Cisco Partner Summit 2015: si insiste su InterCloud e software

Strategie

Cloud (o meglio InterCloud) e software sono i due ambiti che richiedono nuove specializzazioni da parte dei partner di Cisco, che sono più di 60.000 al mondo e che portano l’80% del fatturato. Al Partner Summit di Montreal presentate nuove certificazioni operative dal 2016

I partner di Cisco, radunati all’evento annuale che detta loro la strategia per il prossimo anno – il Cisco Partner Summit appena svoltosi a Montreal – hanno ora ben chiari alcuni trend che John Chambers, pur essendo sulla rampa della dipartita da Ceo, ha sottolineato con la sua solita verve. Nel caso che a qualcuno di loro non fosse ancora chiaro: cloud (o meglio InterCloud) e software.

cisco softwareTrend che dalle ultime edizioni di Cisco Live, passando dai vari Partner Summit, sono per il top management dell’azienda vere e proprie opportunità di mercato, soprattutto per l’ecosistema dei business partner, laddove i partner stessi dimostrano di volere mettere a fattore comune esperienze e sinergie. Non si lavora da soli nel mondo connesso dell’IoE e l’invito ai partner è quello di essere audaci, “be bold”, rafforzando le competenze in ambito software e cloud, e andando a fare proprie le tecnologie frutto delle recenti acquisizioni (Embrane, MetaCloud, e Sourcefire) senza fermarsi alle competenze acquisite in passato. Un “be bold” che può esser anche tradotto con uno “stare al passo”, seguendo un’azienda che ha allargato il proprio raggio di azione negli ultimi anni.

Andiamo per punti. L’approccio al mondo software, che può garantire una maggiore agilità, passa da un portafoglio che negli anni si è notevolmente arricchito con suite e prodotti (Cisco One Software Suites, Cisco Connected Analytics, Cisco Cloud Suite) e che ha un’offerta ampia dalla collaboration, alla security, all’IoE, agli analytic/big data, fino al mondo infrastrutturale (Cisco One for Infrastructure) che copre data center, cloud, reti e network security.
Una ricchezza che richiede figure competenti, previste dal nuovo Cisco Software Partner Program, in grado di fare emergere i profili “audaci nell’ecosistema dei partner: i Lifecycle Advisor, i Consultant e gli Integrator, che rispondono a tre percorsi differenti di certificazione, disponibili da inizio 2016. Se i Software Lifecycle Advisor aiuteranno i clienti a comprendere come adottare e gestire al meglio software e servizi Cisco, i Software Consultant forniranno servizi professionali definendo obiettivi e metriche con il cliente per progetti di trasformazione; infine, i Software Integrator interverranno con proposte personalizzate realizzate su soluzioni sia Cisco sia dei partner per offrire complessi servizi professionali.

Bruce Klein, SVP worldwide partner organization di Cisco
Bruce Klein, SVP worldwide partner organization di Cisco

L’approccio al mondo cloud, invece, passa dalla strategia InterCloud, che Cisco aveva già annunciato allo scorso Partner Summit 2014 e che ha come obiettivo finale il progetto di costruire la più grande rete di cloud globale, insieme ai partner, che possono esser cloud builder, cloud provider, cloud reseller e sviluppatori di applicazioni. A queste figure è stato aperto il Cloud and Managed Services Program (CMSP) proprio per agevolare la diffusione di InterCloud e spingere la transizione verso il cloud ibrido. Un percorso che prevede una fase di transizione dei partner che può durare anche 12-24 mesi, durante la quale il partner potrà scegliere se all’intero del programma CMSP vorrà qualificarsi come Cloud & Service Provider oppure come InterCloud Provider: se al primo spetterà il compito di offrire servizi cloud Cisco Powered su qualsiasi Architettura Cisco Cloud e/o servizi gestiti su Cisco Reference Architectures, agli InterCloud Provider si chiederà di sottoscrivere un’alleanza con Cisco e di implementare tecnologie Cisco Intercloud (Intercloud Fabric e Application Centric Infrastructure) sulle proprie infrastrutture.

Un’evoluzione che potenzialmente potrebbe riguardare la totalità dei 60.000 partner gestiti da Bruce Klein, Senior Vice President Worldwide Partner Organization di Cisco, che includono systems integrator, Var, distributori, partner di tecnologia e servizi e che, ad oggi, sono responsabili dell’80% del fatturato di Cisco. “Abbiamo messo a punto programmi che promuovono la crescita di Cisco nei mercati esistenti e nelle nuove aree di opportunità – ha dichiarato Klein -, assicurando ai partner le giuste competenze e gli skill per comprendere i bisogni dei clienti, accelerando l’adozione dei prodotti e dei servizi Cisco. Qui a Montreal abbiamo radunato 2.200 partner e più di 7.700 sono in collegamento virtuale. A loro dico  che devono essere audaci per crescere: Be bold, be innovative, be profitable.

Un percorso, se non obbligato, almeno segnato. Fra meno di un mese, CiscoLive 2015 a San Diego articolerà sessioni su cloud, Byod, data center e software, portando avanti un approccio che ai partner viene richiesto e che sembra quasi imprescindibile.

 

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