Crescono l’e-commerce di libri e gli e-book, crolla la GDO

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Crescono l’e-commerce di libri e gli e-book, crolla la GDO

Gli e-book e gli audiolibri sono un mercato da 62 milioni di euro nel 2016: valgono il 5,1% delle vendite trade, con un balzo in avanti del 21% sul 2015. In forte crescita anche l’e-commerce dei libri

Il mercato dei libri ha chiuso il 2016, registrando un incremento del 2,3% a 1,283 milioni di euro nei canali trade (librerie, librerie on line e GDO). Siamo lontani dal +2,5% in UK, dal +3,3% negli Stati Unit e dal +8% in Russia (dovuto però a un’impennata dei prezzi). Gli italiani continuano a comprare in libreria, ma calano i lettori. Il mercato dei libri vale 1,337 miliardi di euro, Amazon compresa. Compie passi avanti l’e-commerce, grazie ad Amazon, ma è in caduta verticale la GDO. Sono i dati emersi dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE).

La lettura mette a segno un declino del 3,1% rispetto al 2015 (da 24,051 milioni i lettori scendono a 23,300 milioni nel 2016), dopo l’incremento dell’1,2% dell’anno precedente. I lettori forti sono fermi al palo, passando da 3,298 nel 2015 diventano 3,285 milioni nel 2016, mentre il crollo maggiore affligge i lettori deboli e occasionali.

I più giovani e gli Over 60 sono i lettori più appassionati. Il 47,3% dei bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni legge almeno un libro all’anno: più della media nazionale. Nella restante parte della popolazione la percentuale di penetrazione cala al 39,5%. La fascia d’età la lettura spopola è quello degli Over60 (e dei “giovani anziani”) con un incremento del 9,6% rispetto al 2010, mentre scende la percentuale di lettori nella fascia tra i 25 e i 44 anni con un -25,4%. Qui gioca un ruolo la demografia, con l’invecchiamento della popolazione e “l’onda lunga della scolarizzazione degli anni Sessanta e Settanta”.

Gli e-book guadagnano terreno. Legge libri da dispositivi digitali il 10% della popolazione, contro l’8,9% nel 2015 e il 2,9% nel 2010. Al classico eReader, usato solo dal 7,3% dei lettori digitali, si affianca l’uso degli smartphone con il 64,8%, seguiti dai tablet (28,3%).

Il lettore ha a disposizione un’offerta più varia rispetto a cinque anni fa. Nel 2016 gli editori hanno pubblicato 66.505 titoli (contro i 59.198 nel 2010 e i 13.203 titoli del 1980), a cui aggiungere oltre 2.400 file disponibili su Audible. A questi si sommano i 74.020 titoli di e-book, in crescita sul 2015 (erano 56.145) e otto volte di più rispetto al 2010 (quando erano 9.076).

L’editoria è sempre più ricca: la Narrativa, che oggi conta 18.517 titoli, nel 1980 si fermava a 1.087 titoli e i libri per bambini, oggi stimati in 6.457, costituiscono un numero decuplicato rispetto ai 612 del 1980.

Il mercato del libro di carta ha messo a segno una crescita dell’1,6%, complessivamente. Nel 2016 i canali trade (escluso Amazon) rimangono in progressiva, ma lenta ripresa: +0,3% sul 2015 secondo i dati Nielsen, che diventa un +1,6% se si considerano i punti vendita marginali, raggiungendo gli 1,221 miliardi di euro.

Crescono l’e-commerce di libri e gli e-book, crolla la GDO
Crescono l’e-commerce di libri e gli e-book, crolla la GDO

Gli e-book e gli audiolibri sono un mercato da 62 milioni di euro nel 2016: valgono il 5,1% delle vendite trade, con un balzo in avanti del 21% sul 2015. Gli e-book (e gli audiolibri) non riescono però a bilanciare il declino delle vendite di libri registrate dal 2011, ma si limitano ad esaltare il segno positivo del mercato con un +2,3%, portando a un fatturato complessivo di 1,283 miliardi di euro.

Amazon in Italia vale circa 120 milioni solo per il libro fisico (di varia) nel 2016. Il fatturato complessivo del mercato dei libri di carta raggiunge i 1,337 miliardi di euro circa. Si tratta di un valore di circa 100 milioni inferiore rispetto agli anni 2010 e 2011, quando Amazon era appena sbarcato in Italia: “È la prima volta che nel mercato del libro italiano si tenta di stimare Amazon – spiega il responsabile dell’Ufficio studi AIE, Gianni Peresson – il cui peso è ormai un elemento da cui non possiamo prescindere, con cui è necessario confrontarsi. Oggi il lettore ha maggiori possibilità e libertà di effettuare le sue scelte. Ci sono svariati modi di leggere, e con prezzi e modalità diverse. Tutto questo lo rende più autonomo e sensibile rispetto al titolo che sta comprando e il mercato del libro deve tenerne conto. Il punto debole resta la GDO che in questi anni ha ridotto il numero di punti vendita in cui il libro è presente e che in molti piccoli comuni, invece, potrebbe rappresentare uno dei punti di contatto tra lettore e libro. Un’altra sfida oggi è non solo promuovere la lettura ma capire in modo chiaro chi è questo lettore e se gli strumenti che abbiamo per fotografarlo sono adeguati. Oggi chi ascolta ‘Ad alta voce’ su Radio3 è un lettore? In altre parole, il lettore è svanito o ha solo cambiato volto?”.

Scendono invece le copie vendute, che si fermano a 86,4 milioni nel 2016 (dati Nielsen), un valore che sale a 87,5 milioni se si sommano anche quelle vendute dalle librerie e punti vendita più piccoli e “marginali”.

La libreria è il luogo prediletto dagli italiani, ma cresce l’e-commerce, mentre crolla la Grande distribuzione (Gdo). Gli italiani continuano ad acquistare i libri in libreria, indipendente o di catena: rappresenta tre quarti degli acquisti (il 72,8% per la precisione). Crescono le performance delle librerie di catena, diminuiscono quelle delle librerie a conduzione familiare. A essere in grande difficoltà è la GDO che si riduce al 10,7% (nel 2010 era il 16,3%, solo lo scorso anno pesava per il 13,9%) e la cui crisi aiuta a comprendere molto di quello che è avvenuto nel settore in questi anni. L’e-commerce oggi vale il 16,5%, contro il il 5,1% del 2010 e il 13,9% dell’anno scorso.