Check Point Software Technologies: la frode informatica colpisce tutti

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David Gubiani, Technical Manager Italy, Check Point Software Technologies

David Gubiani, Technical Manager Italy di Check Point Software Technologies, sottolinea l’attenzione verso la mobile security. In particolare sprona tutti a fare attenzione alla sicurezza sui propri cellulari, sempre più esposti al furto di dati preziosi

Il ‘fatturato’ derivante da frode informatica supera quello relative a cocaine, eroina e mariuana.

Nel mondo, secondo l’Europol, il fatturato per frode informatica, secondo David Gubiani, Technical Manager Italy di Check Point Software Technologies, è pari a 296 miliardi di euro. La criminalità informatica ha oggi a disposizione nuovi strumenti dai quali catturare, non solo denaro, ma anche dati, contatti che possono diventare più appetibili ai fini di un’azione di frode informatica.

Con l’avvento e la diffusione sempre più spinta del mobilediventiamo tutti soggetti appetibile, una volta infettati i device possono essere rubate le informazioni magari non subito fruibili ma sicuramente utili ad essere immesse in un mercato nero o come piano d’attacco per compiere una serie di azioni”. Ma chi sono i maggiori responsabili della sicurezza mobile? Secondo un report sulla mobile security di Check Point Software Technologies sono i dipendenti stessi, i più imprudenti.

David Gubiani, Technical Manager Italy, Check Point Software Technologies
David Gubiani

Secondo il report, l’87% dei professionisti intervistati ha identificato la più grande minaccia alla sicurezza dei dispositivi mobili nella scarsa attenzione dei dipendenti. Ma, nonostante i dipendenti imprudenti siano visti come l’anello più debole nelle aziende, il 91% dei professionisti It ha registrato negli ultimi due anni un incremento nel numero di device mobili personali che vengano connessi alla propria rete. Nel 2014 il 56% degli interpellati ha gestito dati aziendali su dispositivi di proprietà dei dipendenti, in crescita rispetto al 37% del 2013.

Secondo il report, il 2015 promette di essere un anno particolarmente a rischio. Tra gli intervistati di quest’anno, l’82% prevede un aumento del numero di incidenti di sicurezza. Inoltre, quasi tutti gli interpellati (il 98%) hanno espresso la loro preoccupazione legata all’impatto potenziale di un incidente di sicurezza mobile, in particolare per quanto riguarda il furto o lo smarrimento di informazioni. Il 2014 ha visto un incremento nei costi dovuti al ripristino a seguito di incidenti di sicurezza mobile.

Tra i responsabili IT intervistati, il 42% ha stimato il oltre 250mila dollari il costo dovuto a questi incidenti per le loro organizzazioni. Il rischio di sicurezza percepito legato alla piattaforma Android è passato dal 49% del 2013 al 64% del 2014 – superiore rispetto ad Apple, Windows Mobile e Blackberry. Gubiani spiega che è possibile ridurre al massimo l’esposizione dei device ma, specie sui device Android, non c’è ancora una diffusione capillare di sicurezza sui device. Insomma, quello che auspica Gubiani è che chiunque di noi abbia a disposizione uno strumento mobile sia attento al fatto che esistono rischi e si informi. Gubiani fa formazione anche nelle scuole e racconta di alcuni casi che sono capitati. “Quando faccio formazione nelle scuole – spiega – mi capita di osservare i ragazzi e notare come restino affascinati da quello che racconto e da quello che succede. I ragazzi si sono resi conto di operazioni sbagliate che commettevano con i loro device”.

Dal lato aziendale capita di riscontrare comportamenti sbagliati che i dipendenti commettono al di fuori del contesto aziendale ma che poi replicano nel contesto aziendale. “Laddove manchino policy di sicurezza nei vari uffici oppure mancano politiche esplicative, oppure i computer non sono aggiornati, il malware attacca là dove c’è maggiore vulnerabilità”, conclude Gubiani.

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