CA World 2015: i partner e il canale tornano a interessare la società

Strategie
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Al CA World 2015, Michele Lamartina, country manager di CA Technologies Italia, ha spiegato il ruolo del canale per la società a partire dalla formazione fino ai segmenti da aggredire

Nell’era della cosiddetta ‘economia delle applicazioni’, CA Technologies sta puntando tutto. Studi, ricerche di mercato, prodotti e strategie. Durante l’edizione di CA World 2015, il tema della digital transformation ha tenuto banco, o meglio è al centro di un processo evolutivo.

Marco Comastri
Marco Comastri

Come ha ricordato Marco Comastri, presidente Emea e general manager di CA, sono circa tre anni che la società ha messo voce e piede nell’application economy. “Come ha detto il ceo (Mike Gregoire, ndr), siamo consci del ruolo importante, anche se direttamente non si direbbe, ma alle spalle sta la costruzione di un’infrastruttura utile alle imprese per essere più agili e un sistema sicuro per andare sul mercato con strumenti innovativi. Tutte le aziende stanno diventando delle software company, come il caso di Uber e Airbnb, nate da poco ma che riescono velocemente ad adattarsi alle innovazioni. Airbnb – afferma Comastri – ha solo un data center, ma CA ha un ruolo per le grandi enterprise che devono investire in questi asset e avere un’infrastruttura sicura per operare in tranquillità e sicurezza”, racconta Comastri che continua: “siamo un’azienda che opera nel software da trent’anni e come tale, vogliamo operare ancora per lungo tempo”.

Negli ultimi anni, il sistema economico ha subito contraccolpi non indifferenti, soprattutto a causa della grande crisi economica. Ma, nonostante tutto, si è assistito a un fenomeno particolare: durante il periodo di maggiore crisi, qualcuno ha pensato bene di non lasciare correre il momento e provare a capire se, nonostante tutto, si potesse sfruttare. WP_20151118_003

Da un lato le startup, che hanno cavalcato nuovi modelli gestionali si sono evolute, sono cresciute e oggi alcune di loro macinano molti soldi, dall’altro lato le aziende più tradizionali che hanno resistito ai contraccolpi della crisi, si sono assestate e, in qualche caso, convertite avvicinandosi a nuovi modelli digitali, a quello che CA ha chiamato App economy. “E’ chiaro che la leadership digitale spetterà alle aziende che già oggi si distinguono per la loro capacità di adottare con successo un approccio DevOps, ha affermato Mike Madden, general manager della divisione DevOps di CA Technologies. “CA continua a impegnarsi al fine di aiutare i clienti ad accelerare il percorso di trasformazione digitale offrendo soluzioni innovative”.

E, per supportare queste affermazioni, uno studio recentemente commissionato da CA ha rivelato che la metodologia DevOps consente alle aziende di ridurre del 24% il time to market e del 29% i costi di delivery delle nuove app.

Michele Lamartina
Michele Lamartina

Avvicinarsi al mondo DevOps non sembra semplice. Nel settore finanziario e nelle Telco, si avverte maggiore fermento, a detta di molti manager intervenuti durante il CA World 2015. Secondo Michele Lamartina, country manager di Ca Technologies Italia, “tante aziende italiane si rendono conto che devono intraprendere un processo di trasformazione digitale, perché i loro clienti richiedono una comunicazione con le aziende attraverso le applicazioni e quindi diventa fondamentale la trasformazione. Ci sono settori come il finanziario, bancario e le Telco che sono avanti; non solo hanno capito il momento attuale, ma lo stanno cavalcando, ma anche in altri settori merceologici si sta intraprendendo questo processo di trasformazione. Il software può modificare il modo di fare business e creare nuovi servizi: sono i temi dell’Agile, dello sviluppo, del time to market sono concetti chiari alle aziende italiane. Il DevOps sta iniziando a prendere piede nelle imprese italiane, anche se l’adozione e la ‘messa in pratica’ non è immediata, perché prevede una trasformzione profonda anche dei processi interni all’azienda stessa. Un altro tema che sta coinvolgendo le imprese è l’interoperabilità. Le aziende si sono accorte che per non perdere quote e beneficiare della situazione di mercato devono interoperare con fornitori di software di applicazioni esterne, quindi devono creare interfacce digitali che le espongano verso l’esterno in modo più agile, sicuro e veloce”.

Lamartina ha un ruolo anche nelle ‘vendite’ in CA Technologies. I partner stanno tornando ad avere un ruolo nella società, dopo anni in chiaroscuro “C’è stabilità ora sul canale, possiamo reinvestire anche su nuovi partner e fare molta formazione. In Italia, la vendita indiretta è in percentuale crescente, facciamo rinnovi diretti e sulla digital transformation facciamo leva sui system integrator, come per esempio Accenture. Sui nuovi deal avremo nuovi partner e sui rinnovi andiamo direttamente. L’obiettivo – svela Lamartina – è la crescita del canale per aggredire lo small medium business”.

Leopoldo Genovesi
Leopoldo Genovesi

Un altro tema al centro di questa edizione di CA World è stata l‘identità digitale. Leopoldo Genovesi, amministratore delegato di Telecom Italia Trust Technologies, ha tracciato le linee guida relative alla partnership con CA, parlando di Spid (Sistema pubblico di identità digitale) e ha spiegato: “abbiamo implementato una piattaforma dove Ca Technologies è il core dell’infrastruttura per erogare servizi di identità digitale. La piattaforma CA gestisce le fasi di identificazioni dell’utente, l’autenticazione dell’utente e la gestione delle transazioni ed è integrabile con la componente di cetification authority. All’inizio del prossimo anno dovremmo avere la possibilità di abilitare all’identità digitale. Sullo sviluppo, i tempi sono diversi, perche dipenderà dai service provider pubblici”. A conti fatti, Genovesi fa sapere che Telecom lancerà l’identità digitale nel primo quarter del 2016.

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