Criteo: l’e-commerce 2016 sarà su smartphone e la pubblicità meno invadente

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Nell’eCommerce Industry Outlook 2016 sono elencati i sette trend che secondo Criteo avranno un impatto significativo sul mercato online: i social media avranno un’influenza sempre maggiore sullo shopping online e nuovi servizi di pagamento mobile trascineranno la crescita del settore durante il 2016

L’e-commerce si prepara a un nuovo cambio di pelle. Secondo Criteo, azienda tecnologica specializzata in performance marketing, il 2016 sarà anche un altro anno ricco di cambiamenti e novità. Nell’eCommerce Industry Outlook 2016, pubblicato in questi giorni, sono elencati i sette trend che secondo la società francese avranno un impatto significativo sul mercato online quest’anno. Si prospettano numerosi cambiamenti all’orizzonte, di cui le aziende dovranno tener conto: i social media avranno un’influenza sempre maggiore sullo shopping online e nuovi servizi di pagamento mobile trascineranno ulteriormente la crescita del settore durante il 2016. Anche le aspettative dei consumatori subiranno un’evoluzione, a cui le aziende dovranno far conseguire cambiamenti nelle scelte di investimento e nelle strategie di marketing. Per aiutarle in questo lavoro, Criteo ha raccolto nel suo ultimo eCommerce Industry Outlook una serie di dati, previsioni e suggerimenti che intendono delineare l’ambiente in cui gli operatori del mercato si troveranno ad operare.retail, e-commerce@shutterstock

I consumatori saranno sempre più multi-device. La metà delle transazioni eCommerce viene conclusa utilizzando più dispositivi durante il processo d’acquisto: in Italia raggiungono una quota del 53% (al terzo posto dietro a Corea del Sud con il 64% e Brasile con il 56%) secondo lo State of Mobile Commerce Report Q3 2015 di Criteo. Durante il 2016, il tasso di transazioni online multi-device nel settore retail supererà la media mondiale del 50%, perciò le aziende dovranno ripianificare la propria esperienza d’acquisto online sulla base di questo cambiamento attivando le campagne su tutti i dispositivi e funzionalità utilizzate.

Gli smartphone saranno i dispositivi più utilizzati. Durante il 2015, il mobile è stato protagonista del settore dello shopping online. Lo smartphone è stato e continua ad essere lo strumento più utilizzato in tutto il mondo, arrivando a conquistare più del 40% del mercato in Corea del Sud e Giappone. In Italia si conferma il canale più utilizzato e rappresenta il 12% delle vendite online, che sommandosi al 10% effettuato tramite tablet genera una quota di vendite mobile del 22%. Diventa quindi sempre più strategico migliorare l’esperienza d’acquisto in mobilità, ottimizzando anche i siti internet aziendali per lo shopping da smartphone.

Ci sarà un maggior numero di grandi occasioni di acquisto nel corso del 2016 che genereranno sempre più vendite. Secondo una ricerca di Adobe condotta per conto di Alibaba, nel 2015 il Cyber Monday è stato il giorno di maggiori vendite online negli Stati Uniti per un valore totale di 3$ miliardi. A sorpresa però, il giorno in cui sono state fatte più vendite online a livello mondiale è stato il Single Day, celebrato in Cina l’11 novembre e fautore di un valore di 14,3$ miliardi di ricavi per la sola Alibaba (+60% rispetto al 2014). Secondo Criteo il numero di occasioni di vendita nel mondo è destinato a crescere durante l’arco del 2016, per questo le aziende dovranno ridefinire le proprie strategie sia offline che online includendo tutte le “nuove ricorrenze” a livello internazionale.Aruba Networks, Mobile Engagement App - Shopping

Le aziende rileveranno una maggiore influenza del web nelle loro vendite in-store. I consumatori sono sempre più portati a supportare i propri acquisti nei negozi fisici con l’utilizzo dell’online per ricercare informazioni, prezzi, offerte, punti vendita e molto altro. Secondo Google, 8 consumatori su 10 utilizzano il proprio smartphone direttamente all’interno del negozio per concludere l’acquisto: le aziende devono adeguarsi a questa tendenza cercando di comprendere il comportamento online degli utenti e interagendo in tempo reale attraverso app e tecnologie beacon per il pagamento online in-store.

Le strategie di Marketing delle aziende dovranno focalizzarsi più sulle persone che sui device. Sebbene buona parte delle aziende utilizzi oggi modelli deterministici e probabilistici, la maggior parte fatica ancora a tracciare il percorso cross-device delle vendite e i movimenti dei consumatori da un dispositivo all’altro. Nel 2016 diventerà fondamentale per i retailer riuscire a comprendere questi elementi riorganizzando i propri team di Marketing, ridefinendo le strategie e investendo in strumenti e tecnologie che gli permettano di analizzare i comportamenti degli utenti, al di là dei dispositivi coinvolti nel processo decisionale. I responsabili di marketing in particolare, considerano di fondamentale importanza l’utilizzo di sistemi di analytics per la comprensione del comportamento del cliente (78% dei responsabili di marketing), lo sviluppo di contenuti ed esperienze lungo tutto il percorso d’acquisto (78% dei marketer) e di esperienze personalizzate e rilevanti per la clientela (74%).

La pubblicità dovrà diventare più mirata e meno “invadente”. L’ADV online dovrà abbandonare forme “invasive” di visualizzazione on screen, abbandonando i formati pop-up, overlay e pre-roll. Le tipologie di adv digitali che gli utenti trovano maggiormente “invasive” sono quelle considerate irrilevanti rispetto ai propri gusti personali (50%), rispetto ai propri interessi di acquisto (49%) e quelle che promuovono prodotti già acquistati dall’utente (45%). Durante il 2016 saranno gli stessi programmi di ad-blocking a spingere le aziende a prediligere inserzioni realmente rilevanti e più mirate rispetto agli interessi dei consumatori.

I servizi di consegna “istantanei” diventeranno la regola. Il 96% delle persone valuta come “rapido” un servizio di consegna se la merce viene recapitata il giorno stesso o il giorno successivo al giorno di acquisto, il 92% entro due giorni. L’efficienza della consegna deve quindi diventare uno dei focus dei retailer per il 2016: servizi rapidi come Amazon Prime diventeranno la regola e non più l’eccezione, affidandosi a partner come Instacart che offrono una consegna istantanea della merce.

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