Cisco: il canale guardi già all’Internet of Everything

Strategie
Bruce Klein, senion vice president di Cisco worldwide partner organization

Bruce Klein, Worldwide Senior VP Partner Organization di Cisco, sprona i partner a guardare al futuro, pur in un modello partner centrico. Puntando sul valore ma anche su nuove aree di grande pontenzialità. Come l’Internet of Everything, l’evoluzione dell’Internet delle Cose

Per i prossimi due anni la strategia di canale di Cisco ha un percorso ben delineato che riprende quel “accelerare il business” sul qual da tempo ormai Cisco punta. Un’accelerazione che spinge non solo sul fatturato dei partner ma anche sul valore che i partner sono in grado di offrire al mercato; uno spostamento diventato sempre più significativo da quando Cisco ha fatto il suo ingresso nel mercato dei server, puntando anche alla media azienda e connotandosi non più come una azienda di “solo” networking. Ma se l’accelerazione sul valore guarda oggi all’offerta esistente (network, collaboration, sistemi integrati in primis), a tendere punta alle potenzialità di mercati nascenti come quello del cloud e, ancora più, quello dell’Internet of Everything.

Bruce Klein, senion vice president di Cisco worldwide partner organization
Bruce Klein, senion vice president di Cisco worldwide partner organization

Bruce Klein, Worldwide Senior VP Partner Organization di Cisco che gestisce la strategia di go to market a livello mondiale, ribadisce questo percorso che prevede da una parte un  modello 100% indiretto con i partner al centro, dall’altra una spinta sulla lead generation in area mid market (di particolare interesse per le soluzioni integrate FlexPod, vBlock e Vxi), senza nasconde uno sguardo più a lungo termine che si allarga sul futuro di Internet e quindi della rete.  “Cisco continuerà ad essere la più grande organizzazione IT partner centrica a livello mondiale – argomenta Klein –  e per riuscire a cogliere le sfide del futuro, come l’Internet of Everything, è necessario che continui ad investire su un robusto ecosistema di partner. Per fare questo continuerà ad puntare sui talenti e sulle partnership tecnologiche”.

Un robusto ecosistema di partner, in grado di prendere in considerazione le nuove sfide soprattutto in un periodo di recessione economica, prevede che i partner stessi si riposizionino, pur rimanendo al centro del modello Cisco: “Siamo consapevoli di dovere  accelerare il business model basato sul cloud, ma dobbiamo capire  come realmente aiutare i partner in questa transizione verso il nuovo modello – precisa Klein -. La transizione richiede tempo e ha tempistiche diverse nei vari paesi. Mentre negli Stati Uniti e in Australia abbiamo già introdotto in modello cloud e vediamo che, in Europa, Regno Unito e Francia mostrano elevata richiesta per l’adozione di tecnologie in cloud, in Italia i tempi non sono ancora maturi e servono tempistiche più lunghe. Da tre mesi abbiamo ricevuto richieste da clienti che incominciano a guardare questo mondo e stiamo lavorando per mettere a punto il canale ”.

Questo spostamento prevede sia il riposizionamento di partner esistenti che devono essere in grado di vivere la transizione verso il cloud, sia il reclutamento di nuovi partner da indirizzare. “Un nuovo ecosistema di partner nel quale un’area chiave sarà determinata dalla nostra capacità di reclutare Isv e di creare una comunità di sviluppatori – precisa Klein -.  Un’area per noi interessante da fare crescere è legata servizi, perché ci aspettiamo un fatturato significativo dai servizi professionali”. La formazione e il legame con le università per la ricerca di talenti rimangono prioritarie.

Ma Klein insiste sul futuro, in particolare sulle potenzialità che un modo completamente connesso possono fornire ai partner. “Siamo attualmente nell’era dell’Internet delle cose e studi Cisco dimostrano che c’è ancora molto da fare per connettere i dispositivi tra loro e per tradurre i  dati in informazioni, facendo dialogare oggetti, persone e dati. Un processo che trasformerà l’Intenet delle cose  (Intenet of Things) nell’Internet di tutte le cose  (Internet of Everything) dove la capacità di gestire le connessioni a regola d’arte diventerà ancora più rilevante”. Cisco stima che più del 99% di questo mondo è ancora non connesso e che questo trend creerà un mercato potenziale dal valore di 14.4 trilioni di dollari, che porterà al settore privato nei prossimi dieci anni un grande potenziale da sviluppare. “Il fatto che Cisco nasca dal mondo della rete e abbia la rete nel proprio dna, non può che essere di stimolo per i partner che dovrebbero spingersi verso queste nuove opportunità – conclude Klein -: i channel partner hanno un ruolo decisivo nel partecipare a questa transizione sviluppando nuove apps di qualità ”. Il prossimo Cisco Partner Summit a Boston, dal 3 al 6 giugno, avrà questo tema al centro.

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