Confcommercio, e-commerce agevola i negozi fisici che se ne avvalgono

RetailStrategie

Secondo Confcommercio il mercato dell’e-commerce non sente la crisi e continua a crescere a doppia cifra in Italia avvantaggiando quegli esercizi commerciali che se ne avvalgono. È quanto emerge dall’indagine Confcommercio-Format “Il negozio nell’era di internet”, secondo cui, nel 2013 il valore degli acquisti online degli italiani sia salito del 15% rispetto al 2012 arrivando a 12,6 miliardi di euro

Secondo Confcommercio il mercato dell’e-commerce non sente la crisi e continua a crescere a doppia cifra in Italia avvantaggiando quegli esercizi commerciali che se ne avvalgono. È quanto emerge dall’indagine Confcommercio-Format “Il negozio nell’era di internet”, ripresa da TMNews, che segnala come nel 2013 il valore degli acquisti online degli italiani sia salito l’anno scorso del 15% rispetto al 2012 arrivando a 12,6 miliardi di euro.

Anche in Italia, nonostante tutte le difficoltà molto dibattute e ormai note (velocità di banda, difficoltà di connessione nelle zone poco densamente popolate, digital divide e scarsa conoscenza del digitale da parte di ampie fasce di popolazione, ecc.) Internet è un fenomeno inarrestabile e in espansione. Il 60% dei nuclei familiari accede alla rete, percentuale che sale al 85,7% nelle famiglie dove è presente un minore. Il 44% delle famiglie possiede un cellulare abilitato alla connessione a internet. Questo fenomeno ha importanti impatti sulle modalità di interazione e comunicazione tra negozio e clienti. Infatti, il cellulare, assieme alle chiavi di casa e al portafoglio, è uno dei pochi oggetti che abbiamo sempre con noi e questo aumenta enormemente le occasioni per il possibile utilizzo.

Carlo Sangalli, Confcommercio
Carlo Sangalli

L’evoluzione di internet ha, dunque, portato a una crescita delle possibilità di comunicazione e interazione con l’esterno (e-mail, videochiamate, telefonate sulla rete, chat, blog, partecipazione a social network), di gran lunga l’attività più frequente, con punte di oltre l’80% dei navigatori nel caso dell’uso delle e-mail.
Nel 2013 il mercato dell’e-commerce, inteso come il valore degli acquisti degli italiani da siti sia nazionali che stranieri, è stato pari a 12,6 miliardi di euro (+ 15% rispetto al 2012).
Se consideriamo unicamente il valore delle vendite da siti con operatività in Italia, questo  è pari a 11,3 miliardi di euro.

In Italia l’e-commerce è cresciuto dal 2006 ad oggi a un ritmo di circa il 20% all’anno (con esclusione del solo passaggio dal 2008 al 2009 in cui è rimasto sostanzialmente costante, dato che ovviamente va interpretato tenendo conto del picco della crisi e confrontato con l’andamento del fatturato delle imprese che non hanno fatto e-commerce). Le piccole e medie imprese che hanno fatto e-commerce sono cresciute del +1,3% l’anno proprio nel triennio 2008-2010 contro il -4,5% di chi non aveva nessuna presenza online e il -2,4% di chi aveva un solo sito vetrina.

Ma chi sono gli acquirenti online? Non si tratta solo di giovanissimi (che restano i maggiori utilizzatori di internet in generale), perché è necessario guadagnare un certo reddito da spendere per essere un heavy spender (altospendente), anche online, né dei più ricchi, solitamente più avanti con l’età (soprattutto in Italia) che, per caratteristiche demografiche e per importo medio delle transazioni utilizzano ancora canali di acquisto tradizionali. I maggiori acquirenti online sono comunque le fasce medio-alte, che hanno un grosso peso sia in termini di volumi complessivi che, soprattutto, di influenza nei confronti degli altri (cd. Opinion Makers).
Le motivazioni economiche (prezzi più bassi), il maggior assortimento (scelta prodotti più ampia) e l’acquisto consapevole (possibilità di comparare i prodotti, e di informarsi sulle loro caratteristiche) sono le ragioni principali degli acquisti in internet. Ragioni che riguardano la sfera emotiva del consumatore, che ritiene di poter scegliere meglio e fare l’acquisto migliore (certo, anche in termini di prezzo, ma non solo).

Le ragioni principali di chi non acquista su internet consistono nella mancanza di relazione con il venditore (chi c’è dall’altra parte dello schermo? A chi chiedo se ho bisogno di un consiglio?), nell’impossibilità di verificare il prodotto e, conseguentemente, il timore di non poterlo restituire (è veramente come lo descrivono o come appare dalle foto? Come faccio a sapere che la misura è quella giusta? Come faccio ad acquistare senza provare il prodotto? Se non è quello che credevo posso restituirlo? Come? Con quali costi?); la scarsa fiducia nei metodi di pagamento online (il sistema è sicuro? Mi fido a inserire i dati della mia carta di credito online? I soldi li scalano subito o alla consegna della merce? E se poi la merce non arriva o arriva danneggiata? Cosa devo fare se cambio idea e voglio restituire la merce?).

Il tema della sicurezza dei dati della propria carta di credito nelle transazioni online  è, un elemento centrale per lo sviluppo dell’e-commerce. Secondo i dati Contactlab, il 63% dei clienti è disposto a rinunciare all’acquisto se non trova un sistema di pagamento in grado di infondergli sicurezza.

Sulla sicurezza nell’acquisto online inciderà l’ulteriore evoluzione dei sistemi di pagamento. Negli ultimi anni si sono diffuse carte di credito prepagate e altre soluzioni ideali per l’e-commerce come PayPal. Lo sviluppo di soluzioni in grado di garantire un livello sempre maggiore di sicurezza grazie a strumenti a protezione dell’acquirente e alla facilità di rimborsi nel caso di truffe può rappresentante fattore innescante per una progressiva accelerazione del fenomeno dell’e-commerce, riducendo il livello di “ansia” che alcuni possono provare nell’acquistare online un prodotto senza poterlo toccare, provare, vedere dal vivo e interagire direttamente con il venditore ma solo tramite uno schermo. Aumenta nel 2013 il valore delle vendite online transato attraverso carta di credito (71%) o PayPal (21%) mentre diminuisce l’incidenza degli altri strumenti di pagamento, dal bonifico bancario (4%) al pagamento alla consegna (3%).

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