Cegid: siamo nell’era dei social network influenzatori delle vendite

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Mario Davalli, country manager Cegid Italia, durante Retail forum 2012, “Le nuove frontiere del retail: internazionalizzazione, omnichannel e mobilità” spiega come è cambiato il mondo retail con l’avvento dei social network

Il commesso di un negozio diventa consulente e i social network assumono sempre più l’aspetto di influenzatori piuttosto che vetrina, come da sempre è il web.

I tempi del commercio moderno dettano legge e, nell’era del boom dei social network, anche le tradizionali insegne guardano al web e ai social network come formula da sfruttare per attirare il cliente e fare fatturato. E, a questo proposito, Cegid, società francese editor internazionale di software gestionali e soluzioni aziendali ha parlato di questo e di altre strategie in ambito retail a Milano, oggi, nell’ambito del Retail forum 2012 intitolato “Le nuove frontiere del retail: internazionalizzazione, omnichannel e mobilità”.

Mario Davalli, country manager Cegid Italia, spiega la strategia della società per la distribuzione specializzata. “Assistiamo sempre a una richiesta forte di vendita in chiave Saas . I clienti preferiscono pagare fee e sfruttare la formula dell’as a service piuttosto che fare grossi investimenti”, spiega Davalli. “Con i partner crediamo nella verticalizzazione e perseguendo la strada dell’innovazione abbiamo inaugurato” a Lione il primo Cegid Innovation Store, un polo tecnologico che riunisce in un unico spazio gli orientamenti del mercato della distribuzione specializzata in ambito tecnologico, hardware e marketing.

Cegid ha stabilito partnership strategiche con società complementari alla propria attività, quali Oracle, Ibm e Microsoft, fino ad arrivare “ai partner applicativi e ai Var, cioè i partner locali che sono sul territorio e seguono lo sviluppo”, spiega il country manager Italia. Inoltre, un tema di sviluppo è quello che riguarda l’internazionalizzazione. “Siamo presenti in 14 filiali perché le aziende retail sono obbligate ad aprire a livello internazionale. Apriremo in Brasile, in Russia e a Dubai. Altro asse di sviluppo – prosegue – sono le acquisizioni, l’ultima delel quali l’abbiamo finalizzata in Portogallo ma ci sono trattative in atto negli Stati Uniti, Europa e Asia”.

E così, se nel 2011 la società ha definito l’operazione in Portogallo, rilocalizzando e rifiscalizzando con l’introduzione del social network nelle soluzioni. “Entro il mese di giugno 2012 – continua – ufficializzeremo l’apertura di nuove filiali per arrivare a coprire 25 mila punti vendita entro la fine dell’anno”.

Quel che si evince, in generale, è che il retail deve evolversi e rispondere a domande complesse: cambiano gli approvvigionamenti, la supply chain, in mercato, “il consumatore, con il web, ha più potere rispetto a una volta”, spiega Davalli. “Se un tempo era l’offerta che faceva il commercio, oggi è il cliente che lo fa, colui che comanda la catena retail”, conclude Davalli.

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