Cloud ibrido, 40 Ibm Cloud Center pronti per le aziende

Strategie

Ibm annuncia l’ampliamento della rete globale di datacenter per il cloud computing con 12 nuove sedi. Tra le nuove sedi, oggi sono quaranta, gli Ibm Cloud Center a Francoforte, Città del Messico e Tokyo e altri nove centri disponibili grazie alla partnership strategica con Equinix

Quaranta Ibm Cloud Center attivi per le aziende che adotteranno modelli di cloud ibrido.

Ibm annuncia l’ampliamento della rete globale di datacenter per il cloud computing con 12 nuove sedi. Tra le nuove sedi, gli Ibm Cloud Center a Francoforte, Città del Messico e Tokyo e altri nove centri disponibili grazie alla partnership strategica con Equinix in Australia, Francia, Giappone, Singapore, Paesi Bassi e Stati Uniti.

I nuovi Ibm Cloud Center di Francoforte, Città del Messico e Tokyo rientrano nell’impegno di Ibm di investire 1,2 miliardi di dollari per espandere la propria presenza cloud a livello mondiale, rispondendo alle normative locali e alle esigenze di controllo di prestazioni, sicurezza e dati. Questi centri espandono ulteriormente il footprint globale di Ibm, che attualmente comprende le strutture di Mumbai, Londra, Amsterdam, Pechino, Hong Kong, Singapore, Melbourne, Toronto, Dallas e Raleigh, Carolina del Nord, inaugurate quest’anno.cloud@shutterstock

L’impegno di Ibm comprende inoltre la divisione di consulenza aziendale, di cui fanno parte migliaia di esperti di cloud computing con profonda conoscenza del settore, sparsi per il mondo per aiutare le aziende nella trasformazione verso l’era del cloud. Aperte 7×24, le nuove strutture offrono un’ampia gamma di soluzioni cloud, che comprendono anche i collaudati servizi di resiliency.

Questi servizi garantiscono ai clienti tempi in attività del 99,99 percento in qualsiasi ambiente IT – tradizionale, di cloud pubblico, privato o ibrido. In caso di interruzione della corrente, il team di supporto dei centri è in grado di recuperare i dati nel giro di pochi minuti, per assicurare un impatto minimo o nullo sulle attività aziendali, senza alcuna percezione dell’interruzione da parte dei clienti.

L’accordo di Ibm con Equinix fornisce un accesso diretto al portafoglio completo di servizi cloud di SoftLayer tramite l’Equinix Cloud Exchange, disponibile in varie parti del mondo, tra cui Amsterdam, Dallas, Chicago, Parigi, Silicon Valley, Singapore, Sydney, Tokyo e Washington, D.C. Grazie a questa partnership, SoftLayer fornisce ai clienti la possibilità di spostare con facilità workload di produzione all’interno e all’esterno del cloud, permettendo così di realizzare appieno le strategie di cloud ibrido.

L’impiego del cloud in azienda, soprattutto del cloud ibrido, sta crescendo. Secondo Gartner, quasi la metà di tutte le aziende avrà realizzato forme di cloud ibrido entro il 2017. Tra i motori che alimentano l’adozione del cloud a livello mondiale figurano la necessità per le imprese pubbliche e private di archiviare dati localmente e in conformità alle normative sulla residenza dei dati, unito alla crescente necessità di espandere la propria attività su scala globale. Secondo le stime di Ibm, circa 100 nazioni hanno adottato leggi che disciplinano le modalità di gestione dei dati personali da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese private.

Oltre a queste partnership, Ibm contribuisce apportando servizi di Private Computing della piattaforma IBM Cloud OpenStack Services alle fondazioni OpenStack e Cloud Foundry. L’utilizzo di questi servizi offrirà ulteriori capacità di integrazione automatizzata, riduzione dei tempi di ciclo di sviluppo e miglioramento della qualità nella distribuzione del software. Questo accelererà il time-to-market per tutti gli utilizzi dell’infrastruttura basata su OpenStack.

Autore: Channelbiz
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