Bruna Bottesi (NetApp), Clustered Data OnTap 8.2 un’occasione di business per i partner

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Bruna Bottesi, country manager di NetApp Italia

Clustered Data Ontap 8.2 rappresenta una ghiotta opportunità per circa 200 partner che possono declinare in modo completo il nuovo Os integrandolo con gli SnapManager

Da poco meno di un anno Bruna Bottesi è country manager di NetApp Italia e l’annuncio della nuova versione del sistema operativo Clustered Data OnTap 8.2 è l’occasione per tirare i primi bilanci ma anche per osservare in prospettiva i passi compiuti da NetApp Italia. Bruna Bottesi sottolinea come non sia generalmente facile convincere a investire nel nostro Paese e come il ruolo di chi gestisce una multinazionale sia proprio quello di attirare l’attenzione della corporation. La ‘neo’ Country Manager di NetApp è riuscita a sviluppare un piano triennale (nonostante la visibilità sugli ‘economics’ oramai sia di mese in mese), per dare credibilità alla nostra realtà e attrarre finanziamenti. A maggio, per Bottesi è iniziato il primo anno fiscale completo in NetApp (il Fiscal Year è terminato con aprile 2013) e proprio a partire da maggio NetApp Italia ha iniziato a implementare il piano proposto. Clustered Data OnTap 8.2 rappresenterà un’arma strategica su cui puntare per ricambiare la fiducia di NetApp.

NetApp a livello globale ha abituato a crescite a doppia cifra, l’anno fiscale 2013 si è chiuso invece con una crescita del 2 percento per un fatturato complessivo di 6,3 miliardi di dollari. L’Italia è cresciuta invece del triplo (circa il 6 percento) pur in un mercato, quello dello storage fisico, secondo IDC in sofferenza (-14 percento per quanto riguarda l’hardware nel calendario solare 2012). NetApp però realizza il 50 percento del proprio fatturato in software, investe il 14 percento delle proprie risorse in ricerca e sviluppo e crede fortemente nel modello indiretto come arma strategica per il raggiungimento degli obiettivi. Così, grazie ai suoi partner, realizza l’80 percento del proprio fatturato globale, e in Italia questa percentuale è ancora più alta, oltre l’85 percento.

Bruna Bottesi_Country Manager
Bruna Bottesi, country manager di NetApp Italia, con Clustered Data Ontap 8.2 ha un’arma in più dopo aver ottenuto la fiducia della Corporation

Sono proprio gli investimenti in ricerca e sviluppo che hanno consentito il raggiungimento del traguardo di NetApp come punto di riferimento in market share per quanto riguarda i sistemi operativi storage (davanti a Enginuity, Flare e Dart). NetApp è l’unico vendor a disporre di un unico sistema operativo (in diverse varianti) che permette indipendentemente dal tipo di piattaforma su cui poggia di poter operare in modo semplice sull’intera infrastruttura fisica sottostante.

Con l’annuncio odierno di Clustered Data OnTap 8.2 è possibile abbandonare del tutto l’approccio verticale a silos, e abbracciare pienamente la possibilità di virtualizzare (come già si è fatto con i server), anche lo storage, mantenendone il pieno controllo, pur con hardware eterogeneo. Già con Data OnTap 8.1.1 questo era possibile su un sistema multinodale e Data OnTap 8.1.1 aveva già guadagnato il controllo di virtualizzazione delle risorse, anche nel caso di sistemi eterogenei e flash, ora la versione 8.2 porta questi vantaggi sui sistemi con un singolo nodo. Questo senza alcuna interruzione nella lavorazione del dato, in perfetta continuità applicativa, e con una scalabilità completa sui tre assi: capienza, performance, operatività. Sia in NFS che in CIFS e con i sistemi Fiber Channel o iSCSI. Lo storage diventa quindi sempre più a sua volta ‘servizio’, slegato dalla materialità ‘hardware’ scelta, quindi senza alcune limite legato alla fisicità delle risorse.

Per questo si parla di storage unificato, con un’infrastruttura che porta la virtualizzazione in orizzontale su tutte le risorse disponibili.

Si lavora con la nuova versione dell’OS di NetApp a partire dal singolo nodo, fino ai 24 nodi fino ad oggi certificati, in un sistema di capienza fino a 69 Petabyte, per un milione e mezzo di operazioni lineari possibili al secondo, facendo riferimento a una configurazione a 8 nodi. Si possono quindi gestire con un unico sistema, le risorse miste, senza alcuna soluzione di continuità, sia che si parli di NAS sia che si parli di SAN. Una sola persona può gestire tranquillamente tutta la struttura di 24 nodi.

I clienti, da questa versione 8.2, possono iniziare con una semplice struttura da un unico nodo – un unico controller (quindi teoricamente anche senza lo switch)- un’unica intelligenza, e poi crescere sempre con la certezza di poter movimentare le informazioni, variare la disposizione di risorse anche in relazione alla velocità dell’hardware e della frequenza di accesso ai dati con una granularità a livello di file (si badi, di file storage virtualizzato, non di singolo file documentale, ovviamente).

Con la versione 8.2 il sistema guadagna anche, a livello di integrazione, il supporto Hyper-V con SMB 3.0 e per Microsoft BranchCache v2 e il supporto pNFS, SMB 1.0 NFSv4 su volumi illimitati. Sono supportati vSphere, vCloud Suite e Horizon Suite (VMware), come anche Xen Desktop e Share File (Citrix) Per quanto riguarda il backup e il sistema snapshot, NetApp porta anche su Clustered Data OnTap tutta la parte SnapVault. Il controllo completo sia sull’infrastruttura orizzontale, che nella parte verticale si raggiunge con l’integrazione di un sistema di orchestrazione (per esempio quello offerto da CA). Nel complesso quindi siamo di fronte a una ricetta ideale anche per le nostre piccole e medie aziende.

NetApp spiega che la decina di clienti italiani che già ha adottato Clustered Data OnTap 8.1 è passata alla nuova versione (per esempio Tiscali), ma il dato interessante è che potenzialmente oltre il 25 percento dei clienti italiani NetApp potrebbero trarre vantaggi significativi nel passaggio da Data OnTap al nuovo sistema operativo. A livello potenziale qualsiasi cliente può adottare la versione Clustered.

Per la parte applicativa integrata e gli snap manager, NetApp delega i propri partner e vuole che siano essi a sviluppare per i propri clienti i servizi di appoggio. Sono opportunità in più dal punto di vista commerciale. Il roadshow per i partner è già iniziato, riguarda circa 400 persone per un totale di 200 partner. Spetta a loro declinare l’annuncio odierno. Le partner academy previste contemplano al mattino delle sessioni informative, e al pomeriggio già gli esami di certificazione sulle nuove soluzioni presentate.

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