D-Link: casa connessa fa rima con casa protetta

Strategie
Stefano Nordio, D-link

D-Link presenta i dati di una ricerca condotta nel Regno Unito, in Francia, in Italia e in Spagna, dal 20 marzo al 10 aprile 2014. Scopo dell’indagine, che ha raccolto oltre 3.200 risposte, è stato investigare le opinioni dei consumatori relative al concetto di smart home, con un focus sulle aspettative nei confronti di una casa connessa, i prodotti, il canale d’acquisto e il prezzo

Casa connessa? Per il 53% degli intervistati significa protezione della propria abitazione. Per attuarla si affiderebbero a una telecamera di sorveglianza Ip e per la gestione della casa connessa, cosa c’è di meglio se non uno smartphone? Contemporaneamente al lancio italiano della linea mydlink Home, un ecosistema intuitivo e completo di prodotti dedicati domotica smart, D-Link presenta i dati di una ricerca condotta nel Regno Unito, in Francia, in Italia e in Spagna, dal 20 marzo al 10 aprile 2014. Scopo dell’indagine, che ha raccolto oltre 3.200 risposte, è stato investigare le opinioni dei consumatori relative al concetto di smart home, con un focus sulle aspettative nei confronti di una casa connessa, i prodotti, il canale d’acquisto e il prezzo. Per 1 persona su 2 (53%) il concetto di casa connessa riguarda innanzitutto la protezione della propria abitazione.

Stefano Nordio, d-link
Stefano Nordio

Questa tendenza è ancora più radicata in Italia (62%), dove la sicurezza è un problema importante per le persone. In Spagna la protezione della casa è la prima priorità (36%), ma su un piano quasi paritetico vi è l’esigenza di controllare i consumi di energia (35%), probabilmente a causa di una maggior preoccupazione verso il risparmio sulle bollette dovuta a una crisi economica più forte.

Negli altri tre Paesi la seconda esigenza che dovrebbe essere soddisfatta dai dispositivi connessi per l’abitazione è il controllo degli elettrodomestici, seguita dal controllo dei consumi di energia, mentre l’aspetto multimediale e d’intrattenimento della casa connessa è l’ultimo dei pensieri dei consumatori salvo una lieve differenza evidenziata dal campione britannico. Quando si tratta di prodotti da acquistare per creare una casa connessa, il primo che le persone sono pronte a comprare è una telecamera di sorveglianza IP (74,9%).

Il dato probabilmente è dovuto alla crescente popolarità di questi prodotti e al fatto che la maggioranza del panel (80%) è composta da chi è già cliente mydlink. Seguono, le smart plug (56,6%), i sensori di apertura delle porte (55,9%), i sensori di rilevamento del movimento (54,9%), i rilevatori di fumo (53,7%) e il controllo del riscaldamento (53,2%). L’aspetto della sicurezza è molto sentito in Italia, dove le telecamere di sorveglianza IP (84,4%), i sensori di rilevamento del movimento (65,1%) e di apertura delle porte (62,9%) sono richiesti, in linea con la priorità attribuita alla protezione della casa. ll 50% degli intervistati desidera poter gestire la propria casa dallo smartphone. La stessa tendenza si registra in tutti i Paesi, eccetto la Spagna, dato sorprendente dal momento che questo Paese è leader in Europa in termini di penetrazione degli smartphone con l’82%1.

Il controllo da tablet è richiesto dal 16% del panel, mentre il 23% del pane desidera poter scegliere il dispositivo da utilizzare per controllare la propria casa connessa. Il controllo della casa connessa tramite un pannello dedicato è richiesto solo dal 5% del panel. Internet sarebbe il canale principale dove comprare una soluzione per la casa connessa, come dice il 78,6%. Questo risultato deve essere letto in base all’alto livello di dotazione tecnologica degli intervistati: tutti possiedono uno smartphone, il 90% un PC/Mac e il 75% un tablet. Internet è seguito dai negozi specializzati in informatica (44,6%), dal momento che le soluzioni per la casa connessa sono considerate prodotti tecnologici e che i consumatori sono interessati a ricevere consigli, assistere a dimostrazioni e vedere fisicamente i prodotti stessi. La terza categoria di distributori considerati dal panel è quella dei negozi fai-da-te (28,1%), mentre supermercati e negozi di ISP non sono considerati come canali affidabili per le soluzioni dedicate alla casa connessa.

In termini di caratteristiche sensibili di prodotto, il prezzo è al primo posto (63%). In tutti i Paesi ci sono stati diversi commenti liberi che chiedono che il prezzo sia chiaro: nessun costo nascosto, nessun canone mensile e prezzi bassi. Per una persona su due un budget ragionevole è compreso tra 100 e 300 euro (tra 100 e 300 sterline nel Regno Unito). Occorre notare che i consumatori italiani sono pronti a spendere di più, dal momento che solo l’8% di essi definisce un budget annuale sotto i 100 euro, contro la media europea del 16%. Al contrario, solo il 2% degli intervistati spagnoli è disposto a spendere di più di 500 euro all’anno, rispetto alla media dell’indagine pari al 10%.

“La ricerca ha dimostrato come il mercato sia pronto a recepire i temi legati alla casa connessa e come i consumatori siano disposti a iniziare a investire denaro per equipaggiarsi di conseguenza. Per quanto vi siano lievi differenze tra i vari Paesi, quando pensano alla casa connessa, tutti i consumatori sono accomunati dall’obiettivo di proteggere la propria abitazione,” ha dichiarato Stefano Nordio, Vice President D-Link Europe.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore