Cdc sarà messa in liquidazione

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Cdc ha depositato l’8 aprile 2013 al tribunale di Pisa il ricorso per l’ammissione al concordato preventivo. Il piano concordatario approvato dal consiglio di amministrazione prevede che, all’omologa del concordato, gli attivi e i passivi concordatari siano trasferiti a una newco

Cdc ha depositato l’8 aprile 2013 al tribunale di Pisa il ricorso per l’ammissione al concordato preventivo.

E’ questo quanto riferisce una nota della società, ripresa da alcune agenzie di stampa come Reuters e Sole24ore Radiocor, nella quale si precisa che il piano concordatario approvato dal consiglio di amministrazione prevede che, all’omologa del concordato, gli attivi e i passivi concordatari siano trasferiti a una newco, cioè una società di futura costituzione, che non sarà quotata in Borsa, mentre Cdc sarà messa in liquidazione.CDC, Filiale Porcari

Nelle linee guida del piano concordatario figurano l’ampliamento dell’offerta con il lancio di nuove linee di prodotto, la razionalizzazione dell’assetto distributivo territoriale ed il mantenimento delle reti retail e franchising, contemporaneamente al potenziamento e allo sviluppo del canale di distribuzione on-line, il proseguimento del processo di down-sizing avviato dalla società con ulteriore efficientamento della struttura dei costi e il mantenimento di un numero di dipendenti non inferiore a 90 unità, adeguato alla modificata realtà aziendale.

Nel piano concordatario, i dati economico-patrimonali al 2015 prevedono il fatturato in crescita da 99 milioni a 160 milioni, così come l’Ebitda (da -1,8 a 4,2).

Cdc ha deliberato di presentare la richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo. Di questo si parlava a settembre 2012 dove si diceva: “Secondo quanto riporta Reuters, il consiglio del gruppo attivo nella distribuzione di information technology, si legge in un comunicato, ritiene che non sia possibile una ristrutturazione debitoria in bonis.

Di conseguenza, intende ricorrere a procedure che consentano di avere il tempo sufficiente per individuare soluzioni per la ristrutturazione del debito “e/o esplorare l’interesse di parti terze alla partecipazione nel capitale dell’azienda e ottenere finanza aggiuntiva per la ricostituzione del capitale circolante necessario per la continuità aziendale“.

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