Colt allunga il passo sul canale per la media impresa: ecco KSI tra i suoi franchisee

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Claudio Gianni, Colt

A distanza di una anno circa dal via, Colt spiega obiettivi, strategie e qualche anticipazione sul futuro del nuovo canale di partner che operererà in co-branding sul target delle medie imprese: sono i franchisee. In Italia sono cinque nuove realtà selezionate dopo un lavoro certosino iniziato nel 2013

Colt si sta facendo strada nella distribuzione indiretta attraverso il canale dei franchisee. Già da qualche anno la società non opera più sul mercato solo in forma diretta ma pian piano si è costruita una rete di agenzie, sono 22 oggi in Italia, una rete di reseller e, oggi, l’aspetto più curioso e interessante lo danno appunto i franchisee.

Claudio Gianni, Colt
Claudio Gianni

In Italia sono cinque, per ora, ma i vertici della società hanno fatto trapelare che nel giro di qualche anno da cinque potranno passare a sette o addirittura a otto. Queste cinque realtà che hanno come target raggiungere la media impresa. Colt ha voluto così aprire un nuovo canale dove ogni franchisee agirà sul territorio, che conosce perché lo presiede, come una sorta di system integrator rivendendo soluzioni integrate ai propri clienti. Per fare questo, Colt mette a disposizione un portafoglio di offerta Ict: un catalogo di servizi di rete, data centre, It e Voce complementari al portafoglio di offerta del partner e il franchisee potrà puntare su soluzioni bundled e proposizioni commerciali e tecniche integrate, diventando parte integrante dell’Information delivery platform di Colt e il referente Ict One-Stop-Shop del cliente.

Ecco che così facendo, queste realtà si distinguono dagli agenti in quanto non si limiteranno a vendere solo prodotti Colt. “Oggi sto guidando il canale indiretto delle agenzie e da un anno circa guido il nuovo canale franchisee – spiega Claudio Gianni, appunto responsabile del canale Franchisee di Colt in Italiain Europa sono 21 i franchisee già attivi, che operano, oltre all’Italia, anche in Uk, Germania, Spagna, Belgio, Olanda. Nel 2015 sono previsti nuovi franchisee anche in Svizzera, Portogallo e Irlanda. I piani di espansione non riguardano solo nuovi territori ma saranno rimpolpati in numero anche quelli che già presidiano un territorio”.

Per tornare all’Italia ci sono: nanosoft, newBT, BM Solutions, una realtà che ha siglato l’accordo con Colt ma della quale non è possibile saperne la denominazione e, annunciata da poche ore, la Kay Systems Italia (KSI) che ha sede a Roma ma ha anche una filiale a Napoli e Milano. La rete dei franchisee opererà con Colt nella realizzazione di soluzioni in co-branding che unisca la competenza e gli asset di Colt con l’esperienza delle aziende partner nell’integrazione dei servizi di comunicazione per le imprese.

Secondo i termini dell’accordo, l’azienda potrà gestire direttamente la vendita di servizi a marchio Colt in qualità di franchisee. In particolare, potrà proporre nel proprio portfolio soluzioni Dati e Networking basate su Ethernet, VPN MPLS, accesso Internet ad alta capacità e un’ampia gamma di servizi cloud innovativi, flessibili e scalabili, quali Data Centre virtuali, storage e backup in cloud, replica e disaster recovery geografico (a livello nazionale ed internazionale), co-location nei 22 Data Centre Colt in Europa. Al contempo Colt potrà beneficiare della presenza commerciale e della competenza tecnica del partner nelle aree di sua competenza, per soddisfare le richieste dei clienti. Inoltre, Colt supporterà il nuovo franchisee con un programma completo di formazione, risorse e assistenza per i prodotti e servizi a portafoglio, oltre ad un adeguato supporto marketing e di prevendita da parte del suo personale qualificato.

Ma chi è il Colt Franchisee? “E’ colui che ha una propria base clienti, tipicamente concentrata in due o tre regioni, ha un volume d’affari dell’ordine di 15, 20 milioni di euro, una stabilità finanziaria e un chiaro trend di crescita economico e organizzativo nell’ultimo trienni”, recita una nota della società.

La relazione tra un franchisee e il cliente è diretta – spiega Gianni – ma non è escluso che il franchisee chieda un aiuto a Colt laddove la delicatezza della trattativa o del tipo di cliente lo richieda ma il nostro obiettivo è rendere autonomi i franchisee”. La scelta delle nuove società che fanno parte del nuovo canale Franchisee di Colt è frutto di un lavoro certosino di analisi, di contatti e anche di rifiuti da parte di società contattate, iniziato nel 2013 e oggi è già decollato.

Davide Suppia
Davide Suppia 

Come sottolineato dai vertici Colt presenti, oltre a Gianni, Davide Suppia, nel nuovo ruolo di Director Italy divisione Network di Colt Italia e Antonio Fodde, Senior Specialist Franchise, Italy Colt Communication Services, il nuovo canale Franchisee ha fatto bene all’azienda perché ha permesso anche di ritrovare alcuni clienti perduti e che sono ritornati ad essere clienti Colt. Per il 2015 la società prevede appunto di incrementare l’autonomia progettuale dei franchisee e di acquisire almeno un nuovo franchisee forte sulla componente fonia.

Suppia ha spiegato, in breve la sua nuova responsabilità nell’area Network, ossia una delle nuove quattro divisioni in cui opererà la nuova organizzazione di Colt. Le altre tre sono: Voce, Data Centre e It, ognuna di queste con focus sul prodotto.

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