ancora incerta”, aggiunge. “Ciò potrebbe causare un calo nella fiducia delle aziende e ritardi negli investimenti diretti esteri (FDI). D’altro canto, una nota positiva è che Brexit potrebbe aprire la strada per un’espansione delle relazioni commerciali della Gran Bretagna con il resto del mondo al di là dell’Unione europea, e ciò contribuirebbe a mitigare i rischi derivanti da una eccessiva dipendenza da un unico partner commerciale”.crisi, difficoltà, meeting, stop@shutterstock

La volatilità delle valute potrebbe persistere nel medio termine, date le incertezze riguardo al futuro, e se la svalutazione continua le esportazioni potrebbero diventare più attraenti, beneficiando così i produttori con sede nel Regno Unito.

Sebbene l’esito del voto sia motivo di preoccupazione, dobbiamo ricordare che annuncia anche un nuovo inizio per il Regno Unito, che sarà influenzato da politiche di governo forti e dal successo dei negoziati con l’Ue e il resto del mondo. Dovremo pazientare per vedere come si svilupperà la storia di crescita della nazione.

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