Cgia, una Pmi su due rateizza gli stipendi

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crisi, conti economici al ribasso@shutterstock

Secondo un’analisi dell’Ufficio studi della Cgia sembra che molte imprese facciano sempre più fatica a onorare assegni bancari e postali, cambiali, vaglia o tratte, facendo così lievitare i protesti. La maggior parte delle imprese protestate è al Sud

Secondo la Cgia di Mestre, una piccola impresa su due è costretta a rateizzare le retribuzioni ai propri collaboratori. E’ questo quanto fa notare Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia di Mestre, a margine di un’analisi effettuata  dall’Ufficio studi della Cgia.

Questa sopra è sola una delle conseguenze derivanti dal fatto che molte imprese facciano sempre più fatica a onorare assegni bancari e postali, cambiali, vaglia o tratte, facendo così lievitare i protesti. Dall’inizio della crisi, secondo la Cgia, i titoli di credito che non hanno trovato copertura alla scadenza sono aumentati del 12,8%, mentre le sofferenze bancarie in capo alle aziende hanno registrato una crescita del 165%. crisi, conti economici al ribasso@shutterstock

Alla fine dello scorso anno, l’ammontare complessivo delle insolvenze ha superato i 95 miliardi di euro. “Il disagio economico in cui versano le piccole imprese è noto a tutti – spiega Bortolussi – con risvolti molto preoccupanti soprattutto per i dipendenti di queste realtà aziendali che faticano, quando va bene, a ricevere lo stipendio con regolarità. Purtroppo, sono aumentate a vista d’occhio le aziende che da qualche mese stanno dilazionando il pagamento degli stipendi a causa della poca liquidità. Stimiamo che almeno una piccola impresa su due sia costretta a rateizzare le retribuzioni ai propri collaboratori”, spiega Bortolussi.

Queste tendenze, secondo l’analisi dell’ufficio studi Cgia, dimostrano che l’aumento dei protesti bancari ha sicuramente concorso, assieme al calo del fatturato e al blocco del pagamento da parte della Pubblica amministrazione, a mandare in rosso i conti correnti di molti imprenditori, non consentendo a molti di questi la possibilità di restituire nei tempi concordati i prestiti ottenuti dalle banche.

A corollario di questa situazione non va dimenticato, spiega la Cgia, che dall’inizio della crisi, i tempi di pagamento nelle transazioni commerciali tra le imprese si sono allungati solo in Italia, mentre in tutti i principali paesi Ue hanno subito una drastica riduzione.

Tra il terzo trimestre 2007 e lo stesso periodo del 2012, l’aumento medio nazionale delle imprese protestate è stato quasi del 13%. In termini assoluti il numero delle imprese segnalate ha sfiorato, nel 2012, le 67 mila unità. Le regioni più interessate alla crescita dei protesti sono quelle del Sud con in testa l’Umbria con un aumento di quasi il 47 per cento delle imprese protestate, a seguire l’Abruzzo con il 34 per cento e la Sardegna con il 32,4%.

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