Bsa: l’Italia fa un passo avanti sulla competitività It

Strategie

BSA presenta i risultati dello studio EIU (Economist Intelligence Unit) sulla competitività dei settori IT di 66 Paesi: l’Italia sale dal 24° al 23° posto

Dopo la doccia fredda di Assinform sul mercato IT, BSA presenta i risultati (per una volta confortanti) dello studio EIU (Economist Intelligence Unit) sulla competitività dei settori IT di 66 Paesi. L’Italia nella classifica di EIU sale dal 24° al 23° posto. Nella competitività l’Italia riesce finalmente a invertire la marcia: invece della flessione, registriamo un passo avanti.

L’Italia conquista un gradino nell’indice globale di competitività dell’Information Technology, come emerge dall’edizione 2011 dell’IT Industry Competitiveness Index, realizzato dall’Economist Intelligence Unit (EIU) e divulgato oggi in tutto il mondo da Business Software Alliance (BSA). “Lo studio IT Industry Competitiveness Index dimostra al di là d’ogni dubbio che investire sulle fondamenta dell’innovazione tecnologica nel lungo termine paga, e molto bene”  sostiene Matteo Mille, Presidente di BSA Italia. “Risulta inoltre chiaro che nessuna nazione detiene a priori il monopolio della tecnologia all’avanguardia: ci sono formule che hanno dimostrato la propria efficacia, e chiunque è libero di avvalersene nella sfida per il successo. Per questo affermiamo che la tendenza, per quanto attiene la competizione nell’IT, è verso un mondo pluricentrico”.

Giunto alla quarta edizione dal 2007, l’Index mette a confronto 66 nazioni in funzione di una serie di parametri che indicano le aree critiche giudicate fondamentali perché un settore IT sia fortemente innovativo: il complessivo ambiente economico, l’infrastruttura IT disponibile, il capitale umano, l’avanzamento della ricerca e sviluppo, il sistema giudiziario e gli incentivi offerti dal settore pubblico allo sviluppo industriale nel Paese in questione.

Al vertice  si piazzano gli Stati Uniti, seguiti da Finlandia, Singapore, Svezia e Regno Unito. Per quanto riguarda l’Italia sale in un biennio alla 23a, grazie a migliori valutazioni sull’ambiente economico (che ottiene un punteggio di 74,7 su un totale di 100, ossia un miglioramento pari a  2 rispetto all’edizione 2009), sulla ricerca e sviluppo (punteggio 25,4, con un miglioramento  pari a 9 rispetto al 2009) e sul sistema legale (valutazioneo 80, miglioramento di  7 rispetto al 2009).
Lo studio di quest’anno rivela che le nazioni tradizionalmente forti nell’IT mantengono lo scettro perché “vantaggio genera vantaggio”: in pratica, gli investimenti  hanno permesso di costruire  solide basi per l’innovazione tecnologica che consentono di raccogliere i frutti. Ma il campo della competizione globale diventa un’arena affollata, in cui nuovi contendenti, nelle economie in via di sviluppo, scalpitano per raggiungere gli standard fissati sinora dai leader storici.

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