Cebit 2013, al centro la condivisione

Strategie
CeBIT 2017 - Focus sulla digitalizzazione, dall'AI ai robot

Dal 5 al 9 marzo 2013 ad Hannover si terrà CeBit 2013 dove la Shareconomy sarà il tema centrale declinato in quattro aree tematiche, per rispondere alle esigenze dei visitatori

Condivisione, Shareconomy. E’ questo il tema centrale della edizione del Cebit 2013, che dopo il focus sulla fiducia nel 2012 (“Managing Trust”) oggi in un periodo in cui il mercato, soprattutto europeo, è sofferente rilancia l’idea di una trasformazione che parta dal mettere in condivisione strumenti, idee, in un processo di rete. Un cambio di mentalità molto significativo nel modo di lavorare e nel ruolo del management, perché social, collaboration, accompagnati dal mondo dirompente delle Apps, cambieranno le dinamiche di relazione e di lavoro. Shareconomy, che ha una lettura anche “cloud”, laddove le aziende utilizzano tecnologia sempre più in modalità as a service (software, platform e infrastructure).

Le quattro aree del Cebit 2013
Le quattro aree del Cebit 2013

Così la Shareconomy, dal 5 al 9 marzo 2013 ad Hannover, sarà il tema centrale declinato in quattro aree tematiche, per rispondere alle esigenze dei visitatori: Cebit Pro, l’area più grande, dedicata all’offerta tecnologica per grandi e medie aziende; Cebit Gov, focalizzata sulla pubblica amministrazione e sull’Unione Europea, dove dibattere di cooperazione e normative; Cebit Lab, un laboratorio per presentare nuovi progetti, che coinvolge università e start up; Cebit Life, focalizzato sui trend che impattano sugli stili di vita, come le tecnologie 3D, il mobile, l’internet delle cose, la robotica, fino a Apps, smart tv, media digitali, tecnologie da indossare (giacche con moduli solari per ricaricare smartphone o scarpe con sensori per correre…) .
Ma le grandi tematiche, dibattute nelle Partner Land, riguarderanno i temi cari all’IT di oggi, come sicurezza, cloud, networking, big data, mobility, sostenibilità e nuove professionalità, a cui saranno dedicati seminari e approfondimenti.cebit, hannover@shutterstock

Attesi più di 312.000 visitatori da 11 paesi (dati dello scorso anno), 130 delegazioni internazionali e 500 Cio a testimonianza della professionalità che la manifestazione vuole tenere. Le aziende partecipanti saranno più di 4.000,  con un livello di internazionalizzazione molto elevato, e saranno attese una quarantina di aziende italiane. “Se pmi e medie aziende italiane hanno bisogno di un aiuto finanziario per partecipare alla manifestazione – precisa Martina Lubon, vice president Cebitpossono chiedere supporto all’agenzia Ice di Berlino, che promuove l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Germania. Soprattutto le start up spinte dalla collaborazione messa in atto con Smau”. Tra queste, a color che svilupperanno progetti intelligenti in ambito energetico sarà dedicato anche il concorso internazionale Code_n che sceglierà tra i migliori 40 progetti (lo scorso anno ne erano stati presentati 400) i due migliori a cui assegnare un premio da 15.000 euro.

“Il Cebit è una occasione di incontro – conclude Lubon – e in un mondo dove c’è ancora carenza di lavoro specializzata sarà organizzato un business center in collaborazione anche con la banca dati di Monster, dove organizzare colloqui di lavoro”. Anche il progetto Tech To You permetterà a classi di studenti dai sedici anni in su di incontrare aziende disponibili ad offrire formazione.

Aprirà la manifestazione, come orami tradizione, il cancelliere Angela Merkel, e importanti ospiti animeranno le giornate (lo scorso anno Kevin Turner Coo di Microsoft, Hamid Akhavn ceo di Siemens Enterprise Communications e l’ideatore del gioco Angry Bird, Mikael Hed). Paese partner la Polonia, con 200 aziende presenti, che rimane uno degli interlocutori commerciali più interessanti per la Germania, soprattutto in ottica di cooperazione per promuovere uno sviluppo internazionale delle piccole e medie aziende. Anche per il 2013 il Cebit manterrà le sue tappe extra europe: Instanbul, Australia e America Latina. Shareconomy anche nelle edizioni locali.

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