Capgemini vede spiragli di luce dopo il buio della crisi

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Il peggio sembra essere passato secondo una ricerca condotta da Capgemini sull’evoluzione delle strutture di Acquisto nel mercato IT

Già da qualche settimana iniziano a circolare voci di una ripresa che, seppur minima, fa sperare per il futuro. A confermare che il peggio possa essere davvero alle spalle arrivano i dati raccolti da Capgemini nell’ambito della ricerca Global Chief Procurement Office Survey 2009, che ha avuto per oggetto l’analisi dell’evoluzione delle strutture di Acquisto.

Il campione di intervistati era composto da 150 dirigenti del settore Procurement in sedici paesi in tutto il mondo, dall’Europa all’Asia fino al nord America e operanti in ambito finanziario, assicurativo, manifatturiero, energetico e amministrativo. Per l’Italia sono stati coinvolti 15 Direttori Acquisti di aziende presenti sul territorio nazionale.

La scelta di intervistare i direttori acquisti è motivata dalla consapevolezza che, soprattutto in un periodo di difficoltà come quello attuale, questa figura diventa strategica per la sopravvivenza, prima ancora che per la crescita.

Per quanto riguarda l’impatto della crisi sulle strutture di Procurement, il 70% ritiene non solo che sia stato rilevante, ma che sia destinato a durare anche nei prossimi anni. Tra gli effetti più riscontrati un’accelerazione della tendenza a centralizzare le responsabilità di acquisto per controllare in modo più diretto il livello di spesa e preservare i risparmi. Un secondo evidente effetto della crisi è senza dubbio la difficoltà di pianificare a medio e lungo termine, a causa di una certa volatilità dei mercati di fornitura e alla necessità di operare tagli immediati.

Quali le soluzioni adottate dai responsabili Acquisti? La ricerca ha evidenziato tre leve principali: rinegoziazione dei contratti, intensificazione delle attività di mitigazione del rischio e rafforzamento delle strutture di Procurement. Proprio quest’ultima si è dimostrata una funzione strategica e molto importante nello sviluppo e nel contenimento dei costi: il 50% degli intervistati, il 60% in Italia, ha riportato un valore dell’acquistato superiore al 50% del fatturato.

Per il prossimo biennio l’area di interesse dei Responsabili Acquisti è destinata ad ampliarsi, puntando su precisi obiettivi: miglioramento della gestione della Base Fornitori in una logica di Risk Management, soprattutto alla luce della instabilità dei fornitori gravati dal peso della crisi; ottimizzazione della visibilità delle performance del Procurement per poter migliorare la qualità degli investimenti (aspetto considerato critico dal 90% degli intervistati). Ultimo, ma non meno importante obiettivo per l’immediato futuro, la gestione dei talenti, ovvero delle “persone giuste al posto giusto”, perchè il valore delle risorse sia effettivamente un fattore di crescita dell’intera organizzazione aziendale.

I dati relativi all’Italia sono allineati a quelli del resto del mondo: il 70% del campione intervistato ha confermato una decisa sofferenza nei mesi caldi della crisi per quanto riguarda le attività operative e strategiche della Funzione Acquisti. Il 90% dei CPO italiani ha dichiarato di avere il controllo su più del 70% della spesa totale.