Data governance? Gli informatici vittime delle soluzioni e delle promesse

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Renato Comes, sales & marketing director di Tecnet Dati, durante il suo intervento durante il Customer summit 2016 a Milano, ha sottolineato la sostenibilità dell’operato in ambito informatico e sul programma di data governance

“Un programma di data governance è sfidante, ma anche sostenibile, e anche credibile perché bisogna cercare di sfondare le porte chiuse. Noi informatici abbiamo promesso molte cose ma ne abbiamo mantenute poche perché siamo anche noi vittime delle soluzioni per rimediare ai problemi”. Così  Renato Comes, sales & marketing director di Tecnet Dati, durante il suo intervento durante il Customer summit 2016 a Milano, nel quale ha anche sottolineato la sostenibilità dell’operato in ambito informatico. Nel 2016, secondo una fotografia presentata durante l’evento, sono aumentati i clienti, soprattutto in ambito finance, mondo definito dallo stesso comes, più sensibile a certi temi e anche maggiormente preparato su ciò che gli è proposto. E, a questo proposito, comes ha citato un caso.

Renato Comes
Renato Comes

“Un cliente finance ci ha sottolineato che se avessimo fatto sprecare anche solo tre minuti di più al loro progettista avrebbero detto di no alla novità che gli stavamo presentando. Ci siamo resi conto che noi informatici non possiamo presentarci come burocrati”. Parlare di data governance non è una passeggiata facile, spiega Comes, perché non si tratta di iniziare e finire un progetto, ma di stare sempre attenti alle novità o alle modifiche che si possono apportare la progetto stesso, anche se al cliente è stato dato un termine.

Parlare di Data governance oggi, sembra di fare un tuffo nel passato dove tutto sembra essere rimasto immutato. Ma cosa è realmente cambiato? Le motivazioni di business, per esempio, le normative, ma è soprattutto aumentata la paura dei big data. Tanto spesso osannati, come portatori di novità anche di business, oggi sembrano aver portato con loro una gran paura. Perché? Comes si spiega questo concetto con l’incertezza sul futuro.

Chi saprebbe definire oggi con esattezza quali benefici reali si avranno da una gestione che si definisca ‘buona’ dei big data? Nessuno lo sa e questo spaventa. Ma, d’altro canto, c’è maggiore disponibilità di framework di riferimento, nuovi modelli organizzativi, figure professionali, processi. La data governance è un programma di cambiamento. “La governance è strategia, organizzazione, misure e monitoring, tecnologia e comunicazione“, secondo Comes, poi “gli informatici devono iniziare a legare con i manager del business e portarli in casa perchè la domanda è: quanto costano i dati? Quanto valgono? Devo definire un programma agile, le persone vanno coinvolte e la platea deve definire i processi di coordinamento e comunicazione. Sulla data governance lavorerà un comitato ristretto full time“, spiega Comes.

 

 

 

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