Computerlinks: dopo Milano anche Roma darà battaglia

Strategie

Durante Computerlinks University, Federico Marini, Ad della società, parla di un ampliamento della filiale di milano e successivamente Roma, piazza sulla quale vede grandi possibilità. Per il 2012 un grande brand del networking

Crescita, in termini di personale, della filiale milanese con replica su quella romana; per il 2012 nuovi brand a portafoglio tra cui uno di nicchia e uno, legato al mondo del networking, di fascia molto alta. E ancora rivisitazione del parco prodotti e del parco clienti. Sono queste alcune delle novità annunciate da Federico Marini, amministratore delegato di Computerlinks Italia e Austria, durante Computerlinks University, la giornata dedicata ai partner che si è tenuta, come ogni anno, alle porte di Verona.

Marini non ha smentito che, con l’allargamento delle filiali di Milano e Roma, il suo ruolo, in Italia, potrebbe essere preminente. Pertanto, dopo aver risanato le sorti della filiale austriaca, che il manager aveva preso in mano qualche anno fa, ora potrebbe allentarne il coordinamento. “A Milano (primario obiettivo del distributore) sono presenti sei persone ma le aumenteremo. Se fino a ieri la filiale milanese vedeva la presenza di sole figure commerciali, oggi si vede arricchita da un system engineer e un product manager e aumenteremo ancora, ma con attenzione. Il prossimo anno vogliamo fare ottimizzazione dell’azienda, magari tagliare rami secchi e rifocalizzare le nostre forze su nuovi vendor. Complessivamente, il prossimo anno, Computerlinks Italia supererà le 50 persone. Dopo Milano penseremo anche a Roma, piazza sulla quale vedo forte potenzialità di crescita e pesa per un terzo sul fatturato globale. Come? O facendo acquisizione di distributori locali, ma non vogliamo acquisire ‘una patata bollente’, oppure assumeremo”, spiega Marini.

Federico Marini

L’amministratore delegato non fa fatica a togliersi qualche sassolino dalla scarpa e sottolineare come, in nove anni di attività, questo sia l’anno in cui la società ha più difficoltà a incassare. “Due anni fa sono stati chiusi i rubinetti delle banche e sembrava che si fossero riaperti. Lo scorso anno è stato ottimo per noi – ricorda Marini- quest’anno invece la situazione è di nuovo completamente diversa: gli istituti di credito hanno richiuso i rubinetti. Lato clienti, capisco le difficoltà e in alcuni casi li aiutiamo, capiamo le difficoltà, specie dei clienti che stanno sulla piazza romana che hanno problemi con la pubblica amministrazione. Pertanto – continua Marini – ci poniamo in un’ottica prudenziale e di attenta valutazione della clientela.  Analizzeremo e selezioneremo meglio i clienti, ai quali, se possibile, daremo una mano come abbiamo sempre fatto. Per il prossimo anno vogliamo crescere e potenzieremo il portafoglio. Nella strategia della società sono previsti almeno due brand saranno uno di nicchia e uno di fascia molto alta nel networking. Sicuramente, nel budget per il prossimo anno – spiega Marini – questo nome contribuirà molto al fatturato”.

Computerlinks è uscita dalla Borsa qualche anno fa e, secondo l’amministratore delegato, questo ha giovato in termini di flessibilità, tanto che il fatturato globale crescerà, per questo anno, del 20% mentre l’Italia, a oggi, del 15%. Negli ultimi sei mesi Computerlinks ha dovuto migliorare l’approccio di Alvea, la novità legata al lancio del cloud attraverso il canale. “In Inghilterra Alvea è partita con situazioni e un profilo diverso, in sei mesi – spiega Marini – abbiamo dovuto ritarare i servizi e i prezzi relativi, in Italia troppo alti. Quest’anno comunque abbiamo venduto molto bene il back up online e la sicurezza gestita, richieste molto sentite in Italia e con Alvea, abbiamo acquisito nuovi partner. La parte del leone l’hanno fatta i professional services”.

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