Come l’acquisizione Google-Motorola cambierà il mercato

Strategie

Cambia lo scenario dopo l’acquisizione di Motorola Mobility da parte di Google, che produrrà hardware, punterà sullo sviluppo di Android, aspettando le contromosse di Microsoft ed Apple

Che Google entrasse a piedi pari nel mercato della mobility, acquisendo Motorola Mobility per 12,5 miliardi di dollari, non era proprio nell’aria prima dell’estate.  E anche se la divisione (che ha da poco lanciato in Italia con scarso successo il tablet xoom) continuerà a vivere di vita propria e ad operare in autonomia all’interno del colosso di Mountain View, non c’è dubbio che il peso strategico di questa acquisizione sia rilevante, e che la spinta che inevitabilmente il mondo Android avrà sarà forte. E non c’è dubbio che l’asset di  brevetti  ereditati, frutto di 80 anni di sviluppo da parte di Motorola, mette Google al riparo da cause inattese. Un mossa che ha una serie di pro infiniti.
Ma, se da una parte si rafforza l’impegno su Android (“che continuerà a rimanere una piattaforma aperta e Motorola continuerà ad essere licenziataria di Android” dichiara il ceo Larry Page, dal momento che Android è da tre anni l’unico sistema operativo di Motorola), dall’altro Google entra in concorrenza diretta con molti partner che commercializzano e producono dispositivi mobili. Google diventa a tutti gli effetti anche un produttore di hardware.

In passato con Samsung e Htc, Google aveva fatto un passo verso la collaborazione per realizzare smartphone, ora con Motorola va oltre, mettendo in discussione i rapporti con i partner e aprendo il suo raggio d’azione: non solo su smartphone e tablet, ma anche sui dispositivi per la casa e per le soluzioni video che Motorola Mobility ha a portafoglio. Preoccupata Microsoft, che vanta partner forti per Windows Phone come Samsung e Htc, e punta su Nokia per rilanciare Windows Phone? Preoccupata Apple, per i suoi iPhone o iPad, poiché Android è in crescita e detiene il 30% del mercato tablet (anche se lo scettro rimane ad  Apple con circa il 61,3% e le briciole a Microsoft con il 5%), e il 39% circa di quote del mercato smartphone? Un po’ di scompiglio la notizia avrà creato.

L’acquisizione richiede che vengano superate tutte le autorizzazione da parte dei garanti della concorrenza e perciò sarà effettiva solo entro la fine dell’anno. Ci sono pochi mesi per mettere a punto le diverse strategie e le controffensive.  Non sono da escludere altri acquisizioni proprio in casa Microsoft: le voci più ricorrenti, anche fra gli analisti, riguarderebbero Htc e Rim, ma è tutto da vedere.

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