Con Mauden Get l’analisi del dato si fa profittevole

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Come si può monetizzare una mole di dati sempre più ampia? Mauden, in collaborazione con Ibm, ci prova lanciando Get, una novità sempre in evoluzione che permette l’analisi e l’elaborazione dei dati ai fini di business. Cesare D’Angelo, direttore marketing Mauden e Bou-Tek, lo spiega

Mauden consolida la collaborazione con Ibm e dal palco dello spazio Bou-Tek, che è anche luogo di incontri e di test di applicazioni e consulenze, Cesare D’Angelo, direttore marketing Mauden & Bou-Tek, lancia la novità: Mauden Get.

Si tratta di un prodotto in continua evoluzione dentro il quale c’è una buona dose di tecnologia Ibm. Sull’architettura Mauden Get – spiega D’Angelo – hanno lavorato sia i nostri tecnici sia i tecnici Ibm. Un anno e mezzo fa, quando abbiamo aperto lo spazio Bou-Tek, volevamo evolverci e allargare la presenza tecnologica di Ibm in questo luogo e nelle nostre soluzioni. Oggi con Mauden Get siamo alla consacrazione, anche se il prodotto è in continuo sviluppo”.

Cesare D'Angelo, Mauden
Cesare D’Angelo

In sintesi, si tratta di un sistema integrato che raccoglie e analizza dati di diversa natura, li interpreta, li imposta per azioni predittive e serve a integrare in tempo reale la raccolta e l’interpretazione dei dati, definire e gestire le best action, ossia, dare in mano al management aziendale una sintesi interpretata e in tempo reale dei dati.

Il progetto Mauden Get fa rima con cloud, con Iot e con Big Data, quello che nei tempi moderni interessa tutta la mole di dati che sono prodotti e che le aziende bramano conoscere, interpretare per renderle monetizzabile. Ed è un po’ questo ragionamento che sta alla base degli interventi di Jean-Michel Rodriguez, cto Ibm Client Center Montpellier e Ibm Master Inventor, la Cognitive Era, l’intelligenza artificiale e le modalità per raccogliere vantaggi competitivi attraverso l’analisi dei dati.

Jean-Michel Rodriguez
Jean-Michel Rodriguez

Insomma, se vero che entro il 2020 ci saranno qualcosa come 44 zetabytes di dati in circolazione, le aziende stanno fiutando il business e stanno cercando di capire come fare a realizzare o a proporre soluzioni che aiutino i clienti a dominare questo mercato e realizzarne un risultato.

Ed ecco che D’Angelo cita i data scientist, come i principali artefici della comprensione e interpretazione, al fine di una interazione economica su misura. Si pensi al rapporto con la propria banca, oppure un negozio o un altro qualsiasi pubblico esercizio che debba dare informazioni al cliente e possa anche riceverle, come per esempio una stazione ferroviaria. Tornando a Get, “la soluzione è utile anche per gli It manager per avere sempre strumenti in linea con il proprio business”, spiega D’Angelo.

Cesare D'Angelo
Cesare D’Angelo

Il sistema quindi fa da anello di congiunzione tra chi produce una mole di dati eterogenei e tra chi li deve classificare e interpretare. Ma come funziona? “I dati possono essere utilizzati per profilare cluster di consumatori, per esempio, o per preparare schede clienti”, spiega.

Se il motto è: ‘Come posso fare per monetizzare un’idea?’ la miglior risposta, secondo D’Angelo, è portare in azienda un direttore creativo, una persona che possa sviscerare idee per rendere monetizzabili i dati e, secondo D’Angelo, per questo ruolo non ci voleva un commerciale o un tecnologico, ma una testa creativa. Su Get, poi, il direttore marketing ha le idee chiare: “Non vogliamo vendere Get ai clienti ma progetti che scaturiscano dallo strumento Get”.

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