Confcommercio: i consumi sono in via di guarigione ma la ripresa solo dal 2012

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Secondo il Rapporto Consumi 2010 di Confcommercio la ripresa dei consumi italiani ci sarà solo dal 2012. Nel 2011 si completa la guarigione

La ripresa dei consumi italiani (+1,6%) arriverà solo nel 2012, dopo un modesto 0,4% del 2010 e un calo del 2,1% nel biennio 2008-2009, a livelli di dieci anni fa. Per una nuova ripresa dei consumi sarà infatti necessario un ritorno apprezzabile alla crescita del Pil e dell’occupazione.
E’ quanto emerge dal Rapporto Consumi 2010 realizzato dall’Ufficio Studi di Confcommercio.

Con una riduzione media annua del 2,1% nel biennio 2008-2009, i consumi pro capite tornano ai livelli di dieci anni fa… In termini aggregati dopo il modesto 0,4% del 2010 in termini di crescita dei consumi, nel 2011 si dovrebbe completare la guarigione dell’economia e del clima di fiducia dei consumatori (+0,9% i consumi in termini reali). La vera ripresa dei consumi è collocata soltanto nel 2012 (+1,6%), anno nel quale dovrebbe diventare concretamente apprezzabile una fase di crescita, almeno in linea con le dinamiche sperimentate prima del 2007“, prosegue il rapporto.

Cruciale sarà l’andamento dell’occupazione: “La modesta ripresa non si è trasmessa ancora al mercato del lavoro (anche se i dati nazionali sono il risultato di una crescita occupazionale al Nord-Centro neutralizzata da una continua emorragia di posti di lavoro nel Mezzogiorno). Senza una maggiore occupazione difficilmente si osserverà una curva crescente nella spesa reale per consumi. E senza consumi difficilmente ci sarà una ripresa solida”.

Secondo i dati Istat, a novembre 2010 il tasso di occupazione è rimasto sostanzialmente stabile (+0,1% rispetto a ottobre) al 56,8%, mentre è sceso di 0,2% su anno. Il tasso di disoccupazione è pari all’8,7%, massimo dall’inizio del 2004.
Spiega Confcommercio che “le famiglie italiane, nonostante il perdurare della crisi e la riduzione del reddito disponibile, si sono dimostrate vitali e reattive: meno sprechi, più attenzione al rapporto qualità-prezzo e ricorso anche a quote di risparmi”.

Tra le voci di consumo, nel biennio 2008-2009, in calo la spesa per le vacanze (-3,2%), i pasti in casa e fuori casa (-3,2%), mobilità e comunicazioni (-3,1%), l’abbigliamento (-3,1%); di contro, tengono le spese per la salute (+2,5%), per elettrodomestici e IT domestico (+2,4%) e quelle per beni e servizi per la telefonia (+0,4%). E, nell’analisi di lungo periodo (dal 1992 alle previsioni per il 2012), aumenta di cinque volte la spesa per beni e servizi di telecomunicazioni rispetto a quella per la mobilità.

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