Cisolla (MHT): L’amore per l’Ict? Smontando e rimontando il Commodore Vic 20

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Ritratti 4.0 – Andrea Cisolla, Presales Manager di MHT, si racconta e spiega come è arrivato alla passione per l’Ict e quanto lo sport lo abbia aiutato. Se avesse una bacchetta magica inventerebbe il teletrasporto

L’amore per lo sport e la dedizione al lavoro insegnatogli dalla famiglia, fanno dire grazie alla famiglia e alla moglie da parte di Andrea Cisolla, Pre  Sales Manager di MHT. Cosa chiederebbe alle società di credito? “Facilitare l’accesso al credito per sostenere progetti di innovazione destinati a rafforzare la competitività sul mercato globale delle imprese italiane”.  I robot ci ruberanno il lavoro? “Se si introduce l’automobile molti cocchieri perdono il lavoro. E’ un dato di fatto, ma non si può ridurre tutto a una mera questione di numeri (…)”. La passione per l’Ict è arrivata smontando e rimontando il suo primo Commodore Vic 20. Funzionante. 

Chi è Andrea Cisolla?

Sposato e papà di due splendide bimbe, 45 anni, ex pallavolista quasi professionista (con 25 anni di salti alle spalle….), laureato in ingegneria informatica, con una passione enorme per stare con la testa sott’acqua.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?

L’adozione di soluzioni IoT porta con sé innumerevoli opportunità, ma nasconde anche diversi fattori di rischio che, se non considerati, possono trasformare un driver competitivo in un’ulteriore complessità da dover gestire. Dal punto di vista legislativo, mancano in questo momento nell’Unione europea vincoli stringenti per i produttori. Dopo il parere ufficiale su privacy e sicurezza in ambito IoT contenente linee guida che produttori di IoT, sviluppatori e terze parti devono applicare nel rispetto della normativa vigente. L’IoT richiede modalità di sicurezza “by default”, in particolare sulle password. Sicurezza nativa a protezione del firmware a partire dalla fase di progettazione dell’oggetto. Temi come crittografia, aggiornamento dei dispositivi, raccolta dati necessitano che il dialogo tra legislatore e società civile, associazioni e università, produttori e system integrator, diventi sempre più fitto affinché si diffonda una cultura sempre più consapevole della sicurezza.

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?

Una grande opportunità, non solo per i vendor e i system integrator, ma anche per l’utente finale. Oggi siamo di fronte a  una democratizzazione degli strumenti informatici e delle capacità di calcolo. Il cloud, da questo punto di vista, è il driver che può semplificare l’accesso alla tecnologia, spostando le complessità verso chi questo servizio lo fornisce rendendo la vita dell’utente molto più semplice.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana?

Ce ne sono a bizzeffe, dalla manutenzione predittiva, alla next best offer/action, dal Lead Scoring alle suggestion. Bisogna solo che l’industria italiana sia in grado di recepire i vantaggi competitivi che ne possono scaturire.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?

Probabilmente, amiche. Prodotti di finanziamento a medio-lungo termine, anche su misura, se correttamente proposti e utilizzati permettono crescita di competitività, riduzione del gap tecnologico con le grandi economie europee, sviluppo di nuovi software e servizi IT e mira a promuovere la diffusione di soluzioni informatiche innovative nelle imprese industriali e di servizi.

Cosa chiederebbe a una società di credito?

Facilitare l’accesso al credito per sostenere progetti di innovazione destinati a rafforzare la competitività sul mercato globale delle imprese italiane.

Crede che il rapporto con queste società limiti lo sviluppo del suo business?

No, credo che se opportunamente indirizzate possono essere un acceleratore del cambiamento.

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?

Probabilmente un mix di convinzioni basate sull’idea dell’unicità dei propri processi senza la giusta focalizzazione sui reali fattori differenzianti che ogni azienda ha.

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?

Il piano Calenda è stato presentato al momento giusto e la sua semplicità di attivazione ha favorito un’adesione ampia e immediata. A novembre 2017, secondo un’indagine di Comitato Leonardo e KPMG Advisory su 330 aziende, tre su 4 conoscono il programma governativo, il 41% delle microimprese e il 67% delle medie e delle grandi lo ha utilizzato, e una su 4 ha investito di concerto con altri partner della filiera. La sua proroga al 2018 darà ancora più spinta anche a quelle industry storicamente più restie agli investimenti in ambito IT.

I robot ci ruberanno il lavoro?

“Se si introduce l’automobile molti cocchieri perdono il lavoro”. E’ un dato di fatto, ma non si può ridurre tutto a una mera questione di numeri, cercando di fare pareggiare il conto dei posti di lavoro persi e quelli creati, si tratta di comprendere che i lavori di domani necessitano di una formazione diversa.

Andrea Cisolla

Che idea ha dello smart working?

Si coniuga perfettamente con il mondo del cloud, rendendo disponibili contenuti e tecnologie collaborative anche al di fuori del mondo del lavoro.

Se le dico Bitcoin cosa mi risponde?

Affascinante, ma con un grosso grosso rischio di effetto bolla.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?

In maniera ancora più attenta e mirata. I Social sono una cassa di risonanza enorme in entrambe le direzioni.

Qual è stato il suo percorso di studi?

Mi sono diplomato come perito elettronico a Treviso, poi ho proseguito scegliendo la facoltà di ingegneria a Trieste dove ho completato il biennio di studi, per poi concluderlo all’università di Padova scegliendo la specializzazione in Ingegneria informatica.

Quali sono i suoi hobby?

La subacquea, la pallavolo.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?

La sincerità e di contro la falsità.

Direbbe grazie a…e perché?

Innanzitutto, alla mia famiglia, ai miei genitori in primis per avermi trasmesso la cultura del lavoro. Oggi più di tutti a mia moglie, che fortunatamente fa il mio stesso lavoro e capisce le difficoltà che ci possono essere.

Che tipo di adolescente era?

Un normale adolescente degli anni ’80. Ho avuto la fortuna di crescere in un ambito sportivo che mi ha trasmesso dei valori che sono validi anche nel mondo del lavoro.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?

Dopo aver smontato e rimontato il mio primo Commodore Vic 20 facendolo funzionare, fra me e me ho pensato di aver un talento per l’ICT.

Andrea Cisolla

A cosa deve il successo nel suo lavoro?

Credo alla cultura del lavoro ed alla fortuna di aver lavorato sempre in ambienti molto stimolanti con colleghi che condividono i tuoi stessi obiettivi. I 25 anni di pallavolo mi hanno insegnato che da solo non vai da nessuna parte e che con il lavoro di squadra, si raggiungono obiettivi inimmaginabili da solo.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?

L’impianto domotico, che mi permette di controllare da qualsiasi parte del mondo in cui mi posso trovare attraverso lo smartphone.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?

Dipende, se sono in albergo è la prima cosa che guardo al risveglio e l’ultima prima di coricarmi. Se sono a casa al mattino prima si svegliano le bimbe, poi si fa colazione e successivamente si controlla la mail. La sera prima di coricarmi beh butto un occhio alle bimbe che dormono nella loro camera.

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?

Una Fiorentina.

Se fosse un quadro?

Guernica di Pablo Picasso.

Se fosse un film?

Il ritorno dello JEDI.

Se fosse una stagione?

La primavera: Frizzante risveglio.

Se fosse una tecnologia?

Una lampada LED: poco consumo per grandi risultati.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?

L’istruttore SUB.

Se avesse una bacchetta magica…

Inventerei il teletrasporto.

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