Chiarimenti dal fisco sulle operazioni con i paesi black list

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Con circolare n. 2/E l’Agenzia delle entrate chiarisce alcuni chiarimenti dei contribuenti: spese di trasferta, acquisti fatti da un operatore non black list, operazioni Iva

L’Agenzia delle entrate chiarisce alcune posizioni relative a operazioni con i paesi black list. Con la circolare 2/E, l’agenzia entra nel dettaglio portando chiarimenti sull’obbligo di comunicazione delle operazioni realizzate da soggetti passivi Iva con attori economici che si trovano nei paesi black list.

I contribuenti hanno interrogato l’Amministrazione finanziaria sulle spese di trasferta, sugli acquisti effettuati da un operatore economico non black list ma con rappresentante fiscale nominato in un Paese a fiscalità privilegiata, sulle cessioni e acquisti di beni estero su estero e quella che fuga i dubbi sui rapporti tra comunicazione integrativa e ravvedimento operoso.

In caso di trasferta in paesi black list, le prestazioni di servizi, come, per esempio, quelle relative ai trasporti o quelle alberghiere, non devono essere riportate nella comunicazione delle operazioni Iva con paesi black list in tutti i casi in cui queste spese, in genere di importo esiguo, siano correttamente classificate nel costo del personale secondo i principi contabili adottati dall’impresa.
Invece, non rientrano tra le operazioni soggette all’obbligo di comunicazione le prestazioni di servizi e le cessioni di beni realizzate presso il rappresentante fiscale, nominato in un paese black list, se l’operatore economico rappresentato, che costituisce la reale controparte dell’operazione, è localizzato in un paese a fiscalità ordinaria.

Per le cessioni o per gli acquisti di beni effettuati direttamente all’estero, quindi non soggetti a Iva, da una stabile organizzazione italiana con sede in un paese black list, come per esempio, l’acquisto di carburanti, non è previsto l’obbligo di comunicazione.

Scaduti i termini di presentazione della comunicazione, il contribuente può rettificarla o integrarla entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza, senza l’applicazione di alcuna sanzione.

Passato questo termine, è possibile presentare la comunicazione avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso e versare, quindi, le sanzioni ridotte entro un anno dall’omissione o dall’errore, a patto che la violazione non sia già stata constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento.

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