Carosone (CA Technologies): Alla ricerca di partner con il DevOps nelle corde

Strategie
Vittorio Carosone, CA
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Vittorio Carosone, Director Sales di CA Technologies, analizza l’adozione della metodologia DevOps alla luce di uno studio realizzato da Freeform Dynamics. Nel 2016 prevede una forte attività di recruitment di nuovi partner dedicati al DevOps, approccio in crescita anche in Italia

Si fa il punto su DevOps con Vittorio Carosone, Director Sales di CA Technologies, alla luce dei dati dell’ultima ricerca internazionale “Assembling the DevOps Jigsaw”, realizzata da Freeform Dynamics e promossa da CA Technologies.
Una ricerca che mostra come ci sia una stretta correlazione tra la capacità di migliorare il business dell’azienda e l’adozione di nuove metodologie di lavoro tipico della App economy, dove applicazioni e servizi online permettono alle aziende di essere più agili nel definire obiettivi e nel raggiungerli, più competitive.

Vittorio Carosone, CA
Vittorio Carosone, Director Sales di CA Technologies

Che CA Technologies stia cavalcando la tematica della App Economy e dell’approccio DevOps, che combina team dedicati allo sviluppo e team dedicati alle operation, è oramai argomento collaudato, tant’è che la stessa ricerca condotta nel 2014 ha permesso di delineare scenari che quest’anno, seppur con lentezza, stanno prendendo piede anche in Italia (che in questa ricerca pesa il 3% sul campione mondiale di 1.442 business manager e responsabili IT, di cui 506 in Europa, intervistati nel secondo semestre del 2015).

“L’implementazione di un approccio DevOps – precisa Carosone commentando lo scenario – permette alle aziende di avere feedback più immediati per ottimizzare le applicazioni e la customer experience. Inoltre, l’intero processo aiuta entrambi i team ad essere più proattivi e a ridurre i tempi in cui il progetto si trasforma in valore, il time-to-value. Un aspetto fondamentale per le aziende che vogliono iniziare un percorso di digital trasformation”.

In particolare, lo studio di Freeform Dynamic sottolinea tre elementi cardini della metodologia DevOps: avere un approccio nel percorso di trasformazione guidato soprattutto dal business, avere delle risorse IT che oltre ad essere qualificate siano anche collaborative, avere procedure che prevedano l’adozione di controlli chiave durante l’intero processo di sviluppo e adozione del modello. “Abbiamo individuato alcuni fenomeni in evoluzione rispetto al passato: molte aziende parlano oggi di digital trasformation coinvolgendo il business e questo è fondamentale. Inoltre, molte vogliono una divisione ICT efficiente e collaborativa e sono interessate a dotarsi di strumenti conformi alle normative in tutti gli ambiti, per regolare anche i rapporti con fornitori e le questioni mission critical”.devops1

Se è vero che DevOps sta prendendo piede, è altrettanto vero che ci si sta muovendo con lentezza: l’81% del campione riconosce l’importanza di garantire un’adeguata conoscenza delle priorità di business ma solo poi il 38% applica questo principio, perché questo porta a un cambiamento di management e alla ricerca di figure con competenze dedicate. L’84% ritiene infatti che sia fondamentale acquisire le competenze informatiche necessarie per applicare la metodologia DevOps ma poi si scopre che solo il 35% le ha davvero adottare. Non a caso abbattere le barriere culturali è un problema che evidenzia l’81% delle realtà aziendali sentite, una trasformazione che ad oggi invece ha fatto solo il 18%. Così come l’81% considera importante avere un’infrastruttura IT adeguata, ma solo il 26% può dire di avere raggiunto questo risultato.

devops2Due fenomeni in particolare si sono visti in Italia: da una parte un miglioramento rispetto all’analisi dell’anno precedente (i team orientati al DevOps sono passati dal 42% del 2014 al 65% del 2015),  dall’altra il permanere di un gap evidente tra intenzioni e messa in pratica dei progetti, anche rispetto agli altri paesi europei che hanno un livello di adozione di DevOps migliore del nostro (a parte la Francia anch’essa al 65%, Germania al 76%, Svezia al 71%, Spagna al 69%, Regno Unito al 67%).
“I clienti italiani vogliono toccare con mano i benefici che la nuova metodologia porta con sé e molti hanno iniziato un percorso pilota con qualche partner e questo ci fa ben sperare nel 2016, mentre le nostre aspettative per il 2015 sono state un po’ deluse – afferma Carosone -. Le aziende che hanno mostrato interesse hanno già formato talenti. Sono fiducioso con un’ unica perplessità: che alcuni si concentrino solo sull’acquisto di componenti software senza in sostanza pensare a una vera digital trasformation che coinvole l’intera azienda. Il DevOps mette insieme tre fattori determinanti: la capacità di portare innovazione, di migliorare il time to market e di aumentare la customer experience. Nell’application economy, con questo approccio, si possono garantire aggiornamenti costati delle applicazioni agevolando business e clienti”.

Nel 2016 CA Technologies prevede una forte attività di recruitment di nuovi partner “che abbiano nelle corde il DevOp e che siano system integrator o consulenti con competenze tecniche e manageriali” precisa Carosone che, come Sales Manager, dedica il 35% del tempo al mondo DevOps, e la restante parte soprattutto a spingere le vendite nel mercato della sicurezza che continua ad avere una richiesta molto alta per le problematiche relative all’autenticazione forte e dinamica, che coinvolge anche il mondo dei pagamenti. “Lavorerò sulla selezioni di una rete di partner per il DevOps quest’anno – conclude -. Oggi il canale è responsabile del 65% circa del business complessivo di CA Technologies. Il mio obiettivo è di crescere nell’ambito delle partnership a valore e abbiamo ampi margini di miglioramento”.

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