CeBit 2016 – Huawei estende gli accordi con le telco e immagina gli scenari Iot

Strategie
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Huawei con gli annunci in fiera porta avanti a ritmi serrati la propria strategia in Europa di una proposta per la new ICT con soluzioni best in class, capaci di integrarsi con le esigenze IT aziendali, e declinate attraverso le competenze tecnologiche e sul territorio dei partner

Huawei ha scelto i giorni del Cebit 2016 di Hannover per estendere il portafoglio dei suoi accordi enterprise con le telco (già in atto per esempio quello con Telefonica) anche a Deutsche Telekom, lanciando in forma congiunta con l’operatore Open Telekom Cloud e ha annunciato l’apertura di un OpenLab a Monaco, per abilitare le aziende e i partner a immaginare sul campo gli scenari di futuro in ambito Iot, ha stretto una partnership con KUKA, azienda specializzata nella robotica per lo sviluppo di soluzioni smart nell’ambito della manifattura e soprattutto ha presentato il primo server X86 a 32 -socket, per operazioni mission critical: Huawei KunLun 9032.

KunLun 9032
KunLun 9032

Ogni annuncio svela un tassello della strategia dell’azienda cinese, così ben declinata da Vincent Pang, presidente di Huawei Western Europe: “Cresciamo grazie alla fiducia nei nostri partner, in ogni Paese Europeo, e con essi avviciniamo le aziende per aiutarle a integrare nel proprio dna produttivo non soluzioni preconfezionate, ma soluzioni open sia nell’architettura, che nella capacità di adattarsi alle loro reali esigenze, senza timori nella sfida anche negli ambiti tecnologici mission critical”.

I partner sono quindi l’arma e il più valido degli alleati per crescere in un mercato, quello Europeo (è il secondo dopo quello americano) che, nonostante le crisi, resta il più affidabile e il più naturale degli sbocchi, per Huawei, il cui fatturato dipende ancora per oltre il 50 percento dalla Cina, mentre sono oltre 4 i miliardi di dollari investiti nel vecchio continente.

Vincent Pang - Presidente di Huawei Western Europe
Vincent Pang – Presidente di Huawei Western Europe

Huawei vuole proporre soluzioni best in class per i quattro pilastri della new ICT, come amano definire qui a Cebit 2016 il momento di trasformazione digitale che sta rivoluzionando tutte le aziende. Essi sono: Cloud, Iot, Mobility e Big data. Il vendor di Shenzhen lo vuole fare interpretando le esigenze del tessuto produttivo in termini di stabilità, scalabilità, flessibilità e sicurezza che sono le principali richieste, e lo vuole fare con i partner che conoscono, Paese per Paese, tutte le implicazioni normative.

Per questo ha creato un ecosistema che comprende soluzioni in ambito networking, server, storage, portando in cloud una prospettiva di terzo livello, per soddisfare quindi le esigenze di virtualizzazione hardware, di definizione via software sia di storage sia di networking, sia di data center, e infine per soddisfare tutte le esigenze Paas, con cui sperimentare gli scenari del futuro in ambito Iot, Smart Cities, Big Data.

Spetta a Joy Wang, VP Huawei IT Product Line, il compito di documentare i progressi del brand in alcuni comparti: Huawei è il quarto vendor per quote di mercato server nel mondo, è il numero due per quanto riguarda lo storage in Cina, e soprattutto è aperto alle partnership per crescere e fornire la migliore esperienza ai clienti poggiando sulle alleanze tecnologiche dove occorre, e senza escludere le diverse piattaforme di virtualizzazione, proprio per modellarsi sul mercato.

E’ matura la trasformazione dell’azienda da produttore di device ad attore a tutto tondo nel mercato enterprise, e nutrita (da KunLun in ambito server e dall’alleanza con SAP in ambito software e per le business applications) la roadmap di sviluppo di soluzioni di livello persino nell’ambito dell’high performance computing, e di Iot in cloud.

Wang non ha dubbi: “Questa è la nostra forza e deve essere la nostra strategia, perché non c’è mai una soluzione standard applicabile in ogni contesto geografico, e a seconda delle verticalità. Proprio nella capacità di integrare una proposta, e di offrire la possibilità di sperimentare sul campo le possibili soluzioni, è da ricercare il plus con cui Huawei riesce a convincere i CIO”.

CeBit 2016 non è certo la fiera ICT più importante in Europa, come lo è stata in passato, ma torna ad esserlo invece se si esclude dall’orizzonte di osservazione il mercato consumer e si restringe la prospettiva al puro mercato B2B. Cambiano in questo caso i valori in campo.

Con oltre 3mila aziende tra gli espositori a CeBit è del tutto rappresentato il tessuto delle pmi tedesche e ampiamente rappresentato quello delle grandi aziende europee. Per questo attori come Huawei, SAP, IBM, Telekom, costituiscono il nocciolo duro che consente alla fiera di mantenere un ampio respiro.

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