D’Aversa (McKinsey): La digital economy può creare ricchezza

Strategie

Videointervista – L’utilizzo del mobile può essere un abilitatore per le nuove tecnologie, che può dare una scatto in avanti e-learning, e-commerce, e-government, e-health. Ne parliamo con Leorizio D’Aversa, partner di McKinsey e membro di Digital Advisory Group, che sottolinea come l’economia digitale abbia creato 700.000 posti di lavoro

Secondo Leorizio D’Aversa, partner di McKinsey e membro di Digital Advisory Group, l’economia digitale può creare ricchezza, anche in Italia,  dove di fatto “pesa meno del 2% del Pil”. Poca roba ma che ha generato in questi anni 1,8 posti di lavoro contro ogni posto perso. Ed è in grado di incidere sul Pil, di creare posti di lavoro, di spingere lo sviluppo delle pmi, “perché le aziende attive su web crescono oltre il 10%, esportano quasi il doppio rispetto alle concorrenti e sono più redditizie”.

Punti critici rimangono le barriere allo sviluppo: insufficiente accesso alla banda larga, scarsa propensione all’e-commerce da parte di utenti e aziende,  pubblica amministrazione limitata nel divulgare servizi, quadri normativi non al passo con l’Europa e carenza di competenze digitali. “Se tradizionalmente le barriere infrastrutturali sono le più penalizzanti, anche gli altri aspetti non sono da meno”. Ma è possibile rilanciare il tutto con un impegno coordinato a livello paese, “perché l’utilizzo del mobile può essere un abilitatore per le nuove tecnologie, che può dare una scatto in avanti e-learning, e-commerce, e-government, e-health”.  Nella videointervista l’analisi della situazione Italia. “Molti sono gli investimenti in e-government fatti sulla carta negli anni scorsi – precisa D’Aversa –  ma se guardiamo l’effettivo utilizzo e l’usabilità scendiamo molto nelle classifiche. Vediamo l’e-government come una grossa opportunità: si tratta di fare lo switch off dei servizi tradizionali e generare una sorta di volano che sposti le abitudini sui servizi online”.

Sull’argomento anche la videointervista a Roberto Masiero (the Innovation Group): Nell’economia mobile vigono nuove regole

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